I vicini

Fate elfi e cuori di umani sensibili, ecco cosa ci racconta Ghiandaia (nel suo blog “Bella giornata. La casa nel bosco”). Con tocchi precisi e soavi  ha saputo donarci il ritratto di figure straordinariamente poetiche.

per ghiandaia blog

Mariuccia (foto tratta dal sito “fattoria di Vibio”)

Bella giornata "La casa nel bosco"

Zia RINA, così chiamata da tutti, aveva una capra molto anziana, cieca e zoppa. Un giorno la porta al macello ma, all’ora del pascolo, se ne pente; cerca un mezzo e parte per ricomprarla. Da questo momento la coccola e la cura, senza abbandonarla mai più.
MARIUCCIA aveva molte pecore e faceva un ottimo formaggio. Era difficile comprarlo, perché lei non si lasciava vedere: metteva il formaggio su una rete e vicino un salvadanaio, il cliente si serviva da solo. Il motivo? Era molto bella, ma timidissima, quasi spaventata. Si poteva salutare solo quando, in
groppa al suo cavallo, andava a consegnare il formaggio al mercato.
MARIO allevava i piccioni viaggiatori e li vendeva, ma questi dopo qualche giorno ritornavano da lui, che li rivendeva ad altri. Gli acquirenti si
illudevano di poteri ammaestrare, ma il piccione torna sempre al nido.
TITO, suo fratello, allevava i cani da tartufo, ma…

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Colori fragili

Monet Ninfee

Claude Monet, Ninfee

Solo le mani rimangono fuori dall’acqua
come due fiori bianchi
lungo il fiume che mi sommerge
con le sue parole monotone
come il fruscio che si sperde nel rumore terribile
del mare straziato dalle onde.

Tutt’intorno l’azzurro
e il silenzio delle acque profonde.

Trattengo il respiro per non infrangere l’equilibrio
tra le immagini fragili dei fiori
e i colori che svaniscono vivendo.

 

 

 

PIRATI

Massimo Botturi rivive e ci fa rivivere una meravigliosa avventura piratesca nel cuore di Milano

 

Navigli_di_Milano_con nave pirata piccola

 Omaggio a Massimo Botturi (fotomontaggio mio)

massimobotturi

Maria era sempre incinta.
Gridava come i corvi tra gli alberi
a noi tutti, venuti a far la conta
in quell’angolo di casa
da dove usciva odore di arrosto, e rosmarino.
Le ho vedute
le isole ancorate più a largo di Milano
i caseggiati mezzi scrostati, e poi i ponteggi
mangrovie dove uomini nudi vecchio Sud
tingevano le mura di cielo.
Ho visto i mari
i suoi caleidoscopi nel pozzo
e seppellito, nel cuore di un’amica la mappa del tesoro.
Son stato capitano di spada e di robinia
spesso solo, fino al tramonto d’ogni speranza
d’ogni indugio.
Ho fatto buona pesca di api e di mosconi
in laghi di mastelli di zinco. E avuto figli
sparati per il mondo come rondoni bianchi.
Ho amato donne in porti d’Oriente
e seta, e spezie
catene per remare fino alla consunzione.
Amanti più segrete di me, e ne ho goduto
piangendole svuotando le…

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My beating heart (Il mio cuore palpitante)

My beating heart

Foto tratta dal Web da me elaborata graficamente

Ho indossato un paio di guanti neri
ho afferrato il coltello della luna
e con un cerchio al petto ho estratto il mio cuore.
Era rosso
palpitava come un piccolo animale
e tremava di paura.
Dove hai messo l’amore, gli ho chiesto,
quell’amore intimidito dai tuoi forti battiti.

Ha smesso di pulsare.
E tra le dita mi è rimasto il sapore delle lacrime.

 

 

 

 

Al chiuso

Al chiuso Edmund Kesting,Tanz Dore Hoyer, Dresden, 1926

Edmund Kesting, Tanz Dore Hoyer, 1926

Come luce soffusa nella stanza
la mia memoria imprime sulle pareti bianche
l’ombra armoniosa del tuo corpo come l’ala mite di colomba
e come il grido dolce della luna nascosta tra le nubi.
Il corpo che stringevo tra le braccia
in fondo a un campo rosso di papaveri e nel profumo
di gladioli celesti
ora è soltanto l’ombra che danza nel chiuso di pareti spoglie.

 

 

 

 

 

Le Perseidi

Bastano poche parole e i loro silenzi per farci capire quanto e come si possa amare.

ioinviaggio

Fuochi d’artificio a mare

simulano le scie delle Perseidi,

oscurano la magia della notte che piange,

dove sei mio primo amore…

dove sono le notti in cui guardavamo insieme il cielo

ti chiedevo hai espresso un desiderio, no non me lo dire…

e ora non ci sei più

e io esprimo il desiderio che tu sia felice,

da qualche parte della notte,

e le Perseidi non sono stelle cadenti,

ora preferisco guardare i fuochi al mare,

perfettamente sincronizzati con la fine di questo amore…

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Scarti

scarti

Le pagine strappate da un quaderno a righe
d’uno sbiadito azzurro e le parole slavate
da lacrime ormai gialle
ho lasciato volare via dalle mie dita
sciolte dalla zavorra del passato.

Le mie mani non tremavano, lasciavano cadere
le foto in disordine di foglie,
e i volti sorridenti
si spegnevano spargendosi per terra.

Lasciando scivolare la sciarpa ancora avvolta
al risvolto consunto
della giacca logorata dagli anni di lavoro
pensavo ad un addio?

Mai mi sono chiesto perché lasciare andare
i resti di una vita
gelosa e irrequieta che adesso giace silenziosa
tra gli scarti come obolo per l’uomo
che ogni giorno teme l’arrivo della sera.

Quale risposta posso darmi
se scalcio via con la punta delle scarpe
ogni amara certezza
che tutto ciò che dura mi sgomenta?

“Questo è il mio più profondo desiderio che la fotografia… venga inclusa fra le arti “

Art of Quotation

Autoportrait 1848 Autoportrait 1848 /Gustave Le Gray

It is my deepest wish that photography, instead of falling in the domain of industry, of commerce, will be included among the arts. That is its sole, true place, and that is the direction that I shall always endeavor to guide it.”

— Gustave Le Grey, French, photographer, educator, author


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Coi pugnali del sonno

Insonnia (guttuso melancholia Nova 1980)

Renato Guttuso, Melancholia Nova, 1980

In fondo cosa muta
se adagi il tuo corpo sulla pietra bianca dei sogni
dove intorno vagano le ombre degli amori smarriti,
di colei che amata non ha saputo amare,
della donna che ha spento la sua vita nei tuoi baci?

Coi pugnali del sonno piantati negli occhi
stremato dal desiderio ti abbandoni
al languore del giorno che fiorisce.
Raggiungi le ombre della tua memoria
che si muovono lievi nella luce
come farfalle purpuree in fondo al pozzo dell’oblio.

In fondo cosa muta.

 

 

Luigi Maria Corsanico legge

Quando gli amici si uniscono, il cuore non può che commuoversi.

Disegni & Ritratti

Panorama1

A Marcello, con affetto grande!        

da qui:  https://marcellocomitini.wordpress.com/2017/08/07/posso-chiudere-gli-occhi/

Marcello Comitini
Posso chiudere gli occhi ©

Lettura di Luigi Maria Corsanico

J.S. Bach:Sarabande Violin Partita No.2 in D minor BWV 1004
Alina Ibragimova

Odilion Redon, Evocazione di farfalle

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Marcello Comitini
Posso chiudere gli occhi ©

I
Non voglio vivere come vivono i ciechi
che pregano il sole senza averlo visto
e credono che Dio sia il raggio che li carezza
saggiandone tepore morbidezza e languore.
Temono il silenzio come temono il rumore
sentono nel vento lo schiaffo della natura
e nella tempesta la condanna di Dio.
Toccano l’acqua come un essere immondo
che striscia e li avvolge con viscide spire
e sentono la terra un rifugio sicuro
un guanciale per ascoltare i battiti del cuore.

Non voglio vivere come vivono i sordi
che percepiscono il cuore toccandosi il polso
e guardano le vene sul dorso della…

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