Il mendicante

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Il mendicante è un fagotto accartocciato
sulla soglia di una bottega chiusa.
O in piedi
con le spalle curve contro il muro
è un telamone smunto
con gli occhi rivolti verso terra
a sostenere a mano aperta
le dita pacificamente tese
come brevi spezzoni di corda.
Non si sa spiegare
l’imperturbabilità degli uomini,
la loro pancia satolla, i loro visi
malati di un inguaribile futuro, le dita
nelle tasche a stringere a sangue
il proprio nome e cognome
sulle carte di credito,
l’incapacità di udire l’urlo
silenzioso di miseria e d’attesa.
Vorrebbe vederli ma non è
un atto d’accusa versare una lacrima
sulle sue labbra aride.

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La girandola (ITA – FR – ENG)

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La girandola

Al centro di un terrazzo spoglio
d’ogni segno di vita sventola
con mille fazzoletti colorati la girandola
infissa nella terra brulla di un vaso.
La vedo mescolare al vento i suoi colori
ridere alla pioggia che la rende ebbra
mandare al sole baci come piume scintillanti
di colibrì in volo.
E la luna? Ah, la luna come amerebbe somigliarle
per la voglia di mutare in fiore il volto,
mostrare a tutti la sua felicità
di girare in tondo nei sogni dei bambini.
Nella notte senza luna sento il dondolare solitario
dei suoi colori spenti.
Vedo che si volge con un brivido improvviso
a catturare la carezza malinconica del vento
bere con mille labbra la dolcezza di quell’alito
che la fa sentire bella.
Se i temporali stendono la loro furia sul terrazzo,
gira vorticosamente perde l’equilibrio
lacera in fretta i fazzoletti cade
con l’amarezza di un passero colpito in volo.

Le moulinet

Au centre d’une terrasse nue
de tout signe de vie, le moulinet
coincé dans la terre stérile d’un vase, agitant
ses mille mouchoirs de couleurs.
Je le vois mélanger ses couleurs dans le vent,
rire de la pluie qui le rend saoule,
envoyer des baisers comme des plumes
étincelantes au soleil des colibris en vol.
Et la lune? Ah, comme la lune voudrait lui ressembler
pour le désir de transformer son visage en fleur,
montrer à tous son bonheur
faire le tour dans les rêves des enfants.
Dans la nuit sans lune j’entends le balancement solitaire
de ses couleurs ternes.
Je vois qu’il se retourne avec un frisson
pour capturer la mélancolie du vent,
boire avec mille lèvres la douceur de ce souffle
cela le fait sentir bien.
Si les tempêtes répandent leur fureur sur la terrasse,
il tourne en rond, perd l’équilibre
déchire rapidement les mouchoirs, tombe
avec l’amertume d’un moineau en vol.

The pinwheel

At the center of a terrace bare
of every sign of life, the pinwheel
stuck in the barren earth of a vase, waving
with a thousand colored handkerchiefs.
I see her mix her colors in the wind,
laugh at the rain that makes her drunk,
send kisses like sparkling feathers to the sun
of hummingbirds in flight.
And the moon? Ah, how the moon would like to resemble them
for the desire to turn the face into bloom,
to show everyone his happiness
to go round and round in children’s dreams.
In the moonless night I hear the lonely rocking
of its dull colors.
I see that she turns with a sudden shudder
to capture the melancholy caress of the wind,
to drink with a thousand lips the sweetness of that breath
that makes her feel beautiful.
If the storms spread their fury on the terrace,
she whirls around, loses her balance
quickly tears down the handkerchiefs, falls
with the bitterness of a sparrow in flight.

 

 

 

 

Dietro l’angolo (ITA – FR – ENG)

Dietro l'angolo

Dietro l’angolo

Dal pullulare dell’acqua dal pullulare dell’erba
dal pullulare dei palazzi che all’alba si svuotano
e per tutto il giorno sorvegliano muti
le strade deserte di periferia
nasce il nuovo mondo di uomini nuovi
che vogliono fuggire da questo vecchio mondo
che credono in felicità
facilmente raggiungibili come ci s’incontra con l’amico
all’ora e nel luogo stabiliti. Una ragazza ride insieme alle amiche
ricordando la squadra del cuore, dice a tredici anni
ho baciato l’uomo della mia vita poi se n’è andato
e ora ho un figlio e altri uomini mi amano. Un ragazzo ride
pensa agli amici, alle ragazze che lo fanno innamorare
alla squadra del cuore e a quella musica che gli martella in testa.
Dallo schermo di casa quando tornano a sera
sgorgano immagini luminose
e sentimenti luminosi da quelle immagini.
Invitano a sognare un mondo in cui basta allungare
una mano con il sorriso sulle labbra per essere abbracciati
dalla felicità. Ma l’amico non giunge.
Quell’angolo è vuoto, solo gente che passa cupa e pensierosa.
Si guarda impazienti l’orologio, è già passata una vita.
Si è stanchi d’aspettare. Ma pensano che l’amico prima o poi verrà.
E noi affideremo a questi ragazzi le nostre ossa bianche
da custodire nel buio di una terra sacra?
Bisognerà soffrire – si dicono battendosi le mani
sulle ginocchia mentre si avviano sbadigliando
verso i loro sogni bugiardi in buona fede —
prima che da dietro l’angolo ci venga
incontro la felicità promessa.

Au coin de la rue

Du fourmiller de l’eau du fourmiller de l’herbe
du fourmiller des immeubles qui, à l’aube, se vident
et surveillent les rues désertes de la banlieue
il nait le nouveau monde des hommes nouveaux
qui veulent échapper à ce vieux monde,
qui croient aux bonheurs
à portée de main, comme on rencontre l’ami
à l’endroit et l’heure établie. Une fille rit avec ses amies
se souvenant de son équipe favorite, elle dit à treize ans
j’ai embrassé l’homme de ma vie puis il est parti
et maintenant j’ai un fils et un autre homme. Un garçon rit,
il pense à ses amis, aux filles qui le font tomber amoureux
à son équipe favorite et à cette musique qui lui martèle la tête.
De l’écran de la maison quand on revient le soir
des images lumineuses jaillissent
et des sentiments lumineux de ces images.
Tout cela invite à rêver d’un monde dans lequel il suffit de tendre
la main avec le sourire aux lèvres pour être embrassé
par le bonheur. Mais l’ami ne vient pas.
Ce coin est vide, seules des personnes passent sombres et pensives.
On regarde avec impatience la montre, une vite est déjà passée.
On est las d’attendre. Mais on pense que l’ami tôt ou tard viendra.
Et nous, confierons nous à ces garçons nos os blancs
à garder dans l’obscurité d’une terre sacrée?
Nous devrons souffrir – disent-ils en battant les mains
sur ses genoux en bâillant et en s’acheminant
vers ses rêves menteurs de bonne foi –
avant que le bonheur promis vienne
nous rencontrer au coin de la rue.

Behind the corner

From the swarming of water, from the swarming of grass,
from the swarming of buildings that at dawn are empty
and observe silent the deserted suburban streets
a new world of new men is born
who want to escape from this old world,
who believe in happiness
within easy reach, as we meet with our friend
to the place and time established.
A girl laughs with her friends
remembering the favorite team, he says at thirteen
I kissed the man in my life then he left
and now I have a son and another man. A boy laughs,
he thinks to his friends, to the girls who make him fall in love
to the favorite team and to that music that him pounds in the head.
By the home’s screen when you come back the evening
bright images spring
and bright feelings from those images.
All this invites to dream of a world in which it is enough to tend
hand with a smile on her lips to be embraced
by luck. But the friend does not come.
That corner is empty, only people passing dark and thoughtful.
One looks impatiently the clock, a lifetime has already passed.
One are tired of waiting. But they think the friend will come sooner or later.
And we, will we entrust these boys our white bones
to be kept in the darkness of a sacred land?
We will have to suffer – they say, clapping their hands
on his knees as they start, yawning
to their liar dreams in good faith –
before the promised happiness comes
to meet us around the corner.

Il poeta (ITA- FR- ENG)

Egon Schiele Il poeta 1911

Egon Schiele, Il poeta, 1911

Quando scrive d’amore le donne
gli vengono incontro
e vedono nelle sue pupille il desiderio.
Gli sorridono guardando dalla fessura delle sue labbra
come se potessero scorgere il segreto del nettare.
Il poeta non nasconde nulla e loro non vedono
dietro le apparenze l’onda lunga della sua insicurezza.
Come rondini canterine aprono le ali,
sculettano deluse sino a scomparire. Il poeta chiude
alle loro spalle la solitudine e il dolore.

Le poète
Quand il écrive d’amour les femmes
viennent le rencontrer
en voyant le désir dans ses yeux.
Elles lui sourient en regardant à travers la fente de ses lèvres
comme s’elles pouvaient voir le secret du nectar.
Le poète ne cache rien et elles ne voient pas
derrière les apparences la longue vague de son insécurité.
Comme des hirondelles chanteuses, elles ouvrent ses ailes,
se dandinent déçues jusqu’à disparaitre. Le poète ferme
derrière elles la solitude et la douleur.
The poet
When he writes about love the women
come to meet him
seeing the desire in his eyes.
They smiles at him, looking through the crack of his lips
as if they could see the secret of the nectar.
The poet hides nothing and they does not see
behind appearances the long wave of insecurity.
Like swallow singing, they opens their wings
waddle disappointed until disappearing. The poet closes
behind them solitude and pain.

Tempesta (ITA – FR – ENG)

Rene Magritte La tempesta

René Magritte, La tempesta

Tempesta

Il vento spinge le macine
chiuse dentro i frantoi,
frange i vetri alle finestre
strappa le tende dai balconi
piega a suo arbitrio
le cime orgogliose degli alberi.
Da vincitore le punta come lame
contro i germogli della terra.

Le nuvole che si affacciavano
incuriosite dai tetti
e dalle montagne intorno
accorrono sulla scena del delitto
a passi svelti pesanti e grigi
di poliziotti in assetto antisommossa.

Noi fuggiamo riparandoci
sotto i portici delle magnolie
che scagliano lontano i loro calici bianchi.

Nel buio della tempesta sentiamo
le grida del dio della pioggia.
A sua immagine il nostro cuore
piange ma sommessamente.

Tempête

Le vent pouse les meules
enfermé dans les pressoirs,
brise les vitres aux fenêtres
déchire les rideaux des balcons
plie à son gré
les pics des arbres.
En tant que gagnant, il les braque comme des lames
contre les bourgeons de la terre.

Les nuages qui se montraient aux toits
et aux montagnes autour
se précipitent sur les lieux du crime
avec les marches rapides lourdes et grises
de la police en mise anti-émeute.

Nous nous enfuyions en nous réparant
sous les arcades des magnolias
qui jettent loin leurs gobelets blancs.

Nous entendons dans l’obscurité de l’orage
les cris du dieu de la pluie.
A son image, notre cœur
pleure mais doucement.

Storm

The wind pushes the millstones
closed in the mills,
breaks window panes
tears the curtains of the balconies
fold to her will
the proud tree peaks.
As a winner, he point them like blades
against the shoots of the earth.

The clouds that showed themselves on the roofs
and on the mountains around
they rush to the scene of the crime
with heavy and gray fast steps
of police in riot gear.

We escape by repairing ourselves
under the arcades of the magnolias
who throw their white goblets away.

We hear in the darkness of the storm
the cries of the rain god.
In his image, our heart
cries but softly.

Tutto quello che senza l’Unione europea non avremmo mai avuto

Articolo di
Milena Gabanelli e Luigi Offeddu

Parliamo di Europa e vediamo solo austerità, dando per scontato tutto quello che oggi abbiamo. Eppure non lo è. Basta andare a Schengen. È un piccolo villaggio del Lussemburgo, ma lì è stato firmato l’accordo che ha spalancato le nostre esistenze: in qualunque momento possiamo decidere dove andare a vivere, studiare o lavorare senza l’obbligo di passaporti, visti e permessi. L’abolizione dei controlli doganali ha cancella to le burocrazie e incrementato il commercio. Ed è merito della Comunità economica europea, divenuta poi l’Unione: senza di lei quell’accordo, a cui aderiscono 26 nazioni, non esisterebbe.

Dal mercato unico a Erasmus

Nessuno Stato, da solo, avrebbe potuto creare qualcosa come l’Erasmus. Nel 1987, quando iniziò il programma di scambi culturali 3.244 giovani partirono da 11 Paesi della Cee per studiare all’estero. Da allora, le partenze annuali sono centuplicate e 9 milioni di studenti hanno visto le loro vite cambiate: età media 24 anni, accolti in 5.000 istituti di 33 Paesi diversi, fra gli altri 843.000 italiani. Nel 2021-2027 partiranno altri 12 milioni di giovani. Terminati gli studi, cercheranno un lavoro nel mercato unico europeo.

 

Il più grande mercato al mondo: 508 milioni di cittadini, 24 milioni di imprese e 14.000 miliardi di Pil annuale; un sistema che dal 1990 al 2017 ha creato 3,6 milioni di posti di lavoro in più, e aumentato di 1.050 euro il Pil pro-capite di ogni cittadino, grazie al libero scambio.
A questo pilastro è ancorato l’euro. Prima valuta internazionale in grado di fronteggiare lo strapotere del dollaro, e — in Europa — del marco tedesco. Applicato dal 2002 è stato uno shock, ma garantisce la stabilità dei prezzi e dei cambi. Nell’89 pagavamo il 9, 99% di interessi sul debito pubblico, ora il 2, 83% . L’inflazione viaggiava al 6,60%, oggi all’1,20%.

Costa meno viaggiare e telefonare

L’Europa ha spesso fatto bene al nostro portafoglio, anche aprendo le barriere alla concorrenza. Secondo i dati della Commissione Europea, una famiglia di 4 persone nel 1992 spendeva 16 volte in più per andare in aereo da Milano a Parigi, rispetto al 2017. Gli effetti del calo prezzi si sono visti bene: 360 milioni di passeggeri Ue nel 1993, contro i 918 milioni nel 2015. Oggi telefonare in un qualunque Paese europeo costa uguale, dal giugno 2017 Bruxelles ha abolito i supplementi esteri. E dallo scorso 15 maggio la tariffa massima per ogni chiamata sia da cellulare sia da telefono fisso fra Paesi Ue è stata in ogni caso fissata a 19 centesimi. Dal 2012, le tariffe per il trasferimento dati sono calate del 90%.

Ambiente: chi sporca paga

L’80% delle norme ambientali provengono da direttive Ue. Bruxelles ha introdotto il principio «chi inquina, paga». Sono diciassette le procedure di infrazione ancora aperte contro l’Italia: 204 milioni pagati solo per le discariche abusive, 151 per la gestione dei rifiuti in Campania, 25 per il mancato trattamento delle acque reflue urbane, e così via. L’Ue ha fissato già nel 1999 gli standard minimi per la qualità dell’aria: limiti a biossido di zolfo, di azoto, polveri sottili e piombo. Nel 2016 la percentuale della popolazione urbana europea esposta alle polveri sottili PM 2,5 (responsabili nel 2015 di 422.000 morti premature per esposizione a lungo termine) è stata la più bassa dal 2006. Resta una minaccia paurosa, certo, ma avrebbero raggiunto risultati migliori, da soli, gli Stati nazionali?

 

Sicurezza alimentare

Nascono a Bruxelles gli standard minimi di sicurezza della catena alimentare, con l’obbligo di etichettatura: indicazione della composizione degli alimenti, origine, e contenuti allergeni. Su tutto vigila il Rasff, o «Sistema di allerta rapido per cibi e mangimi». In ogni nazione è nato un punto di raccolta che notifica a tutte le altre, in tempo reale, i sospetti di eventuali contaminazioni. Se l’Efsa, l’Agenzia Ue per la sicurezza alimentare con sede a Parma, conferma la validità dell’allarme, tutti gli Stati ritirano il prodotto. Fra il 9 e il 10 maggio scorsi, in 24 ore, il Rasff dirama 23 notifiche a tutta la Ue. Tre esempi: «Dal Belgio, rischio di esplosione in vino frizzante dall’Argentina»; «Dall’Italia, presenza di pepe contenente carbendazim (un fungicida, ndr) in frutta importata dall’Uganda»; «Dal Belgio, pesce non dichiarato in lasagna preconfezionata, rischio serio». Vero, il Rasff non è riuscito a bloccare le uova contaminate olandesi, o la carne dei bovini malati dalla Polonia; ma se non esistesse, e senza l’Ue non esisterebbe, le nostre cucine sarebbero tutte meno sicure.

Allerta prodotti tossici

 

Funziona allo stesso modo il «Safety Gate», o «Cancello di sicurezza»: una rete di comunicazione-allerta fra gli Stati, che vigila sui rischi dei prodotti in commercio non aderenti alle norme Ue (tessili, giocattoli, cosmetici, spesso venduti online), e fa scattare il sequestro in tutta Europa. Solo nel 2018 la rete ha diramato 2.257 notifiche: per l’Italia riguardavano soprattutto sostanze chimiche (34%), giocattoli (23%) ed apparecchi elettrici (13%). In tutta la Ue, nel 64% dei casi, i prodotti a rischio provenivano dalla Cina. Esempi: la bambola cinese «Happy Day» contiene ftalato, una sostanza che danneggia la crescita del sistema riproduttivo delle bambine; la crema prodotta in Marocco «Face scrub» contiene zirconio, mutagenico che può raggiungere facilmente cervello e placenta, con rischio cancerogeno. Anche grazie alle notifiche giunte da Bruxelles, nel 2017 la nostra Guardia di finanza e l’Agenzia delle dogane hanno sequestrato 125 milioni di «pezzi non sicuri».

Segnalazione fake news

In vista delle elezioni europee è stato ideato anche un sistema d’allerta contro le «fake news». Funziona come gli altri: i singoli Stati segnalano alla Commissione un articolo o un video «strano», giornalisti ed accademici al di sopra di ogni sospetto lo verificano, e se è una bufala, la Commissione la «liquida» come tale. Anche i giganti dell’ Hi-Tech hanno dovuto attivarsi su pressione della Commissione. A marzo, Google ha comunicato alla Commissione Europea di non aver accettato 12.000 annunci elettorali perché non rispondevano ai requisiti di verifica. Facebook ha appena chiuso 23 pagine italiane, con 2,4 milioni di «follower», accusate di diffondere notizie false in appoggio a Lega e Movimento Cinque Stelle.

Il piatto della bilancia

Abbiamo ceduto un po’ della nostra sovranità, abbiamo guadagnato in stabilità. Certo, c’ è ancora molto da aggiustare e da fare, a partire dall’equità fiscale fra gli Stati, ma se verranno completate tutte le riforme, secondo le stime dell’Ufficio Studi del Parlamento Europeo, il Pil dell’unione potrà crescere di 1.751 miliardi l’anno.

 

Spetta sempre ai politici fare leggi e riforme. E gli unici politici direttamente eletti dai cittadini sono quelli dell’Europarlamento. La «dis-unione» europea, come per anni l’abbiamo chiamata, è un po’ come la democrazia nella famosa definizione di Churchill: «La peggiore forma di governo, eccettuate tutte le altre». Per questo, domenica, sarà importante andare a votare.

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Il Quarto giorno di Amazon

A chi ama le mie poesie ho venduto questo libro sul sito di ilmiolibro.it

Adesso lo si può acquistare anche su Amazon sia nel formato cartaceo che nel formato ebook .

Sono 124 pagine ricche di parole che fanno riflettere e aiutano a comprendere la vita e la realtà che ci circonda.

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La raccolta è strutturata in versi liberi che si alternano a poche e brevi riflessioni in prosa ritmata per non spezzare con cadenze asincrone l’andamento dei passi  che voi compirete leggendo.

Ho inteso comporre questo libro come strumento per offrirvi, lungo il nostro cammino, durante il quale avete condiviso e continuerete a condividere sulle pagine del mio blog, il mio esprimere in versi la vita,  un riparo dalle ombre che si accumulano nell’intimo dell’animo umano.

Due epigrafi poste all’inizio della raccolta indicano la direzione del cammino e la natura del terreno su cui poggiamo i nostri passi.

La prima epigrafe è una frase tratta dal romanzo Gehen (Camminare) dello scrittore Thomas Bernahard, che ha esercitato «l’arte di esistere contro ciò che è insopportabile e contro ciò che è orribile».

La seconda sono versi tratti dalla  Divina Commedia quando Dante, al quarto giorno del suo cammino  in quel territorio al di là della conoscenza umana,  varca la soglia del Purgatorio, cioè del mondo del provvisorio e del transitorio.

Lungo quel vostro cammino la raccolta  intende offrirvi un riparo che vi protegga quando la primavera sarà finita, al tramonto dell’estate, col sopraggiungere dell’autunno, quando l’inverno morderà il cuore.

Vi offrirà in ogni circostanza un punto d’osservazione da cui comprendere l’attualità dei nostri tempi, le sue contraddizioni, le ingiustizie, le disuguaglianze, le stragi che funestano la nostra storia, e trarre segnali per il futuro includendo nel proprio sguardo l’amore spogliato da tutte quelle illusorie speranze che non consentono di godere con autentica ebbrezza, la precarietà del suo equilibrio.

Questo è il link ai miei libri:
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