Chiuso – Fermé – Closed – Cerrado

Munito solo del mio Moleskine

Fresche sere d’estate.
Le finestre aperte.
Le luci accese.
La fruttiera colma.
E il tuo capo sulla mia spalla.
Questi sono i momenti più felici della giornata.

Insieme alle prime ore del mattino,
naturalmente. E quegli attimi
subito prima di pranzo.
E il pomeriggio e
le prime ore della sera.
Ma davvero adoro

queste serate estive.
Ancor più, mi sa,
di quegli altri momenti.
Il lavoro quotidiano finito.
E nessuno più che ci disturbi, adesso.
Né mai.

RAYMON CARVER, “Il momento più bello della giornata”, da Orientarsi con le stelle, Minimum Fax

I nemici

Foto di Paul Apal’kin

Con le dita affondate
nelle cavità dello specchio
ho incontrato me stesso
senza cercarmi e senza desiderio
di rivedere il mio nemico d’infanzia.
Ha sussurrato al mio orecchio
dei piaceri non goduti
dei progetti mai finiti
della vita
trascorsa inutilmente.
Con le lacrime agli occhi
ha ricordato la mia forza
seppure cresciuta con fatica
scardinarsi come porta
rugginosa sul passato
quando lo sentivo rinchiuso
nei profondi
dubbi della mia anima.

Con un sorriso amaro
mi ha costretto a confessare
che fuggivo dalle case
in cerca di una casa
che in cerca di me stesso
cercavo un amore.
Mi guardavo intorno
fuggivo dal mio orgoglio
fuggivo la pietà
donando compassione.

Ma sempre alle mie spalle
lo sentivo lagnarsi
col quel suo fiato di capra
del mio lungo belare
d’ansia e d’inquietudine.

Ora mi direi
se m’incontrassi ancora
come ti sei fatto vecchio
e sempre più ubriaco
d’oscuri incanti
nelle notti tristi e di speranze
nei giorni senza fine.

E sempre più spietato
si è fatto il tuo nemico.

Commento di Gabriella Barattia:

Questa poesia senza dubbio susciterà un senso di fastidio nei lettori che vorrebbero che Marcello si uniformasse, nel suo raccontare e raccontarsi, agli schemi più usuali, che vogliono il passato rivissuto con una punta di malinconia o di rimpianto e che bisogna proiettarsi verso il futuro e godere di quello che la vita ci può ancora dare , anche se siamo vecchi, anche se abbiamo cento anni.

Chi ha letto tutte le poesie di Marcello sa che il rimpianto non gli appartiene, il passato ha portato un così grande carico di dolore, di rinunce, di delusioni da non poter desiderare di riviverlo così come è stato.

Nella sua lucida razionalità permeata dal fatalismo, che appartiene al suo retroterra culturale, è ben conscio che tutto il suo vissuto è stato frutto di sue scelte, dolorose spesso, di rinunce ai suoi sogni, ai suoi progetti alle sue speranze . Consiglierei di leggere o rileggere ” Il volo” in “Formule dell’anima” che spiega molto bene la sua vita.

Ciascuno di noi è portatore di una storia e solo chi ne è stato protagonista è in grado di leggerla : c’è chi la legge attraverso lenti rosate, cercando di tralasciare tutto ciò che non gli è piaciuto e chi la legge con spietatezza.

Ecco Marcello la legge senza infingimenti, la guarda come cosa da lasciarsi alle spalle, ma che ha lasciato in lui tracce indelebili. Queste tracce sono il tessuto del suo scrivere, se non ci fosse tutto quel passato, non narrato, ma esperito, non ci sarebbe il Marcello poeta che noi conosciamo e che ci attrae, anche se il leggerlo può provocare dolore. Ci costringe a guardarci dentro, a vedere la nostra vita da un’ altra angolazione.

Per questo la lettura delle sue poesie non riesce a lasciarci indifferenti, suscitando sempre sentimenti: dolore, rabbia, emozione, commozione, rifiuto, perché mettendosi a nudo ci costringe a fare lo stesso. E non sempre ci piace guardarci dentro mentre ci guardiamo negli occhi.

Due parole sulla forma-poesia di Marcello. Lo ascriverei tra i poeti “classici”, non è un innovatore nella forma, non si concede sbavature lessicali o formali, non butta l’esca della novità per attirare il pubblico.

Ma se guardiamo a ciò che in generale è destinato a restare, vediamo che spesso ciò che attira il pubblico perché ha la forma della rivoluzione, in realtà si perde nel tempo e viene abbandonato. Pensiamo ai poeti futuristi, ai poeti barocchi. Guardiamo a cosa è sempre apprezzato: quello che è portatore di valori riconosciuti attraverso le generazioni.

Nella prima fase della sua poesia anche Marcello sperimentava, rompeva gli schemi. Il fatto di aver ripreso a scrivere dopo tanti anni di silenzio gli ha fatto affrontare la poesia con un’altra mentalità e un’altra visione della vita.
La rivolta nella sua poetica è rimasta, non nella forma ma nei contenuti in cui i suoi rapporti con i temi universali ( vita, amore, morte, ) sono affrontati in questa sua ottica che non concede nulla alla superficialità del vivere, ma che vede nella vita un impegno quotidiano di totale consapevolezza.

Videolettura di Luigi Maria Corsanico

L’avete letta ieri, ascotatela oggi dalla voce vibrante di vita dell’amico blogger Luigi Maria Corsanico.

Vous l’avez lu hier. Aujourd’hui vous pouvez l’ecouter de la voix vibrante de vie de l’ami bloggueur Luigi Maria Corsanico.

You read it yesterday. Today you can listen to it from the vibrant voice of life, of the blogger friend Luigi Maria Corsanico.

La leíste ayer. Hoy puedes escucharla desde la vibrante voz de vida de amigo blogger Luigi Maria Corsanico.

Senza rimorso – Sans remords – Without remorse – Sin remordimiento

In mezzo ai prati i papaveri sventolano
i fazzoletti rossi
della giovinezza effimera.
Raschiati dal vento
appesantiti dalle piogge
solleciti al richiamo della terra
restano fedeli alla loro voglia d’innalzarsi
senza rimpianti di dover sfiorire.

Anche noi tra loro
innamorati di noi stessi
o di colei che ci cammina a fianco.
La guardiamo negli occhi
Ci sentiamo felici e colmi
della nostra pesantezza.
Ci sorridiamo orgogliosi
del nostro essere
carne e sangue di noi stessi.
Sentiamo anche noi la loro voglia
di sollevarsi con leggerezza.

Inebriati dal rosso
li raccogliamo con mani amorose
li calpestiamo senza rimorso.


Sans remords

Au milieu des prés les coquelicots agitent
les mouchoirs rouges
de la jeunesse éphémère.
Grattés par le vent
alourdis par les pluies
prompts à l’appel de la terre
ils restent fidèles à leur envie de s’élever
sans regret d’avoir à flétrir.

Nous aussi parmi eux
amoureux de nous-mêmes
ou de celle qui marche à côté de nous.
Nous la regardons dans les yeux
Nous nous sentons heureux et pleins
de notre lourdeur.
Nous sourions orgueilleux
de notre être
chair et sang de nous-mêmes.
Nous aussi sentons leur désir
de se soulever avec légèreté.

Enivrés par le rouge
nous les ramassons avec des mains aimantes
les piétinons sans remords.


Without remorse

In the middle of the meadows the poppies wave
the red handkerchiefs
of the ephemeral youth.
Scraped by the wind
weighed down by the rains
solicited to the call of the earth
they remain faithful to their desire to lightness
without regrets of having to wither.

Even we among them
in love with ourselves
or she who walks beside us.
We look her in the eyes
We feel happy and full
of our heaviness.
We smile proudly
of our being
flesh and blood of ourselves.
Even we feel their desire
to surge with lightness.

Inebriated by the red
we pick them up with loving hands
we trample them without remorse.


Sin remordimiento

En medio de los prados las amapolas agitan
sus pañuelos roios
de juventud fugaz.
Raspados por el viento
agobiados por las lluvias
urgedos a el llamado de la tierra
permanecen fieles a su deseo de levantarse
sin arrepentirse de tener que marchitar.

Nonotros tambié entre ellos
enamorarnos de nosotros mismos
o la que camina a nuestro lado.
La miramos a los ojos
Nos sentimos felices y llenos
de nuestra pesadez.
Sonreímos orgullosamente
de nuestro ser
carne y sangre de nosotros mismos.
Nonotros tambié sentimos su deseo
De levantarse con ligereza.

Ebrios por el rojo
los recogemos con las manos amorosas
los pisoteamos sin remordimiento.

Ode al cane con l’uomo

Andrea Carella, Uomo con cane

“Mi somigli a un cane
con quello sguardo adolescente
arso di rabbia e di paura
quando torci gli occhi
per non guardarmi in faccia”
– mio padre mi diceva.
Un cane – continuava
quando mi vedeva sordo
ai suoi giudizi –
che sconosce il suo padrone.”
Così ho amato i cani.
I cani dallo sguardo triste, i cani
dalle orecchie tese in segno d’attenzione
i cani abbandonati
quello che alle carezze sporge il muso
chiude gli occhi e piega le sue orecchie
facendoti felice
quello che intimidito
a capo chino la coda tra le gambe
chiede una carezza
quello che chiede cibo
saltellando intorno
e quello che lo strappa
col morso inferocito dalla fame.

Ma un piccolo bastardo di colore fulvo
è il prediletto
come tutti i cani che non hanno storia.
Felice d’avere per compagno un uomo
s’immagina un leone
fiero di non essere cresciuto.
E la mattina andiamo
uomo e cane uniti
nell’unico animale con sei zampe
con la testa in aria e il muso sull’asfalto
a passi lenti e lunghi
guardandomi intorno
svelti e corti
puntando in aria
a fiutare il mondo.

Un cane col suo uomo avrebbe voglia
di scappare e correndo ritornare
saltargli incontro
fuggire in mezzo ai prati
sentire la rugiada in punta al naso
inseguire le farfalle
tendere le orecchie
ai latrati lontani.

Ma camminiamo per le strade
inaridite dall’asfalto
uomo e cane silenziosi
nella luce dell’alba che disegna sui palazzi
rosse schegge di sole appena sorto
oltre le sbarre di vuoti condomini
e chiuso nei giardini accende
fiori sparsi
nell’umido sentore della terra.
E intanto lui attento insegue i suoi pensieri
sulle tracce smarrite di prede inesistenti
ed io dimenticandomi il futuro
coniugo il passato col presente
strozzato nelle gole delle strade.
E la città ci stringe il suo guinzaglio al collo
e ci sorveglia
con il suo sguardo armato
di triste disappunto.

Français

Ode au chien avec l’homme

“Tu ressembles à un chien
avec ce regard d’adolescent
brûlé de rage et de peur
quand tu tord tes yeux
pour ne pas me regarder en face.
– mon père me disait.
Un chien – il continuait
quand il m’a vu sourd
à ses jugements –
qui ne connait pas son maître. “
Donc j’ai aimé les chiens.
Chiens avec un regard triste, les chiens
aux oreilles tendues en signe d’attention
les chiens abandonnés
le chien qui avance son museau aux caresses
qui ferme les yeux et plie les oreilles
et vous rend heureux
qui est intimidé
avec la tête inclinée entre les jambes
en demandant une caresse
qui demande de la nourriture
en sautant autour
et qui arrache la nourriture
avec la morsure enragé par la faim.

Mais un petit bâtard fauve
est mon favori.
Comme tous les chiens qui n’ont pas d’histoire
Il est heureux d’avoir un homme en tant que compagnon
Il s’immagine d’etre un lion
fier de ne pas avoir grandi.
Et le matin, allons-y
homme et chien unis
dans le seul animal à six pattes
avec sa tête en l’air et son visage sur l’asphalte
en étapes lentes et longues
rapide et court
en reniflant le monde.

Un chien avec son homme voudrait
s’enfuir et en courant revenir
pour lui sauter dessus
s’échapper au milieu des prés
sentir la rosée au bout du nez
chasser les papillons
dresser ses oreilles
à les aboiements lointains.

Mais nous marchons dans les rues
homme et chien silencieux
à la lumière de l’aube qui dessine sur les bâtiments
les éclats rouges du soleil qui vient de se lever
au-delà des clôtures des jardin vides
et surs les pelouses il s’illumine
de fleurs éparpillées
dans le parfume humide de la terre.
Et entre tant il est attentif en poursuivant ses pensées
sur les traces perdues de proies inexistantes
j’oublie le futur
je conjugue le passé avec le présent
étranglé dans les gorges des rues.
Et la ville tient sa laisse autour de nos cous
et nous regarde
avec ses yeux armés
de triste déception.

English

Ode to the dog with the man

My father told me
“You look like a dog
with this teenage look
burned with rage and fear
when you twist your eyes
for not looking at me in the face.
A dog – he continued
when he saw me deaf
to his judgments –
who does not know his master. “
So I liked dogs.
Dogs with a sad look, dogs
ears stretched as a sign of attention
abandoned dogs
the dog that protrudes the snout at the caresses
who closes his eyes and bends his ears
and makes you happy
who is intimidated
with the head tilted between the legs
who asks for a caress
who asks for food
by jumping around
and who is tearing the food
with the bite enraged by hunger.

But a little tawny bastard
is my favourite.
Like all dogs that have no history
happy to have a man as a companion
he imagine himself to be a lion
proud not to have grown up.
And in the morning, let’s go
man and dog united
in the only animal with six legs
with his head in the air and his face on the asphalt
in slow and long steps
fast and short
sniffing the world.

A dog with his man would like
run away and run back
to jump on him
escape in the middle of meadows
smell the dew at the end of the nose
to chase butterflies
to raise one’s ears
to distant barking.

But we are walking on the streets
man and dog silent
in the light of the dawn that draws on the buildings
the red bursts of the sun that has just risen
beyond the bars of empty gardens
and on the lawns it lights up
of scattered flowers
in the moist perfume of the earth.
And while he attentively pursues his thoughts
on the lost tracks of non-existent prey
I forget future
I conjugate past with present
strangled in the gorges of the streets.
And the city holds its leash around our necks
and she looks at us
with his armed gaze
of sad disappointment.

George Floyd (Ita – Fr – Eng – Esp)

In ginocchio
sull’altare dell’asfalto
quale dio della vendetta stai invocando
che mi soffochi
stritolandomi il collo?

À genoux
sur l’autel d’asphalte
quel dieu de la vengeance invoquez-vous
pour qu’il me suffoque
en serrant mon cou?

On your knees
on the asphalt altar
what god of revenge are you invoking
for suffocate me
queezing my neck?

Arrodillado
en el altar de asfalto
¿a qué dios de la venganza estás pidiendo
que me asfixie
apretando mi cuello?

La tua mano sulla fronte (Fr – Eng – Esp)

foto di Paul Apal’kin

Passami la tua mano sulla fronte
affinché possa sognare
al di là delle macerie degli anni.

Lascia che sulle mie guance scenda
la rugiada delle tue lacrime e il tepore
dell’erba bagnata.

Passami la tua mano sulla fronte
la tua bocca rossa sulle labbra.
Donami il fuoco che mi bruciava la carne
e scaldava nel sangue
la nostalgia pagata a caro prezzo.

Fai scorrere sotto le palpebre
il fiume assordante delle memorie
e mi travolgano sino a morire.

Illuminami del tuo sorriso
di donna desiderata.

Annunciami la vita
al di là della cenere.

Ta main sur mon front

Passe-moi ta main sur mon front
pour que je puisse rêver
au-delà des décombres des années.

Laisse tomber sur mes joues
la rosée de vos larmes et la chaleur
de l’herbe mouillée.

Passe-moi ta main sur mon front
ta bouche rouge sur mes lèvres.
Donne-moi le feu qui a brûlait ma chair
et réchauffait dans sang
la nostalgie payée, à un prix élevé.

Glisse sous les paupières
le fleuve assourdissant des souvenirs
me submergeant jusqu’à ma mort.

Éclaire-moi avec le sourire
de femme désirée.

Annonce ma vie
au-delà de la cendre.

Your hand on my forehead

Run your hand on my forehead
so that I can dream
beyond the rubble of the years.

Let fall on my cheeks
the dew of your tears and the warmth
of the wet grass.

Run your hand on my forehead
your red mouth on my lips.
Give me the fire that burned my flesh
and warmed in blood
the nostalgia paid at a high price.

Slide under the eyelids
the deafening river of memories
and they overwhelm me until I die.

Enlighten me with your desired
woman’s smile.

Announce to me the life
beyond the ash.

Tu mano sobra mi frente

Pasa tu mano sobra mi frente
para que pueda soñar
más allá de los escombros de los años.

Deja que caiga en mis mejillas
el rocío de tus lágrimas y el calor
de la hierba mojada

Pasa tu mano sobra mi frente
tu boca roja sobra mis labios.
Dame el fuego que quemó mi carne
y calentado en sangre
la nostalgia pagada a un alto precio.

Deslizarse debajo de los párpados
el ensordecedor río de los recuerdos
y abrumarme hasta que muera.

Iluminame con tu sonrisa
de mujer deseada

Anunciame la vida
más allá de la ceniza.

Biblioteca (ITA – FR – ENG – ESP)

Li ho allineati tutti i miei amici di sempre
come alberi le cui radici penetrano
nelle caverne oscure
del mio esserne partecipe.
Danno voce a una fitta ramosità di parole
colme a volte di dolore
con la leggerezza di coloro che si sanno
impenetrabili al tempo.
Sorridendo e piangendo ai ricordi
alla luce della lampada tornano
dagli scaffali della mia memoria.

Bibliothèque

Je les ai alignés tous mes amis de toujours
comme des arbres dont les racines pénètrent
dans les grottes sombres
de mon en être partie.
Ils donnent la parole à une épaisse ramification de mots
parfois remplis de douleur
avec la légèreté de ceux qui se savent
impénétrables au temps.
Des étagères de ma mémoire
ils reviennent à la lumière de la lampe
souriant et pleurant au souvenirs .



Library

I lined them up all my friends ever
like trees whose roots penetrate
in the dark caves
of my to be part of it.
They give voice to a thick ramosity of words
sometimes filled with pain
with the lightness of those know
of to be impenetrable at the time.
In the light of the lamp they return
from the shelves of my memory
smiling and crying at the memories.



Biblioteca

Los alineé a todos mis amigos de siempre
como árboles cuyas raíces penetran
en las cuevas oscuras
de mi ser parte de ellas.
Dan voz a una gruesa ramificado de palabras
a veces llenas de dolor
con la ligereza de aquellos quienes saben
que son impenetrables a el tiempo.
Sonriendo y llorando a los recuerdos
a la luz de la lámpara regresan
de los estantes de mi memoria.

Agli occhi di enormi uccelli

Josef Czapski, Autoritratto

Nelle piazzette arse dal sole
all’ombra dei giardini nei cortili chiusi
tra le mura di case forate
come gli occhi di enormi uccelli
ai davanzali di finestre spalancate
rimbalzano
fra gl’incitamenti di popoli ammassati
sulle gradinate di un immaginario stadio olimpico
i palloni e le vostre grida.
Dove le mura s’incontrano ad angolo
e il vento sospinge la polvere
e vi raccatta le foglie
fragile come un rametto secco vi guardo
giocare amici e nemici.
La gioia dei vostri occhi non appartiene a nessuno.
Nascono amicizie silenziose
nel trionfo delle mani
che si urtano a palmi aperti con sorrisi franchi
senza distinzione di appartenenza
di popoli o di pelle.
Fioriscono rivalità come i colori delle magliette
e sogni di un grandioso futuro.
Poi nelle ombre della sera il cielo
chiude l’occhio cupo delle nuvole
e la città illumina con le sue pupille gialle
i vostri corpi eccitati.
Chiamati a uno a uno
dalle voci di stelle incastonate
nelle pupille degli enormi uccelli
si allentano i muscoli si sciolgono i corpi
tornano ciascuno
alla quiete anonima del proprio nido.

Torna la solitudine e la mia
disperazione.

Inventario

Ecco l’inventario della raccolta “Senza Trama“:

= 12 autoritratti tra sogni e incubi
= 19 canti d’amore (qualche volta amari)
= 5 favole strane che narrano l’umanità e il nostro modo di esistere
= 10 modi di amare il mondo con gli occhi dell’anima
= 6 incontri – alcuni ironici altri drammatici – con i grandi Poeti
= 9 ritratti delle vittime di questo mondo
= 5 ritratti di donne soggette alla violenza dell’uomo
= 6 poesie in cui si respira l’aria del congedo.

  • 72 poesie che vibrano di vita.