CETA & TTIP

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Amici Blogger,

Mentre i cittadini di tutta Europa stanno protestando, delle forze oscure stanno soffocando la voce dell’opinione pubblica.

La Commissione europea sta spingendo affinché vengano approvati il CETA e il TTIP : i trattati di libero commercio con Canada e Stati Uniti. Due grandi pericoli per i nostri standard in materia di sicurezza alimentare (OGM), democrazia e protezione del clima.

Cose che non piacciono alle multinazionali!

Milioni di persone in tutta Europa hanno già firmato il nostro appello per chiedere ai Parlamenti nazionali di non ratificare questi accordi. Eppure la loro voce continua ad essere inascoltata.

 

E’ di queste ore la notizia che la Vallonia (l’unica regione del Belgio ad opporsi fermamente al CETA) ha accettato un compromesso per la ratifica del CETA: un segnale preoccupante perché, in caso di ratifica, l’opinione di milioni di persone che chiedendo diritti e tutele ambientali, sarà sacrificata sull’altare del libero commercio.

Non tutto è perduto: il testo approvato in Belgio deve essere ancora approvato dai Parlamenti nazionali, dalla Commissione Ue e dal governo canadese.

Non abbassiamo la guardia, non fermiamoci ora! UNISCITI A NOI PER CHIEDERE LO STOP DI CETA E TTIP!

FIRMA SUBITO LA NOSTRA LETTERA AI PARLAMENTARI EUROPEI.

ABBIAMO BISOGNO ANCHE DI TE!

Grazie per quello che andrete a fare!!

 

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Grazie.

È con profondo dolore che pubblico questo per me triste commiato che Titti, profonda conoscitrice di poeti e poesie, di bellezza e di armonia ha pubblicato sul proprio blog.

Per me oggi è un giorno molto triste, perché tra qualche giorno poesia in rete chiuderà.

Non credo che molte persone noteranno che c’è un blog in meno, comunque sento il dovere di ringraziare gli amici che mi hanno seguita, e soprattutto quelli che mi hanno aiutata affinché poesia in rete potesse sopravvivere.

Ho accettato aiuti quando ero disperata, ma adesso non lo sono più, quindi non posso accettare più niente, neanche dalle persone che mi vogliono bene.

Ho notato che qualcuno ha fatto il furbo, e ha trovato il modo di aiutarmi ugualmente, ma è tornato tutto al mittente! 

Grazie per l’affetto che mi avete dimostrato. Comprate e leggete raccolte di poesia, mi raccomando, eh?

Baci.

Titti de Luca

poesiainrete.wordpress.com

 

Non posso

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Fulvio Abbattista, Assenze, 2016 

Posso avvolgere il nastro, mi dicevo,

ritrovare la traccia riascoltare il brano

assemblare le scene disperse del vissuto

risentire i profumi della vita,

gustarne anche i sapori.

Posso.

 

Scavando dentro il pozzo delle immagini,

rivedere il dolce profilo dei suoi fianchi

risentire il calore fraterno del suo corpo

scaldarmi al fuoco spento dei suoi baci.

Posso.

 

Cogliere il miele profumato dei suoi seni

con le mie mani nude e trasognate, questo

non posso.

Tornando, sentiamo le allodole

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Ecco una poesia di Isaac Rosenberg, poeta e pittore inglese, considerato uno dei più importanti tra i poeti della Grande Guerra. Morì sul fronte francese pochi mesi prima della fine del conflitto. Poesia composta nel 1917.

(traduzione di Marcello Comitini)

Oscura è la notte.

E se anche abbiamo la nostra vita, sappiamo

quale minaccia sinistra si nasconde.

 

Trascinando queste membra angosciate, sappiamo solo

che tracce maledette ci portano al nostro campo –

a un breve sonno sicuro.

 

Ma ascolta! gioia – gioia – strana gioia.

Ecco! Le vette della notte risuonano di allodole invisibili.

Musica piove sulle nostre facce rivolte verso l’alto.

 

La morte potrebbe scendere dal buio

con la facilità di una canzone –

Ma solo la canzone è scesa,

come i sogni di un uomo cieco sulla sabbia

dalle maree pericolose,

come i capelli scuri di una ragazza che sogna non celarsi in essi la rovina,

o i suoi baci, dove un serpente si nasconde.

 

RETURNING, WE HEAR THE LARKS

Sombre the night is.

And though we have our lives, we know

What sinister threat lies there.

 

Dragging these anguished limbs, we only know

This poison-blasted track opens on our camp

On a little safe sleep.

 

But hark! joy – joy – strange joy.

Lo! heights of night ringing with unseen larks

Music showering our upturned list’ning faces.

 

Death could drop from the dark

As easily as song –

But song only dropped,

Like a blind man’s dreams on the sand

By dangerous tides,

Like a girl’s dark hair for she dreams no ruin lies there,

Or her kisses where a serpent hides.

 

In “The Collected Works of Isaac Rosenberg: Poetry, Prose, Letters, Paintings and Drawings”, Chatto & Windus, London edit., 1984

Una poesia di William Butler Yeats

 

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Scena dal film The Reader (2008)

 

QUANDO TU SARAI VECCHIA
                                                                 (traduzione di Eugenio Montale)

Quando tu sarai vecchia, tentennante
tra fuoco e veglia prendi questo libro,
leggilo senza fretta e sogna la dolcezza
dei tuoi occhi d’un tempo e le loro ombre.

Quanti hanno amato la tua dolce grazia
di allora e la bellezza di un vero o falso amore.
Ma uno solo ha amato l’anima tua pellegrina
e la tortura del tuo trascolorante volto.

Cùrvati dunque su questa tua griglia di brace
e di’ a te stessa a bassa voce Amore
ecco come tu fuggi alto sulle montagne
e nascondi il tuo pianto in uno sciame di stelle.

(da”L’Opera In Versi”di  Eugenio Montale, Giulio Einaudi Editore, I Millenni,1980)

Ritratto

 

 

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Jeremy Lipking, Nude

Ho disegnato sopra un foglio nubi di velluto

E nella notte sguardi di stelle malinconiche.

 

Ho tracciato sul foglio i tuoi capelli e il viso

E le tue labbra rosse delle mie notti insonni.

Ho segnato il contorno profondo dei tuoi occhi

E la tua bocca schiusa come sorgente viva.

 

Nei tuoi occhi ho acceso tutto il desiderio,

sul viso e sulle guance tutta la tua purezza.

 

La nuca ho modellato per le mie carezze

la coppa dei tuoi seni per culla del mio viso.

La linea che divide provocante i reni

la curva che modella con dolcezza i fianchi

ho disegnato a mente

e le tue braccia, mani e rami della rosa

graffiano il mio petto e abbracciano il mio cuore.

 

In chiaroscuro i tratti ambrati del tuo ventre

ho schiuso come nuvole sopra un’alba di fuoco.

E giù lungo le gambe sino ai piedi ho steso

cieli levigati e spiagge ove conchiglie

occhieggiano lucidate da mari lenti e calmi.

 

Nelle mie notti sei il mondo che risorge

schiarito dalla tenera luce d’orizzonte

mentre ascolto cieco e vedo come in sogno

dal tuo corpo nascere la tua anima nuda.