Nell’ultimo mese dell’autunno – di Arsenij Tarkovskij

 

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Una poesia del padre di Andrej, regista cinematografico dello scorso secolo, vincitore nel 1972 del Premio Speciale della Giuria  al festival di Cannes con il film “Solaris”, per il quale vinse anche, nel 1980, il David di Donatello.

 

Nell’ultimo mese dell’autunno, sulla china
della mia amarissima vita,
colmo di tristezza, entrai
in un bosco senza foglie e senza nome.
Era lambito fino all’orlo da un bianco-latescente
vetro di nebbia. I rami canuti
erano rigati da quelle lacrime pure che
solo gli alberi versano alla vigilia
dell’inverno che scolorisce ogni cosa.
Ma ecco accadde il miracolo: al tramonto
baluginò da una nube un lampo azzurrino,
e un raggio lucente penetrò, come in giugno,
dai giorni venturi del mio passato.
Gli alberi piangevano alla vigilia
delle opere buone dei munifici doni,
delle liete bufere turbinanti nel turchino,
menarono le cinciallegre il ballo in tondo,
come mani sulla tastiera
s’alzavano da terra alle note più alte.

Arsenij Tarkovskij, Stelle tardive. (Traduzione di Gario Zappi, Edizione Giometti & Antonello, Macerata, 2017)

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Ricordi d’amore

ricordi vetrine pic

Mannequins to Hang On

 

 

Nella piazza che brulica confusa dai frastuoni
allegri delle auto in lente file e dai colori alle vetrine
illuminate come stanze intime prive di pareti
bisbigliano i sogni nelle pupille alle ragazze.

In un angolo appartato il mio cuore attende
pensoso che le nuvole rosse nascondano
i raggi sanguinanti della sera.

Lungo i portici appaiono le ombre delle mie donne amate
con le guance calde e le spalle cariche di nubi.

A fianco dei portoni come tristi puttane
fumano tendono le mani alle rare ombre dei passanti
e alle ceneri spente di falsi desideri.

Cantano sottovoce muovono nel vento i lunghi capelli
colmano le pupille
con i fili oscuri della malinconia.

 

 

 

Ho cambiato faccia

Jpeg

Autoritratto

Ho cambiato immagine del profilo, ma sono sempre io. Ero stanco di vedermi con il capo chino ai colpi della vita. Ho deciso che è tempo di rialzarlo.

Poi si vedrà…. Tanto come lo si gira il finale della storia lo si conosce da tempo. Eppure andiamo come ciechi sicuri di vedere al di là di dettagli che nessuno ha ancora visto.

AWARD Black Cat Blue Sea & Blogger Recognition

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Sono stato nominato contemporaneamente da due blogger (che cito in ordine temporale di comunicazione della nomina e non di gradimento –  poiché entrambe le nomine e entrambe le blogger mi sono gradite per i contenuti dei loro blog).

La prima è Luisa Zambrotta (https://wordsmusicandstories.wordpress.com/) che ha iniziato il blog come un mezzo per insegnare l’inglese a chi è impossibilitato a frequentare le lezioni ma che in realtà è divenuto un mezzo di diffusione della cultura della parola in inglese quanto in italiano.

La seconda è Maria Kethuprofumo ( https://eternamenta.wordpress.com/) che ha dedicato il suo blog alle assurdità del XXI secolo ma anche all’incanto del reale e alla profondità di tutto ciò che è autentico.

L’assegnazione di questi premi è stata per me  una grande sorpresa soprattutto per le motivazioni con cui mi sono stati assegnati.

La  motivazione della prima assegnazione (di Luisa) è che il mio blogg si rivolge a tutti e non si lascia condizionare nella pubblicazione dei contenuti dal numero di follower né dal numero dei Like ricevuti (anche se i Like sono secondo me un indicatore efficace di quanto io sia riuscito nel mio intento di parlare a tutti);

La seconda motivazione (di Maria) è che il mio blog  “””è bellissimo & le poesie sono davvero di cuore!”””

Come tutti voi certamente saprete, chi è nominato deve rispettare alcune regole del vivere civile tra blogger.

La prima di queste regole è quella di mostrare il logo dei premi. E questo l’ho fatto senza soffermarmi troppo.

La seconda regola è quella di ringraziare coloro che mi hanno nominato.

E questo è ciò che faccio subito e volentieri, perché non lo sento come una regola ma come un gradito debito morale di gratitudine e riconoscenza verso queste due simpatiche amiche, Luisa e Maria, con  i loro rispettivi blog (https://wordsmusicandstories.wordpress.com/) (https://eternamenta.wordpress.com/)

ricchi di contenuti e particolarmente piacevoli da leggere.

È naturale quindi che io inviti i miei amici followers a frequentare i loro blog e a leggere i loro post che hanno la capacità di trasportare i lettori in mondi popolati di stimoli alla conoscenza e al sapere.

Delle altre tre regole mi permetto di rispettarne solo quella che riguarda la nomina di altri blogger  (7 o 8, a seconda del premio) che ritengo meritevoli di essere nominati in quanto i loro blog sono rispondenti alle caratteristiche dei premi che intendo loro assegnare:

Il blog di Pina Bertoli (https://ilmestieredileggereblog.wordpress.com/)

Il blog di Elena Andreotti (https://nonsolocampagna.wordpress.com/)

Il blog di Marina Pomante (https://blogmarinapomante.wordpress.com/)

Il blog di Marco Rickler (https://pupazzovi.wordpress.com/)

Il blog di Lettrice Assorta (https://ilviziodileggereblog.wordpress.com/)

Il blog di Stefano (https://photoforeverblog.wordpress.com/)

Il blog di Parole di Paola(https://daaltrove.wordpress.com/)

Qui mi fermo perché ho già sofferto abbastanza per selezionare questi blog. Non è assolutamente piacevole nominare alcuni blogger ed escluderne altri. L’esclusione non è avvenuta perché gli esclusi non soddisfacessero le condizioni previste dal premio, ma per una sorta di pudore mio che non mi consente di esternare completamente i miei pensieri e i miei sentimenti. A questo proposito cito ad esempio il blog di Luigi Maria Corsanico (https://luigimariacorsanicositeblog.wordpress.com/) che merita un premio e una menzione speciale per la sua attività nella diffusione della cultura, quella vera, quella a lettere maiuscole.

Chiedo dunque scusa a tutti gli esclusi in nome della stima con cui li seguo e li seguirò sempre.

Auguro a tutti una splendida domenica.

 

 

Da “Partenza” di Mario Rapisardi

Mario Rapisardi, un poeta che va rivalutato. Grazie a Donatella Pezzino lo riscopriamo in questa delicata poesia.

Donatella Pezzino

Italy, Sicily, Catania, Town Hall. Whole artwork view. Portrait of a betrayed woman with curly hair. Her blouse is drawn open on the left side of the body. She wears a long, dark-coloured skirt. She sits on a floral sofa; behind her, can be seen a curtain. At her left, the sheet of a letter with inscriptions is posed on a drape. Black, white and dark tones are the predominant colours of the painting, characterized by light and shadow.

Quando ne le tacenti
Rigide notti un timoroso affetto,
Come a trepida lampa aura che fugge
Ad agitar ti vien l’anima in petto,
E tutta paurosa ne le custodi coltrici ti stringi,
E al vigile pensier schermo non trovi,
Io sonno esser vorrei:
Come farfalla in giglio
Io l’ala poserei
Sovra il tuo roseo ciglio.

Mario Rapisardi ( Catania, 1844-1912) da “Partenza”, in “Le ricordanze”, 1872.

Immagine: “La tradita” di Giuseppe…

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La mia sola lietezza – di P.P. Pasolini

Pier paolo pasolini scugnizzi

Eccomi nel chiarore di un vecchio aprile,
a confessarmi inginocchiato,
fino in fondo, fino a morire.

Ci pensi questa luce a darmi fiato,
a reggere il filo con la sua biondezza
fragrante, su un mondo, come la morte rinato.

Poi… ah, nel sole è la mia sola lietezza…
Quei corpi, coi calzoni dell’estate,
un po’ lisi nel grembo per le distratta carezza

di rozze mani impolverate… Le sudate
comitive di maschi adolescenti,
sui margini di prati, sotto facciate

di case nei crepuscoli cocenti…
L’orgasmo della città festiva,
la pace nelle campagne rifiorenti…

E loro, con le loro facce livide
o nere d’ombra, come di cuccioli lupi,
in pigre scorribande, in lascive

ingenuità… quelle nuche! Quei cupi
sguardi! Quel bisogno di sorridere
ora per i loro discorsi, un poco stupidi,

d’innocenti, ora come per sfida
al resto del mondo che li accoglie:
FIGLI. Ah, quale Dio li guida

Così certi, qui lungo le strade più spoglie,
ai Castelli, alle Spiagge, alle Porte
della città, nelle previste, antiche voglie

di chi sa già che giungerà alla morte
dopo essere veramente vissuto:
che la vita che ha in sorte

è quella giusta, e nulla avrà perduto.
Umili, certo. E quello che sarà
il loro modo vile, poi, d’aver compiuto

se stessi (il loro destino è la viltà),
è ancora un albeggiare quasi
su sconosciuti alberi, in cui ha

la natura soltanto gemme, in una stasi
di purezza suprema, di coraggio.
Oh, certo, essi sono invasi

ormai dal male che ricevono in retaggio
dai padri – mia coetanea, nera razza.
Ma in che cosa sperano? che raggio

di luce li colpisce, in quella faccia
dove l’attaccatura dei capelli
alla fronte, i ciuffi, le onde sono grazia

più che corporea?… Dolcemente ribelli,
e, insieme, contenti del futuro dei padri:
ecco che cosa li fa così belli!

versi tratti da “La realtà” di Pier Paolo Pasolini, in Poesie (Garzanti, 1999, pag.127-128)

 

Convocazione del Capitolo. Cinque sensi. – di Marronbleu (Anne)

 

Dal blog di marronbleu (https://cequetesyeuxvairons.wordpress.com/) ho tradotto questa poesia.

Anche se il significato del titolo è intuibile quando si è letta la poesia, ho chiesto all’autrice. Mi ha fornito questa simpatica spiegazione (anch’essa da me tradotta).

Library

Il titolo.
Gioca sulle parole.
Il capitolo.
Quello di un libro.
Ma anche quello dei monaci.
La sala capitolare dove si riuniscono.
I cinque sensi: la vista, il tatto, l’udito l’odorato il gusto.
Cinque monaci quelli della mia personale religione.
Convocati al capitolo
Al fine di risuscitare il passato d’un libro amato.
Richiamarlo in vita.
Un libro è un tutto unico.
Sono parole incastonate nella carta.
E questa carta vive, la si tocca, la si ascolta, talvolta la si gusta anche.
Poi la si legge.
Sino alla scolatura.
Senza lasciarne una goccia.

 

La biblioteca.
Passare in rivista i suoi scaffali, cercare.
I libri, i loro dorsi allineati,nel disordine.
Attendere , trovare un titolo che si dichiari.
Qualcosa di leggero. Di profondo.
Entrambi, forse.
Le koala tueur et autres histoires du bush(1).
La route sanglante du jardinier Blott(2).
La cospirazione degli imbecilli(3).
Un pizzicorio.
Nel ventre.

L’ultimo della lista.
Che ci commuove più di altri.
Le dita si ricordano, davanti agli occhi, e la mano si stende meccanicamente.
Tutto è lì.
Quattro parole, e la storia già si dipana.
Una ambasciata, quattro araldi.

Sollevare la copertina.
Toccare la grana della carta, pagine cornee, e tra le pagine, granelli di sabbia stridono, la virgola sottile di un capello, dimenticato.
I fogli, arricciati, un bicchiere d’acqua, un bicchiere, il mare, forse perché c’è la sabbia.
Sulla scena appare ogni cosa.
Il paesaggio, i personaggi.
Aspirare.
La polvere, l’odore.
I fogli gialli, la carta appassita, l’odore di rigattiere, di antica bottega oscura.

Le pagine scricchiolano.
La carta è impecorita, la sua pelle troppo sottile e la rete nera delle linee che l’irrigano.
La trama di una storia.
Posare il libro.
Si apre come un ventaglio, sempre sulla stessa pagina.
La sua memoria, più fedele della mia.
Ignatius J. Reilly avanza(4).

Prima di lasciargli occupare tutto il posto.
Assaggiare surrettiziamente.
In punta di lingua.
L’acidità della carta.
La sua cellulosa.
Il gusto della grafite, le linee grasse della matita.
Chi ha annotato, molto tempo fa.
Le tribolazioni straordinarie di questo ragazzo grasso(5).

Sprofondare nella poltrona..
Sistemarsi comodamente.
Il viaggio sarà lungo.
Il tempo non conta.

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Note

(1)Titolo di un romanzo di Kenneth Cook (tradotto in italiano il titolo sarebbe “Il koala assassino e altre storie del bosco”)

(2) Titolo di un romanzo di Tom Sharpe (tradotto in italiano il titolo sarebbe “La strada insanguinata”).

(3) Così ho tradotto il testo francese (La conjuration des imbéciles) che a sua volta traduce dall’inglese il titolo del romanzo “A Confederacy of Dunces” (pubblicato in Italia con il titolo “Una Banda di Idioti”) dello scrittore statunitense John Kennedy Toole.

(4) Ignatius Jacques Reilly è il protagonista del romanzo citato nella nota precedente .

(5) È il personaggio del romanzo citato nella nota 3.

Paul Éluard – Ti alzi…

Un’altra perfetta lettura di Luigi Maria Corsanico su una poesia da me tradotta ma da lui scelta con gusto.

Ad alta voce / En voz alta

Paul Éluard(1895-1952)
Ti alzi…
(Facile) 1935
Traduzione di Marcello Comitini   https://marcellocomitini.wordpress.com/

Lettura di Luigi Maria Corsanico

Anne W Brigman
The Bubble, 1907. Source

Scriabin – Prelude Op. 15, No. 4 in E major

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Ti alzi l’acqua si diffonde
Ti corichi l’acqua si fa fiore

Tu sei l’acqua deviata dai suoi abissi
Sei la terra che mette le radici
E sulla quale tutto si fonda

Generi bolle di silenzio nel deserto dei frastuoni
Canti gl’inni notturni sulle corde dell’arcobaleno
Tu sei ovunque ogni strada rendi inutile

Tu sacrifichi il tempo
All’eterna giovinezza della fiamma perfetta
Che nasconde la natura riproducendola

Donna tu metti al mondo un corpo sempre simile
Il tuo

Tu sei la somiglianza

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Marcello Comitini – Le mani ©

Non cercate immagini in questa poesia perché gli sguardi di me che l’ho scritta, dell’amico Luigi che la legge e di chiunque l’ascolterà è rivolto verso l’interno del proprio cuore e della propria coscienza.

Ad alta voce / En voz alta

Marcello Comitini
Le mani ©

Lettura di Luigi Maria Corsanico

Johann Sebastian Bach: Allemande in C minor, BWV 813

Georgia O’Keefe Hands by Alfred Steiglitz

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Le Mani
Scritto da Marcello Comitini il 13 settembre 2017 in Poesie ©
http://www.terracolorata.com/category/poesie/

Il giorno raggrinzito
da una notte al buio
distende le sue braccia
lungo strade e strade
dove passano uomini
(nessuno resta immobile)
uomini che vivono
nel segno della pace
uomini che dimenticano
gli uomini che muoiono
di fame o d’una guerra
(lontana per fortuna).
S’alzano di buon’ora,
doccia e colazione.
Baciano i bambini,
escono per le strade,
profumano di pulito,
di sole e borotalco.
Anch’io bevo al mattino,
un caldo caffellatte
e prima d’andar via lavo le mie mani.
Le immergo, l’acqua scorre
chiara sempre più chiara
scompare nel lavabo.
Eccole le mie mani.
Sono fredde e bianche
pulite come marmo.
Le mie mani stringono
carezzano nascondono
attirano respingono
tracciano…

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Verrà l’inverno, Pierluigi Cappello

Luce, vento, cielo, sole, raggio, nuvola, prato, erba, foglie, stelle, primavera, inverno, neve, notte, luna: queste e poche altre sono le parole-cose a cui Pierluigi Cappello sempre fa riferimento. Grazie Gilda di questa memoria/commemorazione/addio.

La terra è blu come un'arancia

pierluigi-cappello

… Ogni poesia perfetta che sia stata scritta in questo mondo è un petalo dell’Eden, un momento nel quale realizzare la propria intuizione, è in quei momenti che io sono libero, nel mio carcere …

Ci lascia oggi Pierluigi Cappello, una delle voci più autentiche del nostro secolo,  un poeta che ci ha dimostrato come ancora sia possibile la poesia: quella  autentica, carica di colori e speranza, fatta da quel  nomos, l’uno, che alle volte deve diventare il poeta per poter ascoltare, nella moltitudine-con passo attento e polso fermo- mondi antichi e voci  altrimenti inascoltate.

A presto, Pierluigi

[il brano scelto è contenuto in Il Dio del Mare (Bur, 2005), una racconta di prose e interventi in cui l’autore racchiude il suo personale concetto di poesia. Oltre a libri di poesia, quali Assetto di Volo, Mandate a dire all’imperatore (editi Crocetti), Azzurro elementare e l’ultimo in ordine cronologico:

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