Stefanie Golisch, Belle Èpoque (Ita – Fr – Eng – Esp)

Foto dal web

Entra il nano con una capriola. La ragazza
dietro il banco porta una mela in testa. La
signora con il cagnolino non è bella e
giovane, ma pronta a tutte le eventualità.
Più tardi viene l’uomo del corvo in spalla
e subito dopo la coppia che si illumina a
vicenda. È la fiaba d’infanzia degli habitué
della Belle Èpoque, il lieto fine di storie
andate così così. Accanto alla grossa signora
guarnita di cane randagio, loro risplendono
un attimo soltanto, poi si siedono al loro
posto in questo giorno chiamato oggi

Belle Èpoque

Entre le nain avec une roulade. La fille
derrière le comptoir, porte une pomme sur sa tête. La
dame au petit chien n’est pas belle et
jeune, mais prête à toutes les éventualités.
Plus tard vient l’homme du corbeau sur son épaule
et immédiatement après le couple qui s’éclaire
l’une et l’autre. C’est le conte d’enfance des habitués
de la Belle Époque, la fin heureuse des histoires
allées comme çi comme ça. À côté de la grosse dame
garnie d’un chien errant, ils brillent
juste un instant, puis ils s’assoient à leur
place en ce jour appelé aujourd’hui

Belle Époque

Enters the dwarf with a somersault. The girl
behind the counter he carries an apple on his head. The
lady with the little dog is not beautiful and
young, but ready for all eventualities.
Later comes the crow’s man on his shoulder
and immediately after the couple that lights up
a each other. It is the childhood fairytale of habitués
of the Belle Époque, the happy ending of stories
gone so so. Next to the big lady
garnished with a stray dog, they glow
just a moment, then they sit at theirs
place on this day called today

Belle Époque

Entra el enano con un salto mortal. La chica
detrás del mostrador lleva una manzana en la cabeza. La
dama con el perro no es hermosa y
joven, pero está lista para todas las eventualidades.
Luego viene el hombre de cuervo en su hombro
e inmediatamente después de la pareja que se ilumina
unas a otras. Es el cuento de hadas de la infancia de los habitués.
de la Belle Époque, el final feliz de las historias
terminado más o menos. A lado de la grande dama
adornada con un perro callejero, brillan
solo un momento, luego se sientan en el suyo
lugar en este día llamado hoy

Stefanie Golisch, da “Vite e Destini”.
le traduzioni in francese, inglese e spagnolo sono di marcello comitini
(l’autrice non è responsabile degli eventuali errori)

les traductions en français, anglais et espagnol sont par marcello comitini
(l’auteur n’est pas responsable d’éventuelles erreurs)

the translations into french, english and spanish are by marcello comitini
(the author is not responsible for any possible errors)

las traducciones en francés, inglés y español son de marcello comitini
(el autor no se hace responsable de posibles errores)

Una goccia (Ita – FR – Eng – Esp)

Foto dal web

Una goccia
Come un cieco scruto l’universo.
Alle mie spalle una goccia
scivola dal bordo di una foglia
s’infrange come una stella
nell’oscurità di un pozzo.

Ascolto il tonfo.

Insorge dal profondo
di ere sepolte
nella memoria dell’universo.

Une goutte
Comme un aveugle, je scrute l’univers.
Derrière moi une goutte
glisse du bord d’une feuille
se brise comme une étoile
dans l’obscurité d’un puits.

J’entends le bruit sourd.

Monte des profondeurs
des âges enterrée
dans la mémoire de l’univers.

A drop
Like a blind man, I scan the universe.
Behind me a drop
slips off the edge of a leaf
breaks like a star
in the darkness of a well.

I hear the thud.

Rises from the depths
of ages buried
in the memory of the universe.

Una gota
Como un ciego, escaneo el universo.
Detrás de mi una gota
se resbala del borde de una hoja
se rompe como una estrella
en la oscuridad de un pozo.

Escucho el ruido sordo.

Se eleva de las profundidades
de edades enterradas
en la memoria del universo.

La farfalla (Ita – Fr – Eng – Esp)

Illustrazione di Maria Sibylla Merian(1660)

La farfalla

Uscire dal bozzolo dopo anni e anni
di sonno e di speranze d’essere una farfalla
che beve ai raggi del sole e si bagna
alla luce fredda della luna.
Somigliare a un fiore
sentirsi bene come un vegetale
perfettamente bene come un filo d’erba
riconciliato con il proprio corpo
radioso infine pensando
di non dover morire o morire
sperando di ritornare quando non era
quando strisciava sui fili d’erba
per sfuggire al nero della terra
che tutto riconquista e tutto macera.


Papillon

Sortir du cocon après tant d’années
de sommeil et d’espoir d’être un papillon
qui boit aux rayons du soleil et se mouille
dans la lumière froide de la lune.
Ressembler à une fleur
se sentir bien comme un végétal
parfaitement bien comme un brin d’herbe
réconcilié avec son corps
radieux pensant enfin
ne pas avoir à mourir ou mourir
dans l’espoir de revenir quand il n’était pas
quand il rampait sur les brins d’herbe
pour échapper aux ténèbres de la terre
qui reconquiert tout et macère tout.

Butterfly

Get out of the cocoon after so many years
of sleep and hopes of being a butterfly
who drinks in the rays of the sun and gets wet
in the cold light of the moon.
Look like a flower
feel good like a vegetable
perfectly well as a blade of grass
reconciled with their body
radiant finally thinking not to have to die or die
hoping to return when was not
when it crawled on the blades of grass
to escape the darkness of the earth
that everything reconquers and everything macerates.

Mariposa

Salir del capullo después de años y años
de sueño y esperanzas de ser mariposa
que bebe a los rayos del sol y se moja
a la fría luz de la luna.
Parecer una flor
siéntete bien como un vegetal
perfectamente bien como una brizna de hierba
reconciliado con su cuerpo
radiante finalmente pensando
no tener de morir o morir
esperando volver cuando no era
cuando se arrastraba sobre las briznas de hierba
para escapar de la negrura de la tierra
que todo reconquista y todo macera.

Stefanie Golisch, Fata Minore

Immagine fornita da Stefanie Golisch

Tra le cose andate storte che capitano nella
vita di tutti, lei ricordava un paio di calze di
nylon color carne che si era rotto prima della
festa, all’andata per essere precisi, mentre
attraversava il bosco saltellando su una
gamba sola. A questo punto si era tolta anche
le scarpe. Poi aveva cominciato a piovere e
l’ombrello era tutto bucato. La protagonista
di questa poesia dedicata a chi un tempo
abitava miti e fiabe, era nata bella e maldestra
e più cercava di evitare disastri, più le
cose del mondo si scagliavano contro di lei.
I bambini dei vicini di casa, affidati alle sue
cure amorevolmente distratte, cadevano
dalla finestra o in un lago profondo dal
quale non emergevano proprio più e a lei
dispiaceva e non sapendo come dirlo ai
loro genitori decise di cambiare mestiere.
Capitò in un autogrill dove le diedero il
turno di notte e una divisa con dei bottoni
d’oro nella quale si sentiva una persona
importante. Non l’avrebbe più tolta, né a
casa, né durante il sonno e presto si sarebbe
rovinata come tutte le cose amate troppo.
Ma lei era felice della targhetta con il nome,
delle frittelle che nascondeva nelle tasche
del grembiule a righe rosse e bianche e di
un tale che veniva a mezzanotte in punto
per mangiare le patatine fritte preparate da
lei al momento, guarnite con un tocco di
marmellata alla fragola. Prima o poi gli
avrebbe chiesto di baciarla in cambio di
un gelato alla vaniglia e al solo pensiero,
la sua bianca pelle si sfogava in mille
puntini rossi. Non si sarebbe offesa affatto
se a questo punto lui si fosse tirato indietro,
tanto qualcuno da baciare dopo il lavoro
l’avrebbe trovato prima o poi. La vita era
gentile e nella giusta misura imprevedibile
come quei giocattoli regali che distribuiva
insieme al menu dei bambini, a volte rotti,
a volte d’oro

Louise Glück, La spada nella roccia (13)

Galgano Guidotti , La spada nella roccia.

Il mio analista alzò brevemente lo sguardo.
Naturalmente non potevo vederlo
ma avevo imparato, nei nostri anni insieme,
a intuire questi movimenti. Come al solito,
si è rifiutato di ammettere
se avessi ragione o meno. La mia ingegnosità contro
la sua evasività: il nostro giochino.

In quei momenti, ho sentito l’analisi
affiorare: sembrava far emergere in me
un’astuta vivacità ero
incline a reprimerla. L’indifferenza
del mio analista per le mie esibizioni
era adesso immensamente rilassante. Un’intimità

era cresciuta tra noi
come una foresta intorno a un castello.

Le persiane erano chiuse. Vacillanti
barre di luce avanzavano sulla moquette.
Attraverso una piccola striscia sul davanzale della finestra,
ho visto il mondo esterno.

Per tutto questo tempo ho avuto la vertiginosa sensazione
di fluttuare sopra la mia vita. Quella vita
scorreva lontana. Ma stava
ancora scorrendo: questa era la domanda.

Fine estate: la luce stava svanendo.
Scintille sfuggite guizzarono sulle piante in vaso.

L’analisi era al suo settimo anno.
Avevo ricominciato a disegnare –
piccoli schizzi modesti, casuali
costruzioni in tre dimensioni
modellati su oggetti funzionali —

Eppure, l’analisi richiese
gran parte del mio tempo. A cosa
questo tempo fu sottratto: questa
era anche la domanda.

Mi sdraio, guardando la finestra,
lunghi intervalli di silenzio si alternano
a riflessioni un po’ svogliate
e domande retoriche –

Il mio analista, ho sentito, mi stava guardando.
Così una madre, nella mia immaginazione, fissa il suo bambino addormentato,
il perdono che precede la comprensione.

O, più probabilmente, così mio fratello deve avermi guardato –
forse il silenzio tra noi prefigurava
questo silenzio, in cui tutto ciò che rimaneva non detto
era in qualche modo condiviso. Sembrava un mistero.

Poi l’ora finì.

Scesi come ero salita;
il portiere aprì la porta.

Il clima mite della giornata persisteva.
Sopra i negozi erano state spiegate le tende a strisce
a proteggere la frutta.

Ristoranti, negozi, chioschi
con gli ultimi giornali e sigarette.
Gli interni diventavano più luminosi
mentre l’esterno diventava più scuro.

Forse i farmaci stavano funzionando?
Ad un tratto si sono accesi i lampioni.

Ho sentito, improvvisamente, la sensazione che telecamere iniziassero a riprendere;
ero consapevole del movimento intorno a me, i miei simili
guidati da un insensato feticcio per l’azione —

Quanto profondamente ho resistito a questo!
Mi sembrava superficiale e falso, o forse
parziale e falso —
Invece la verità … beh, la verità come la vedevo io
si esprimeva come immobilità.

Ho camminato un po’, fissando le vetrine delle gallerie …
i miei amici erano diventati famosi.

Potevo sentire il fiume in sottofondo,
da cui proveniva l’odore dell’oblio
intrecciato con le erbe aromatiche in vaso dei ristoranti—

Avevo deciso di unirmi a una vecchia conoscenza per cena.
Eccolo al nostro solito tavolo;
il vino fu versato; era impegnato con il cameriere,
discutendo dell’agnello.

Come al solito, durante la cena è nata una piccola discussione, apparentemente
riguardante l’estetica. C’era libertà di espressione.

Fuori, il ponte luccicava.
Le auto correvano avanti e indietro, il fiume
brillò dietro, imitando il ponte. Natura
che riflette l’arte: qualcosa di simile.
Il mio amico ha trovato l’immagine potente.

Era uno scrittore. I suoi numerosi romanzi, all’epoca,
sono stati molto lodati. Uno era molto simile a un altro.
Eppure il suo compiacimento mascherava la sofferenza
come forse la mia sofferenza mascherava la compiacenza.
Ci conoscevamo da molti anni.

Ancora una volta lo avevo accusato di pigrizia.
Ancora una volta, ha respinto la parola …

Sollevò il bicchiere e lo capovolse.
Questa è la tua purezza, ha detto,
questo è il tuo perfezionismo
Il bicchiere era vuoto; non ha lasciato segni sulla tovaglia.

Il vino mi era andato alla testa.
Tornai a casa lentamente, meditabonda, un po’ ubriaca.
Il vino mi era andato alla testa, o no
la notte stessa, la dolcezza di fine estate?

Sono i critici, ha detto,
i critici hanno le idee. Noi artisti
(includeva me): noi artisti
siamo solo bambini con i nostri giochi.

Louise Glück, Faithful and Virtuous Night, Farrar, Straus and Giroux. 2014
traduzione di Marcello Comitini

Luigi Maria Corsanico legge Immagine (Ita – FR – Eng – Esp)

Autoritratto con ombra
Luigi Maria Corsanico legge i miei versi

Qualcuno dagli occhi abbagliati
dall’insolita luce che dallo specchio
si riverbera nella stanza,
qualcuno che credevo svanito senza rimpianti
mi appare innanzi silenziosamente
nello spazio brunito dell’ombra
come l’argento della luna ai vetri della finestra.
L’immagine duplica se stessa
come se avesse un segreto
da svelare. Di chi?
Di me o dell’immagine
che credevo morta?
Di profilo di fronte ci somigliamo,
siamo l’ombra l’uno dell’altro,
ma lui era nato per conquistare il mondo
con una pietà priva di lacrime,
non ha abbandonato mai nessuno
ma sa svanire
come svanisce la nuvola se non la guardo.
E adesso torna a cercare nel mio passato
con il suo sguardo che attraversa la nebbia
tra i suoi occhi e l’orizzonte.
Un vuoto una solitudine
penetra il mio cuore mentre mi guardano
un silenzio una traccia di un dolore represso.
Immagine della mia immagine
o verità che rifiuto di riconoscere?

Image

Quelqu’un aux yeux éblouis
de la lumière inhabituelle que du miroir
se réverbère dans la pièce,
quelqu’un que je pensais disparu sans regrets
apparaît silencieusement devant moi
dans l’espace bruni de l’ombre
comme l’argent de la lune sur les vitres de la fenêtre.
L’image se duplique
comme s’elle avait un secret
à être révélé. De qui?
De moi ou de l’image
que je pensais morte?
De profil de face on se ressemble,
nous sommes l’ombre de l’autre,
mais il est né pour conquérir le monde
avec une pitié sans larmes,
il n’a jamais abandonné personne
mais il peut disparaître
comment le nuage disparaît si je ne le regarde pas.
Et maintenant reviens à chercher mon passé
avec son regard traversant le brouillard
entre ses yeux et l’horizon.
Un vide une solitude
pénètre mon cœur alors qu’ils me regardent
un silence une trace de douleur refoulée.
Image de mon image
ou vérité que je refuse de reconnaître?

Image

Someone with dazzled eyes
from the unusual light that reflects
in the room from the mirror,
someone I thought vanished with no regrets
appears silently before me
in the burnished space of the shadow
like the silver of the moon on the window panes.
The image duplicates itself
as if she had a secret
to be revealed. Whose?
About me or the image
that I thought dead?
In profile, in front we look alike,
we are each other’s shadow,
but he was born to conquer the world
with a piety devoid of tears,
he has never abandoned anyone
but he knows fade
how the cloud vanishes if I don’t look at it.
And he now he goes back to looking in my past
with his gaze crossing the fog
between his eyes and the horizon.
An emptiness a solitude
penetrate my heart as they look at me
a silence a trace of repressed pain.
Image of my image
or truth that I refuse to recognize?

Imagen

Alguien con ojos deslumbrados
de la luz inusual que se refleja
en el cuarto desde el espejo,
alguien que pensé desapareció sin remordimientos
aparece ante mi en silencio
en el espacio bruñido de la sombra
como la plata de la luna en los cristales de las ventanas.
La imagen se duplica
como si tuviera un secreto
para ser revelado. ¿Cuyo?
Sobre mi o la imagen de uno
que pensé muerto?
De perfil, de frente nos parecemos,
somos la sombra del otro,
pero nació para conquistar el mundo
con una piedad sin lágrimas,
nunca ha abandonado a nadie
pero puede desaparecer
cómo la nube se desvanece si no la miro.
Y ahora vuelve a investigar mi pasado
con su mirada atravesando la niebla
entre sus ojos y el horizonte.
Un vacío una soledad
Penetra mi corazón mientras me miran
un silencio una huella de dolor reprimido.
Imagen de mi imagen
o verdad, que me niego a reconocer?

Luigi Maria Corsanico legge “L’airone” (ITA – FR – ESP – ENG)

Airone-spicca-volo

In questo video ascolterete i suoni della lingua italiana attraverso la lettura affascinante e partecipata del carissimo amico Luigi Maria Corsanico.
Nei testi in lingua francese, spagnola, inglese avrete la possibilità di seguire il senso della poesia.
Grazie per l’ascolto e la lettura.

FR

Dans cette vidéo, vous écouterez les sons de la langue italienne à travers la lecture fascinante et participative de mon cher ami Luigi Maria Corsanico.
Dans les textes en français, espagnol, anglais, vous aurez l’occasion de suivre le sens de la poésie.
Merci d’avoir écouté et lu.

ESP

En este video escuchará los sonidos del idioma italiano a través de la lectura fascinante y participativa del querido amigo Luigi Maria Corsanico.
En los textos en francés, español e inglés, tendrá la oportunidad de seguir el significado de la poesía.
Gracias por escuchar y leer.

ENG

In this video you will listen to the sounds of the Italian language through the fascinating and participatory reading of the my dear friend Luigi Maria Corsanico.
In the texts in French, Spanish, English, you will have the opportunity to follow the meaning of poetry.
Thanks for listening and reading.

Come una nuvola bianca nella serenità del cielo
il foglio si dispiega sullo sfondo celeste.
Le mie dita danzano sulla tastiera
al ritmo lento delle parole tracciano
sillabe e ombre della mia vita.
Saltano a grandi passi da un tasto all’altro
simili all’airone che spicca il volo verso un oriente lontano,
mi staccano dall’opacità dello stagno.
Affaticato dall’ansia di volare alto
senza muovere un solo muscolo
non c’è nulla di bianco e azzurro
nel cielo dove m’innalzo.
Lampi muti tra nuvole gonfie di tante voci
raccolte in un canto e nel quadro
che ricompone pian piano visi, bocche d’amore,
labbra, corpi che s’intrecciano
e tornano a vivere
come cenere sparsa sulle parole già scritte,
hanno la forza di squassarmi il petto
con martellante memoria
di scenari vissuti
perduti e ritrovati.
Le mie dita si tendono
con delicata malinconia
alla pagina macchiata da schiere di stelle in viaggio
come le code di comete nere.
Le cercano le inseguono. Tornano sui tasti
immobili come aironi feriti.

Le héron

Comme un nuage blanc dans la sérénité du ciel
la feuille se déplie sur le fond bleu clair.
Mes doigts dansent sur le clavier
au rythme lent des mots qui tracent
syllabes et ombres de ma vie.
Ils sautent de touche en touche
semblable au héron qui prend son envol vers un loin orient,
ils me détachent de l’opacité de l’étang.
Fatigué par l’angoisse de voler haut
sans bouger un seul muscle
il n’y a rien de blanc et de bleu
dans le ciel où je me lève.
Des éclairs silencieux dans les nuages gonflés de nombreuses voix
réunissant dans une chanson et dans l’image
qui recompose lentement les visages, les bouches d’amour,
lèvres, corps qui s’entrelacent
et reviennent à la vie
comme des cendres éparpillées sur les mots déjà écrits,
ils ont la force de secouer ma poitrine
avec leur mémoire martelant
les scénarios vécus
perdus et retrouvés.
Mes doigts se tendent
avec une mélancolie délicate
à la page tachée de rangs d’étoiles voyageant
comme la queue des comètes noires.
Ils les recherchent, ils les poursuivent.
Ils reviennent sur les touches
immobiles comme des hérons blessés.

La garza

Como una nube blanca en la serenidad del cielo.
la hoja se despliega contra el fondo azul claro.
Mis dedos bailan en el teclado
al ritmo lento de las palabras que trazan
sílabas y sombras de mi vida.
Saltan de un botón a otro
similar a la garza que vuela a un lejano oriente,
me separan de la opacidad del estanque.
Fatigado por la ansiedad de volar alto
sin mover un solo músculo
no hay nada blanco y azul
en el cielo donde me levanto
Rayos silenciosos en nubes hinchadas con muchas voces
reunidos en una canción y en la imagen
que lentamente recompone rostros, bocas de amor,
labios, cuerpos que se entrelazan
y volver a vivir
como cenizas esparcidas sobre las palabras ya escritas,
tienen la fuerza para sacudir mi pecho
con memoria palpitante
de escenarios vividos
Perdidos y encontrados.
Mis dedos se aprietan
con delicada melancolía
a la página manchada por filas de estrellas viajeras
como las colas de los cometas negros.
Los buscan, los persiguen. Vuelven a las llaves
inmóviles como garzas heridas.

The heron

Like a white cloud in the serenity of the sky
the sheet unfolds against the light blue background.
My fingers dance on the keyboard
to the slow rhythm of the words they trace
syllables and shadows of my life.
They leap from key to another
similar to the heron that takes flight to a far east,
they detach me from the opacity of the pond.
Fatigued by the anxiety of flying high
without moving a single muscle
there is nothing white and blue
in the sky where I rise.
Silent lightnings in clouds swollen with many voices
gathered in a song and in the picture
which slowly recomposes faces, mouths of love,
lips, bodies that intertwine
and come back to life
as ash scattered over the words already written,
they have the strength to shake my chest
with pounding memory
of lived scenarios
lost and found.
My fingers lean
with delicate melancholy
to the page stained by ranks of traveling stars
like the tails of black comets.
They look for them, they chase them. They return to the keys
motionless as wounded herons.

Lettera a … (Ita – FR – Eng – Esp)

Pochi hanno il coraggio di porsi in ascolto e di annunciare la verità così come la sentono nell’intimo. Il mondo occidentale è pervaso dalle logiche ferree del mercato. La religione più diffusa è quella della merce, di qualsiasi natura essa sia. I pensieri quotidiani si rivolgono a prodotti proposti dalla pubblicità, fosse pure l’ultimo modello di mascherina o igienizzante.
La rapidità, lo stress, il fare per il fare, sono i nostri compagni di cammino: ci sentiamo in colpa se non leggiamo subito un messaggio, se non rispondiamo a una mail in tempi brevi; ci sembra di essere perduti se non siamo connessi a qualche rete.
Fabrizio Centofanti

Da anni ti attendo in silenzio. Tu vieni
quando vorrai. So che verrai. Sei
la terra su cui poggio i piedi
il ramo da cui guardo il mondo.
Ma il giorno in cui mi sarai accanto
come una madre raramente amata
con l’agonia del figlio tra le braccia
non riuscirò a vederti. Ti sentirò soltanto.
A bocca spalancata e muta ti dirò eccomi.
Basta il movimento della labbra. Le parole
non servono. Sorda ad ogni voce
umana o non umana
sollecita soltanto ai sospiri dell’anima.
I tuoi occhi volti all’indietro
nel non luogo della notte
mi riconoscono. Mi chiamerai per nome?
Quando verrai sarà un giorno tranquillo
simile a quello che mi ha visto nascere.
Nelle luci soffuse il parlare sottovoce
di uno sparuto coro accoglierà il tuo arrivo.
Un sommesso lamento qualche lacrima lenta.
Mi sarà data in dono
come Orfeo a Euridice
una rosa da custodire tra le mie mani sul petto.
E tu in piedi davanti al mio corpo
disteso sulla terra bianca delle lenzuola
somiglierai al mio sogno di donna
che mai mi ha stretto tra le sue braccia.
Quando verrai il tuo sorriso sarà l’invito
a rifugiarmi tra le tue. Sono fredde
ma mi faranno fremere perché è da tempo
che attendo di ricongiungermi
al buio caldo e umido del tuo corpo.
Vieni quando vorrai.
Sarai la serenità che ho atteso per aprire le ali.
06/01/2021

Rares sont ceux qui ont le courage d’écouter et d’annoncer la vérité telle qu’ils la ressentent à l’intérieur. Le monde occidental est imprégné par la logique de fer du marché. La religion la plus répandue est celle des marchandises, quelle que soit leur nature. Les pensées quotidiennes se tournent vers les produits proposés par la publicité, même le dernier modèle de masque ou de désinfectant.
La rapidité, le stress, le faire pour faire, sont nos compagnons dans le voyage: nous nous sentons coupables si nous ne lisons pas un message immédiatement, si nous ne répondons pas rapidement à un e-mail; nous semblons perdus si nous ne sommes pas connectés à un réseau.
Fabrizio Centofanti

Lettre à …

Depuis des années, je t’attends en silence. Viens
quand tu veux. Je sais que tu viendras. Tu es
la terre sur laquelle je pose mes pieds
la branche d’où je regarde le monde.
Mais le jour où tu seras à côté de moi
comme une mère rarement aimée
avec l’agonie de son fils dans ses bras
je ne pourrai pas te voir. Je t’entendrai seulement.
La bouche muette et grande ouverte, je vais te dire je suis ici.
Il suffit le mouvement des lèvres. Les mots
ne sont pas nécessaires. Sourde à toutes les voix
humaines ou non humaines
ne sollicitée que par les soupirs de l’âme.
Tes yeux retournés en arrière
vers le non-lieu de la nuit
me reconnaissent. M’appellerais-tu par mon nom?
Quand tu viendras, ce sera une journée tranquille
semblable à celle qui m’a vu naître.
Dans les lumières tamisées le chuchotement
d’un petit chœur accueillera ton arrivée.
Quelques faibles gémissements, quelques larmes lentes.
Il me sera offert en cadeau
comme Orphée à Euridice
une rose à garder entre mes mains sur ma poitrine.
Et toi debout devant mon corps
étendu sur la terre blanche des draps
tu ressembleras à mon rêve de femme
qui ne m’a jamais tenu dans ses bras.
Quand tu viendras, ton sourire sera l’invitation
me réfugier dans les tiennes. Elles sont froides
mais vont me faire frémir parce que ça fait longtemps
que j’attends de me réunir
à l’obscurité chaude et humide de ton corps.
Viens quand tu veux.
Tu serais la sérénité que j’attendais pour déployer mes ailes.

Few have the courage to listen and announce the truth as they feel it within. The Western world is pervaded by the iron logic of the market. The most widespread religion is that of commodities, whatever their nature. Daily thoughts turn to products offered by advertising, even the latest model of mask or sanitizer.
The speed, the stress, the doing for the doing, are our companions on the journey: we feel guilty if we don’t read a message immediately, if we don’t reply to an email quickly; we seem to be lost if we are not connected to some network.
Fabrizio Centofanti

Letter to …

For years I have been waiting for you in silence. You come
when you want (I know you will come). You are
the earth on which I place my feet
the branch from which I look at the world.
But the day in which you will be next to me
like a mother rarely loved
holding the son’s agony in her arms
I won’t be able to see you. I’ll only hear you.
With my mouth wide open and dumb I’ll tell you: here I am.
Just the movement of the lips. The words
are useless. Deaf to every voice,
human or non-human,
solicited only by the sighs of the soul.
Your eyes turned back
to the non-place of the night
recognize me. Will you call me by name?
When you come it will be a quiet day
similar to the one that saw me born.
In the soft lights the whispered talk
of a haggard choir will welcome your arrival.
A soft moans, a few slow tears.
It will be given to me as a gift
like Orpheus to Euridice
a rose to keep in my hands on my chest.
And you standing in front of my body
lying on the white ground of the sheets
will resemble my dream of a woman
who never held me in her arms.
When you come, your smile will be an invitation
to take refuge in yours. They are cold
but they will make me thrill because I have been
waiting for a long time to rejoin
the warm and humid darkness of your body.
Come when you want.
You will be the serenity that I have been waiting for to spread my wings.

Pocos tienen el coraje de escuchar y anunciar la verdad tal como la sienten en su interior. El mundo occidental está dominado por la lógica férrea del mercado. La religión más extendida es la de las mercancías, cualquiera que sea su naturaleza. Los pensamientos diarios se dirigen a los productos que ofrece la publicidad, incluso al último modelo de mascarilla o desinfectante.
La velocidad, el estrés, el hacer para hacer, son nuestros compañeros de viaje: nos sentimos culpables si no leemos un mensaje de inmediato, si no respondemos rápidamente a un correo electrónico; parece que estamos perdidos si no estamos conectados a alguna red.
Fabrizio Centofanti

Carta a …

Por años te he estado esperando en silencio. Vienes
cuando quieras. Sé que vendrás. Tu eres
la tierra sobre la que pongo mis pies
la rama desde la que miro el mundo.
Pero el dia en el que estarás a mi lado
como una madre rara vez amada
sosteniendo la agonía de su hijo en sus brazos
no podré verte. Solo te oiré a ti.
Con la boca bien abierta y muda te diré: aquí estoy.
Solo el movimiento de los labios. Las palabras
son inútiles. Sorda a todas las voces,
humanas o no humanas,
solicitada solo por los suspiros del alma.
Tus ojos volteados atrás
en el no lugar de la noche
me reconocen. ¿Me llamarás por mi nombre?
Cuando vengas será un día tranquilo
similar al que me vio nacer.
En las tenues luces el susurro
de un pequeño coro dará la bienvenida a tu llegada.
Un sumiso gemido, algunas lágrimas lentas.
Me regalarán
como Orfeo a Euridice
una rosa para tener en mis manos sobre mi pecho.
Y tú parado frente a mi cuerpo
acostado en la tierra blanca de las sábanas
te parecerás a mi sueño de la mujer
que nunca me sostuvo en sus brazos.
Cuando vengas, tu sonrisa será una invitación
a refugiarte en tus. Están frías
pero me van a emocionar porque llevo mucho tiempo
esperando reunirme con la cálida y húmeda oscuridad de tu cuerpo.
Ven cuando quieras.
Serás la serenidad que he estado esperando para extender mis alas.

Luigi Maria Corsanico legge “La rama robada” di Pablo Neruda

da QUI

I toni dolci di questi versi che Luigi legge con tono altrettanto dolce e suadente, incantano chi li ascolta e invitano ad amare la lingua spagnola. Mi piace quindi riportare la mia traduzione per consentire agli amici italiani di poter apprezzare appieno il loro significato (il senso più profondo lo si trova ascoltando la lettura di Luigi):

Il ramo fiorito

Di notte entreremo
a rubare
un ramo fiorito.

Scavalcheremo il muro
nelle tenebre del giardino altrui
due ombre nell’ombra

L’inverno non è ancora finito
e il melo appare
all’improvviso mutato
in una cascata di stelle odorose
Di notte entreremo
fin dentro il suo tremolante firmamento
e le tue piccole mani e le mie
ruberanno le stelle

E furtivamente
a casa nostra
nella notte e nell’ombra
entrerà con il tuo passo
il passo silenzioso del profumo
e con piedi ornati di stelle
il corpo luminoso della primavera

Luigi Maria Corsanico legge “Lettera a…”

da qui LETTERA A …

Come sempre Luigi riesce a dare vita alle mie parole. Le pronuncia con la medesima intonazione e con la medesima passione con le quali io le recito nella mia mente mentre scrivo. Ritengo che la sua lettura sia essenziale per chi lo ascolta: permette una comprensione ricca di pathos, esattamente quella che è nella mia intenzione comunicare ai lettori.
Sono infinitamente grato a questo grande amico, che ha la pazienza di porre il suo animo a fianco del mio.