A sillabe in te

Alexander Daniloff, Gli innamorati, 2010

Alexander Daniloff, Gli innamorati, 2010

Le parole cresciute nel nido della mente

a sillabe incerte desiderose di cibo

volano lentamente in un cielo di nuvole

e si posano sui frutti maturi delle tue labbra.

Così le mie parole si fanno carne e sangue

bevono dai tuoi occhi sorsi d’infinito

cercano nelle tue braccia il candore delle mandorle

s’inebriano di sogni annegando nel tuo corpo.

Smarrito come in cielo svaniscono le ali

di uccelli che fuggono l’agonia del tramonto

nel solco profondo della tua anima inquieta

affondo le radici della mia solitudine.

Giunge la notte e la carezza del vento

semina di baci la tua pelle di muschio.

Nei suoni che le foglie pronunciano stormendo

alla luce tenera dei tuoi occhi d’autunno

ascolto la tua voce che pronuncia il mio nome.

Un sogno dedicato a chi non respira

Della brava Rebecca Lena

Racconti della Controra

farfalla lift off polaroid sx70 rebecca lena    E se abbracciandoci lentamente nell’attesa del tè decidessi di avvolgere il tuo collo intorno al mio di solleticarmi un po’ le guance con la tua barba di stropicciare il mio naso sopra il tuo mento ed immergere infine tutte le mie labbra dentro la tua bocca ma se assaporando il tuo morso delicato mi ricordassi all’improvviso di quella falena arancione con le sfumature scure proprio quella che pochi giorni fa provai a far uscire dalla finestra ma che s’impigliò dentro una folta ragnatela polverosa nella quale erano sospesi anche molti altri insetti alcuni vivi altri un po’ meno forse ripenserei a come tentai di sgrovigliarla con un lungo bastone e a come riuscì a farla cadere giù ma ad ali chiuse dritta nella mia bocca aperta che se ne stava là sotto e se dentro l’incredibile delicatezza delle tue labbra mi ricordassi di come la mia invece rimase…

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Nulla

Alberto Mangrovia, Ferito, 26/6/2015

Alberto Mangrovia, Ferito, 26/6/2015

Ora che hai consumato tutte le parole

come unghia spezzate su spuntoni di roccia

e il cuore gonfia a vuoto le vene del tuo sangue

girati intorno e guarda in basso

al di là dei tuoi piedi che scalciano nel vuoto

gli uomini felici di non aver detto nulla.

 

Nulla di sé o del mondo, nulla del dolore.

 

Ma forse nulla davvero andava detto