Animali superiori e felici

dal web

Scompaiono lentamente dalle foreste
animali incolpevoli e tenere piante.
Gli alberi bruciano come i capelli dell’amata
perseguitata dalle nostre voglie.
Mani rapaci trasformano tutto in denaro
e sovrabbondante cibo sulle nostre tavole
che immancabilmente gettiamo nei rifiuti.
Calpestiamo senza ascoltare il grido
ogni giorno più debole degli innocenti
piegando le spalle sotto il peso costante
della necessità del vivere bene e adesso.
Presto abbiamo imparato dalla natura
che esiste in lei la crudeltà, dispensatrice di paure
ma d’equilibrio anche tra i piccoli deboli
e i prepotenti predatori.
Noi la coltiviamo nel nostro intimo
più profondo come una perla
mutata in arma per dominare.
I nostri sono gridi di guerra
che scagliamo contro coloro che pensiamo incapaci
di soffrire e di condannare
le crudeltà necessarie alle nostre paure.
Potremmo vivere diversamente
senza uccidere strappare tagliare
assemblare materie
che la terra a nostra insaputa
custodisce da millenni?
Non respiriamo il suo buio e alziamo lo sguardo
al cielo traboccante d’astri per conquistarli.
Tutto crediamo che ci appartenga
e sia al servizio della nostra magnificenza.
Così togliamo da sotto i nostri piedi
il piedistallo di ferro e cemento
che abbiamo creato con l’illusione
d’essere animali superiori e felici.

Orfeo (Ita – Fr- Eng – Esp)

Jean François Paul Duqueylard, Orfeo

Non è. Ma lei non lo sa. Il suo amarlo
gli dona la vita. L’attrae
la voce udita nella notte
soave come il flauto d’Orfeo
il suo collo muscoloso
il suo maschio muoversi
i fianchi duri, gli occhi luminosi
come un prato madido di rugiada.
Certo non esiste eppure lo ama.
Ogni sera viene a trovarla
come un sogno a lungo desiderato.
Al tavolo coperto dalla tovaglia verde
come i suoi occhi sorridenti
seggono di fronte. Nessun cibo gli offre
ma poi la notte gli fa spazio
accanto a sé nel letto.
Lo spazio luminoso lo rende reale,
e lui lo colma con il suo corpo adorabile.
Si guardano. Si avvicinano.
Lui penetra in lei
come l’immagine nello specchio.


Orphée

Il n’est pas. Mais elle ne sait pas. Son amout
lui donne la vie. Ça l’attire
la voix entendue dans la nuit
doux comme la flûte d’Orphée
son cou musclé
ses mouvements masculins
les hanches dures, les yeux brillants
comme une prairie mouillée de rosée.
Bien sûr, il n’existe pas et pourtant elle l’aime.
Il vient lui rendre visite tous les soirs
comme un long rêve désiré.
A la table recouverte de la nappe verte
comme ses yeux souriants
ils s’assoient en face. elle ne lui offre
aucune nourriture mais aprés, la nuit
lui fait de la place à ses côtés dans le lit.
L’espace lumineux le rend réel,
et il le remplit de son beau corps.
Ils se regardent. Ils se rapprochent.
Il la pénètre
comme l’image dans le miroir.

Orpheus

It is not. But she doesn’t know. Her loving him
gives him life. It attracts her
the voice heard in the night
sweet as the flute of Orpheus
his muscular neck
his male gestures
the hard hips, the bright eyes
like a meadow wet with dew.
Of course it doesn’t exist and yet she loves him.
He comes to visit her every night
like a long desired dream.
At the table covered with the green tablecloth
like his smiling eyes
they sit opposite. No food offers him
but then the night makes space for it
at his side in the bed.
The bright space makes it real,
and he fills it with his lovely body.
They look at eachother. They get closer.
He penetrates in her
like the image in the mirror.

Orfeo

No lo es. Pero ella no lo sabe. Su amor
le da la vida. La atrae
la voz escuchada en la noche
dulce como la flauta de Orfeo
su cuello musculoso
su movimiento masculino
las caderas duras, los ojos brillantes
como un prado mojado de rocío.
Claro, él no existe, pero ella lo ama.
Viene a visitarla todas las noches
como un sueño largamente deseado.
En la mesa cubierta con el mantel verde
como sus ojos sonrientes
se sientan enfrente. No le ofrece comida
pero luego la noche le deja espacio
a su lado en la cama.
El espacio brillante lo hace real
y lo llena con su hermoso cuerpo.
Se miran el uno al otro. Se acercan.
El la penetra
como la imagen en el espejo.

Influencer

Influencer dal web

Crediamo di conoscere la natura quando l’alba ci commuove e il tramonto ci fa sognare o quando la donna al nostro fianco ci fissa con i suoi occhi intensi e c’invita a baciarla. Ma la dimentichiamo non appena ci accecano i raggi del sole, le tenebre della notte.
Ci guardiamo intorno, vediamo la sagoma della nostra donna e non vediamo i suoi occhi né il piccolo fiore azzurro che spalanca la sua corolla con la caparbia di un gigante che distende le braccia per afferrare il sole.
Il vento disturba lo scopo dei nostri gesti, la pioggia dilava ogni sentimento, gli spazi aperti ci appaiono vuoti, le strade affollate suscitano il nostro entusiasmo. Le facciate dei palazzi si mostrano come romantiche fantasie umane, e guardiamo luci e colori delle vetrine, dove scoviamo gli oggetti anche i più minuti. Ma non vediamo quel piccolo insetto che cerca la vita in un’aiuola asfittica.
Abbiamo bisogno che qualcuno del mestiere ci faccia vedere come e cosa bisogna guardare, come amare, come vestirci, dove andare. Per guardare la natura abbiamo bisogno di colui che riprende al rallentatore la vita di quei piccoli esseri. Allora capiamo guardando sullo schermo l’immagine dell’ insetto che si arrampica lento sullo stelo, adesso enorme come un tronco gonfio di linfa, del fiore che sgroviglia i petali lentamente dal verde dei sepali e mostra il suo splendore come una donna radiosa che alza le coperte e scende dal letto mentre ceniamo o parliamo con chi ci sta accanto o al cellulare o semplicemente pensiamo ad altro.
Abbiamo bisogno dell’influencer per capire, vivere e amare, per sentire che il mondo esiste e noi nel mondo.

Luigi Maria Corsanico legge “Incompiuto”

Foto di Mimmo Iodice

Ancora una partecipata (e vibrante) interpretazione ad alta voce del fraterno amico Luigi.

Versi, che celano dietro l’Io il riferimento all’Uomo.

Una poesia, dai toni fortemente pessimistici, e quindi assai difficile da accettare se non da coloro che davvero conoscono l’essenza umana e sanno quanto sia fragile e provvisoria, seppur tenace nel dimenticare la propria finitezza.

Il Covid ha richiamato tutti a riflettere sulla stoltezza umana e il vaccino, che mi auguro presto lo sconfiggerà, sta cancellando questo richiamo.

Ma resta la fragilità di una creatura dotata di un’intelligenza tale da credere a una propria eternità, immaginaria quanto illusoria (a causa del peccato originale come afferma la Bibbia?).

Grazie sempre a Luigi della sua affettuosa partecipazione e diffusione del mio sentire.

L’attimo (Ita – Fr- Eng – Esp)

DigitalArt di Marcello Comitini

Il ragazzo guarda i colori sereni del crepuscolo
seduto davanti la lunga distesa delle onde.
Vede la scia scura che la barca
scorrendo silenziosa nel rosso del tramonto
incide sulla superficie lucida dell’acqua.
Sente che la pena lo affligge. Pensa
che lo splendore dei colori non durerà
per sempre. Ma la serenità e la pace
lo quietano. L’unico suono viene
dal bisbiglio sommesso delle onde
che cancellano
le proprie orme sulla sabbia.
Cosa importa se mi ucciderà il dolore? Il sogno
che mi sta di fronte è l’attimo che conta.
Nel rabbuiarsi della sera non c’è più niente.
Solo il ragazzo e la sua sorte.


Le moment

Le garçon regarde les couleurs sereines du crépuscule
assis devant la longue étendue des vagues.
Il voit le sombre sillage que le bateau
coulant silencieusement dans le rouge du soleil
grave sur la surface brillante de l’eau.
Il ressent que la douleur l’afflige. Il pense
que la splendeur des couleurs ne durera pas
toujours. Mais la sérénité et la paix
le calment. Le seul son vient
par le doux murmure des vagues
qui effacent
leurs empreintes dans le sable.
Qu’importe si la douleur me tuera? Le rêve
Qui est en face de moi est le moment qui compte.
Dans l’obscurité du soir, il ne reste plus rien.
Seulemt le garçon et son sort.


The moment

The boy looks at the serene colors of the twilight
sitting in front of the long expanse of the waves.
He sees the dark trail that the boat
flowing silently in the red of the sunset
he engraves on the shiny surface of the water.
He feels that pain afflicts him. He thinks
that the splendor of colors will not last
forever. But the serenity and the peace
they calm him down. The only sound comes
by the soft whisper of the waves
that erase
their footprints in the sand.
What does it matter if the pain will kills me? The dream
that is in front of me is the moment important.
In the darkening of the evening, there is nothing left.
Only the boy and his fate.


El momento

El niño mira los serenos colores del crepúsculo
sentado frente a la gran extensión de las olas.
Ve el rastro oscuro que el barco
fluyendo silenciosamente en el rojo del atardecer
afecta la superficie brillante del agua.
Siente que el dolor lo aflige. Piensa
que el esplendor de los colores no durará
para siempre. Pero la serenidad y la paz
lo calman. El único sonido proviene
del suave susurro de las olas
que borran
sus huellas en la arena.
¿Qué importa si el dolor me matarà? El sueño
que está frente a mí es el momento importante.
En el oscurecimiento de la noche, no queda nada.
Solo el chico y su lote.

Lo Specchio (Ita – Fr – Eng – Esp)

Balthus, Donna allo specchio, 1933

Specchio inerte e vivo, la tua vera natura
immutata nel tempo
e mai svelata del tutto, mi tormenta.
Vedo in te la storia della mia vita
i sentimenti che di volta in volta affiorano
e la mia solitudine .
Ma per la donna che amo
tutto il mondo è tappezzato di specchi.
Davanti a te sola nella sua stanza
si mette in posa si guarda
sorride si sporge in avanti si gira
abbassa gli occhi e torna a guardarsi.
Nella tua luce vede le meraviglie
insospettate del corpo
ritrova il profumo della sua essenza
i tratti più segreti dell’anima,
sazia la sete di sé.
Con l’obiettivo
puntato verso la propria immagine
cattura la bellezza luminosa
che le rimandi come irrepetibile e sacra
e le dici per intero
quanto la sua bellezza abbagli.
Il tempo passa e la bellezza
che adesso le mostri so che svanirà.
Ma nella tua luce immutata
io la vedrò come il primo giorno
che si è guardata in te.

Le miroir

Miroir inerte et vivant, ta vraie nature
inchangée au fil du temps
et jamais pleinement révélée, me tourmente.
Je vois en toi l’histoire de ma vie,
mes sentiments qui surgissent de temps en temps
et ma solitude.
Mais pour la femme que j’aime,
le monde entier est couvert de miroirs.
Devant toi seule dans sa chambre,
elle pose, se regarde,
sourit, se penche en avant, se retourne,
baisse les yeux et se regarde à nouveau.
Dans ta lumière, elle voit les merveilles
insoupçonnées du corps,
retrouve le parfume de son essence,
les traits les plus secrets de l’âme
elle assouvit la soif d’elle-même.
Avec l’objectif
pointé sur sa propre image,
elle capture la beauté lumineuse,
que vous lui renvoyez comme irremplaçable et sacrée
et tu lui dites. en entier,
combien sa beauté éblouit.
Le temps passe et la beauté
que maintenant tu lui montres je sais qu’elle disparaîtra.
Mais dans ta lumière inchangée,
je la verrai comme le premier jour
où elle s’est regardée en toi.

The mirror

Inert and alive mirror, your true nature
unchanged over time
and never fully revealed, it torments me.
I see the story of my life in you
the feelings that emerge from time to time
and my loneliness.
But for the woman I love
the whole world is covered with mirrors.
In front of you alone in her room
she poses, looks at herself
she smiles, leans forward, turns
she lowers her eyes and looks back at herself.
In your light she sees the wonders
unsuspected of the body
she rediscovers the scent of her essence
the most secret traits of the soul,
she quenches her thirst for herself.
With the objective
pointed at your own image
she captures the luminous beauty
that you refer them as unrepeatable and sacred
and you say them in full
how her beauty dazzles her.
Time goes by and beauty
that now you show her I know she will fade away.
But in your unchanged light
I will see it as the first day
that she has looked into you.

El espejo

Espejo inerte y vivo, tu verdadera naturaleza
sin cambios con el tiempo
y nunca completamente revelado, me atormenta.
Veo la historia de mi vida en ti
los sentimientos que surgen de vez en cuando
y mi soledad.
Pero por la mujer que amo
el mundo entero está cubierto de espejos.
Delante de ti, sola en su habitación
ella posa, se mira
sonríe, se inclina hacia adelante, se vuelve
baja los ojos y se mira a sí mismo.
En tu luz ve las maravillas
insospechado del cuerpo
ella redescubre el aroma de su esencia
los rasgos más secretos del alma,
sacia la sed de uno mismo.
Con el objetivo
apuntó a tu propia imagen
ella captura la belleza luminosa
que te refieres a ella, como irrepetible y sagrada
y le dices en su totalidad
cuánto deslumbra su belleza.
El tiempo pasa y la belleza
que les muestres ahora, sé que se desvanecerá.
Pero en tu luz inalterada
la veré como el primer día
que ella se ha mirado en ti.

Libertà delle parole (Ita – Fr – Eng – Esp)

Quel fedele nemico che mi spia dallo specchio
con sorrisi sornioni mi ha chiesto
perché chiuso nella mia stanza
perdo tempo dietro la scrivania a sognare
sul foglio bianco, il computer spento i libri alle spalle
e lo sguardo perduto oltre i vetri.
Come se vedessi per la prima volta – mi ha detto –
le cupole rigogliose dei pini
la corona celeste delle montagne
il sole che gode l’aria di un pascolo verde
il Tevere lento
che specchia l’azzurro tra le siepi fiorite.
Come se fossi nato tra queste pareti
in questa terra che ti trattiene
e le storie passate invano.
Scruta nei libri che mandano luce più profonda
Immergi la mente nelle parole sagge
di coloro che ti portano per mano
nei segreti dell’ anima,
che stendono nel tuo cielo il chiaro fuoco
dai colori immaginari e vividi.
E tu – gli ho risposto – solitario dietro la lastra
non provi in te stesso soltanto i miei turbamenti,
non muti soltanto con il mutare del mio animo?
Non posso dire alla mia mente
di lasciarsi plasmare di saggia passività
al mio occhio di non guardare al di là delle parole
al corpo di non provare le sensazioni
che lo fanno inebriare ovunque si trovi.
Nelle vene della natura scorre la linfa di terre scomparse
e i profumi trasportati da mari lontani, il palpito
di vele sommerse.
L’usignolo non grida prediche meschine. Canta
al tramonto e spalanca il cielo con il canto.
Il sussurro del fiume tra gli argini è un soave
addio verso l’immenso
a cui ritorna l’umana essenza.
I libri – gli ho detto – insegnano a guardare.
La natura a sognare e schiudere i sensi
alla libertà delle parole.

Liberté des mots

Cet ennemi fidèle qui m’espionne depuis le miroir
avec des sourires narquois il m’a demandé
purquoi enfermé dans ma chambre
je perds du temps derrière le bureau à rêver
sur la page blanche, l’ordinateur éteint, les livres derrière les epaules
et le regard perdu au-delà de la fenetre.
Comme si tu voyais pour la première fois – me dit-il –
les dômes luxuriants des pins
la couronne céleste des montagnes
le soleil profitant de l’air d’un pâturage vert
le lent Tibre
qui reflète le bleu parmi les haies fleuries.
Comme si tu étais né entre ces murs
dans cette terre qui te retient
et les histoires passèes en vain.
Scrutes dans les livres qui envoient une lumière plus profonde
Plonges ton esprit dans des mots sages
de ceux qui te conduisent par la main
dans les secrets de l’âme,
qui propagent dans ton ciel un feu clair
des couleurs imaginaires et vives.
Et toi – j’ai répondu – seul derrière le miroir
ne ressens-tu pas en toi seulement mes angoisses,
ne changes-tu pas seulement avec les changements de mon âme?
Je ne peux pas dire à mon esprit
de se laisser modeler par la passivité sage
à mes yeux de ne pas regarder au-delà des mots
à mon corps de ne pas ressentir les sensations
qui le rendent en état d’ébriété où qu’il soit.
Dans les veines de la nature coule la sève des terres disparues
et les parfums portés par les mers lointaines, les battements
de voiles immergées.
Le rossignol ne crie pas de petits sermons. Il chante
au coucher du soleil et ouvre grand le ciel avec sa chanson.
Le murmure de la rivière entre les rives est le doux
adieu enver l’immense
auquel retourne l’essence humaine.
Les livres – lui ai-je dit – nous apprennent à regarder.
La nature à rêver et ouvrir les sens
à la liberté des mots.

Freedom of words

That faithful enemy who spies on me from the mirror
with sly smiles he asked me
because locked in my room
I waste time behind the desk dreaming
on the blank sheet of paper, the computer off the books behind me
and the lost gaze beyond the glass.
As if seeing for the first time – he told me –
the luxuriant domes of the pines
the heavenly crown of the mountains
the sun enjoying the air of a green pasture
the slow Tiber
that reflects the blue among the flowering hedges.
As if I was born between these walls
in this land that holds you back
and the stories passed in vain.
Peer into books that shed deeper light
Immerse your mind in wise words
of those who lead you by the hand
in the secrets of the soul,
who spread clear fire in your sky
with imaginary and vivid colors.
And you – I replied – lonely inside the mirror
do not feel in yourself only my troubles,
don’t you change only with the change of my soul?
I can’t tell my mind
to let oneself be molded by wise passivity
to my eye not to look beyond words
to the body not to experience the sensations that make it intoxicate wherever it is.
In the veins of nature flows the sap of vanished lands
and the perfumes carried by distant seas, the beat
of submerged sails.
The nightingale does not shout petty sermons. Sing
at sunset and opens the sky wide with song.
The whisper of the river between the banks is a sweet one
farewell to the immense
to which the human essence returns.
Books – I told him – teach us to look.
Nature to dream and open the senses
to the freedom of words.


Libertad de las palabras

Ese enemigo fiel que me espía desde el espejo
con sonrisas astutas me preguntó
porque encerrado en mi cuarto
Pierdo el tiempo detrás del escritorio soñando
en la hoja blanca, la computadora apagó los libros detrás de ti
y la mirada perdida más allá del cristal.
Como si viera por primera vez – me dijo –
las exuberantes cúpulas de los pinos
la corona celestial de las montañas
el sol disfrutando del aire de un prado verde
el lento Tiber
que refleja el azul entre los setos floridos.
Como si hubiera nacido entre estas paredes
en esta tierra que te detiene
y las historias pasaron en vano.
Echa un vistazo a los libros que arrojan una luz más profunda
Sumerge tu mente en sabias palabras
de los que te llevan de la mano
en los secretos del alma,
quien esparce fuego claro en tu cielo
con colores imaginarios y vivos.
¿Y tú – le respondí – solo dentro del espejo
no sientas en ti solo mis penas,
no cambias solo con el cambio de mi alma?
No puedo decirle a mi mente
dejarse moldear por la sabia pasividad
a mi ojo no mirar mas alla de las palabras
el cuerpo para no sentir las sensaciones
que lo embriagan donde quiera que esté.
La linfa de la naturaleza fluye por las venas
de tierras desaparecidas
y los perfumes llevados por mares lejanos, el latido
de velas sumergidas.
El ruiseñor no grita sermones mezquinos. Cantar
al atardecer y abre el cielo de par en par con el canto.
El susurro del río entre las orillas es dulce
adiós a lo inmenso
al que vuelve la esencia humana.
Los libros – le dije – nos enseñan a mirar.
Naturaleza para soñar y abrir los sentidos
a la libertad de las palabras.


La ragione per vivere

DigitalArt di Marcello Comitini

Provo a cavare dal fondo della mia anima
parole luminose
per dare luce al buio della mente sepolta
nei solchi profondi dei miei sgomenti.
Quali radici di dolore dovrò estirpare
dalla mia terra esausta? Intorno
il cielo s’illumina d’un velo rosa
spegne l’esile raggio di luna
indecisa e tremante di speranza.
I gridi rauchi dei corvi pronti a divorare
infrangono i vetri alle finestre si conficcano
come aculei nelle pareti della mia stanza.
E tu cuore, povero muscolo dimenticato
comprimi e dilati le tue pareti cave
spargi il sangue nelle mie vene
come la linfa lungo i rami dell’albero.
Reso fragile dal logorio degli anni
non hai più modo di aiutarmi
a trovare il senso del mio vivere.
Il tuo pulsare a vuoto risuona dei battiti
del cembalo che strepita tra le mie mani
tremanti, seduto a guardare
il prato dei ricordi. Sfioriscono al tramonto
e a ogni alba si addormentano tristemente.
Lasciano la mia mente
in balia del sole che la scalda cieco.
A braccia spalancate senza ragione sei come il nido
nelle stagioni fredde
abbandonato dall’amore.

Il frutto (Ita – Fr – Eng – Esp)

Foto dal web

Il frutto
Perdere rinunciare sono ancora nostri.
Anche dimenticare fa di noi
gli esseri umani che siamo.
Ci danno la sensazione di possedere il centro
dolore rabbia amore compassione
metamorfosi del divenire.
Ci pensiamo sul ramo del passato
come frutti maturi
in cui urge la linfa del futuro.
La nostra mente sfugge
alla buccia della pelle, pur se ne gusta
il profumo e a mala pena
ne accetta le piaghe. Ma come nel frutto
l’impalpabile sapore
l’insieme compone la nostra figura.

Le fruit

Perdre, abandonner sont toujours les nôtres.
Même oublier nous fait
les êtres humains que nous sommes.
La douleur le colère l’ amour la compassion,
métamorphoses du devenir,
nous donnent le sentiment de posséder le centre.
Nous nous pensons sur la branche du passé
comme un fruit mûr
où la lymphe du futur pusse.
Notre esprit s’échappe
à la pelure de la peau, même si il en goûte
le parfum est à peine
il en accepte les blessures. Mais comme dans le fruit
son saveur impalpable,
l’ensemble compose notre figure.

The fruit

Losing, giving up are still ours.
Even forgetting makes us
the human beings that we are.
They give us the feeling of possessing the center
the pain the anger the love the compassion
metamorphosis of becoming.
We think about it on the branch of the past
like ripe fruit
in which it pushes the lymph of the future.
Our mind escapes
from the peel of the skin, even if it tastes
its scent and barely accepts
its sores. But as in the fruit
the impalpable flavor
the whole composes our figure.

El fruto

Perder, renunciar sigue siendo nuestro.
Incluso el olvido nos hace
los seres humanos que somos.
Nos dan la sensación de poseer el centro
dolor ira amor compasión
metamorfosis del devenir.
Lo pensamos en la rama del pasado
como fruta madura
donde la linfa del futuro empuja.
Nuestra mente se escapa
de la cáscara de la piel, incluso si saborea
su olor y apenas
acepta sus heridas. Pero como en la fruta
el sabor impalpable
el conjunto compone nuestra figura.

Louise Glück, Il cavallo e il cavaliere (20)

Cecchi Antonio, Il cavaliere, 2013

Una volta c’era un cavallo e sul cavallo c’era un cavaliere. Come erano belli alla luce del sole autunnale, mentre si avvicinavano a una città sconosciuta! La gente si accalcava per le strade o chiamava dalle alte finestre. Le donne anziane sedevano tra i vasi di fiori. Ma quando cercavi un altro cavallo o un altro cavaliere, cercavi invano. Amico mio, disse l’animale, perché non mi abbandoni? Da solo, puoi trovare la tua strada. Ma abbandonarti, disse l’altro, significherebbe lasciarmi alle spalle una parte di me, e come posso farlo quando non so quale parte sei?

Louise Glück, Faithful and Virtuous Night, Farrar, Straus and Giroux. 2014
traduzione di Marcello Comitini