Covid- 19 del 24/03/2020

24032020

Nessun mio piacere accompagna la pubblicazione di questi versi. E non li avrei pubblicati se un dovere morale, assieme a un’esigenza interiore, non me lo avessero imposto.

.
Non ho morti da rimpiangere
ma persone svanite nel silenzio
che non concede una seconda
occasione d’incontrarli in altri luoghi.
Rimangono sospesi nel nulla
i sentimenti i volti le carezze,
le angosce dell’amore
i sorrisi i rancori e l’odio
che diventano segni come bandiere
sventolanti sulle torri
a guardia della nebbia in un mare senza vita.
Se tutto questo fosse morto
spereremmo
ma svanire è come il fumo
che esce dai comignoli della casa
abbandonata
o dalla bocca della donna amata.
Rimangono le immagini dei corpi e delle anime
delle stanze degli oggetti carezzati
delle finestre spalancate
degli occhi e del rosso delle labbra
che accompagnano
l’azzurro effimero delle nuvole.

L’airone video lettura (ITA – FR – ESP – ENG)

Airone-spicca-volo

In questo video ascolterete i suoni della lingua italiana attraverso la lettura affascinante e partecipata del carissimo amico Luigi Maria Corsanico.
Nei testi in lingua francese, spagnola, inglese avrete la possibilità di seguire il senso della poesia.
Grazie per l’ascolto e la lettura.

FR

Dans cette vidéo, vous écouterez les sons de la langue italienne à travers la lecture fascinante et participative de mon cher ami Luigi Maria Corsanico.
Dans les textes en français, espagnol, anglais, vous aurez l’occasion de suivre le sens de la poésie.
Merci d’avoir écouté et lu.

ESP

En este video escuchará los sonidos del idioma italiano a través de la lectura fascinante y participativa del querido amigo Luigi Maria Corsanico.
En los textos en francés, español e inglés, tendrá la oportunidad de seguir el significado de la poesía.
Gracias por escuchar y leer.

ENG

In this video you will listen to the sounds of the Italian language through the fascinating and participatory reading of the my dear friend Luigi Maria Corsanico.
In the texts in French, Spanish, English, you will have the opportunity to follow the meaning of poetry.
Thanks for listening and reading.

Le héron

Comme un nuage blanc dans la sérénité du ciel
la feuille se déplie sur le fond bleu clair.
Mes doigts dansent sur le clavier
au rythme lent des mots qui tracent
syllabes et ombres de ma vie.
Ils sautent de touche en touche
semblable au héron qui prend son envol vers un loin orient,
ils me détachent de l’opacité de l’étang.
Fatigué par l’angoisse de voler haut
sans bouger un seul muscle
il n’y a rien de blanc et de bleu
dans le ciel où je me lève.
Des éclairs silencieux dans les nuages gonflés de nombreuses voix
réunissant dans une chanson et dans l’image
qui recompose lentement les visages, les bouches d’amour,
lèvres, corps qui s’entrelacent
et reviennent à la vie
comme des cendres éparpillées sur les mots déjà écrits,
ils ont la force de secouer ma poitrine
avec leur mémoire martelant
les scénarios vécus
perdus et retrouvés.
Mes doigts se tendent
avec une mélancolie délicate
à la page tachée de rangs d’étoiles voyageant
comme la queue des comètes noires.
Ils les recherchent, ils les poursuivent.
Ils reviennent sur les touches
immobiles comme des hérons blessés.

 

La garza

Como una nube blanca en la serenidad del cielo.
la hoja se despliega contra el fondo azul claro.
Mis dedos bailan en el teclado
al ritmo lento de las palabras que trazan
sílabas y sombras de mi vida.
Saltan de un botón a otro
similar a la garza que vuela a un lejano oriente,
me separan de la opacidad del estanque.
Fatigado por la ansiedad de volar alto
sin mover un solo músculo
no hay nada blanco y azul
en el cielo donde me levanto
Rayos silenciosos en nubes hinchadas con muchas voces
reunidos en una canción y en la imagen
que lentamente recompone rostros, bocas de amor,
labios, cuerpos que se entrelazan
y volver a vivir
como cenizas esparcidas sobre las palabras ya escritas,
tienen la fuerza para sacudir mi pecho
con memoria palpitante
de escenarios vividos
Perdidos y encontrados.
Mis dedos se aprietan
con delicada melancolía
a la página manchada por filas de estrellas viajeras
como las colas de los cometas negros.
Los buscan, los persiguen. Vuelven a las llaves
inmóviles como garzas heridas.

 

The heron

Like a white cloud in the serenity of the sky
the sheet unfolds against the light blue background.
My fingers dance on the keyboard
to the slow rhythm of the words they trace
syllables and shadows of my life.
They leap from key to another
similar to the heron that takes flight to a far east,
they detach me from the opacity of the pond.
Fatigued by the anxiety of flying high
without moving a single muscle
there is nothing white and blue
in the sky where I rise.
Silent lightnings in clouds swollen with many voices
gathered in a song and in the picture
which slowly recomposes faces, mouths of love,
lips, bodies that intertwine
and come back to life
as ash scattered over the words already written,
they have the strength to shake my chest
with pounding memory
of lived scenarios
lost and found.
My fingers lean
with delicate melancholy
to the page stained by ranks of traveling stars
like the tails of black comets.
They look for them, they chase them. They return to the keys
motionless as wounded herons.

 

#iorestoacasaperte tu fallo per me (ITA – FR)

iorestoacasa

dal blog https://lellaj1005.wordpress.com/

“”Non è più un invito a restare in casa per non ammalarci, ma una richiesta di rispetto nei confronti degli altri e di noi stessi.””

Io scrivo poesie e non ho foto immediatamente disponibili per mostrare come impiego il mio tempo. In realtà in questi giorni “casalinghi” faccio quello che ho sempre fatto e con gli stessi ritmi: leggo, leggo, leggo… e scrivo.

Se chi mi legge volesse partecipare condividendo l’iniziativa sul proprio blog o su quello degli organizzatori (link sopra) legga il regolamento.

È un’iniziativa lodevole. Seguite il mio esempio.

#Jeresteàlamaisonpourtoi, tu le fais pour moi

“” Ce n’est plus une invitation à rester à la maison pour ne pas tomber malade, mais une demande de respect pour les autres et pour nous-mêmes. “”

J’écris de la poésie et je n’ai pas de photos disponibles immédiatement pour montrer comment je passe mon temps. En réalité en ces jours “à la maison” je fais ce que j’ai toujours fait et avec les mêmes rythmes: je lis, je lis, je lis … et j’écris.

Si ceux qui me lisent souhaitent participer en partageant l’initiative sur leur blog ou sur celui des organisateurs (ici le lien) peuvent lire le règlement.

C’est une initiative louable. Suivez mon exemple.

L’airone

 

Airone

Come una nuvola bianca nella serenità del cielo
il foglio si dispiega sullo sfondo celeste.
Le mie dita danzano sulla tastiera
al ritmo lento delle parole tracciano
sillabe e ombre della mia vita.
Saltano a grandi passi da un tasto all’altro
simili all’airone che spicca il volo verso un oriente lontano,
mi staccano dall’opacità dello stagno.
Affaticato dall’ansia di volare alto
senza muovere un solo muscolo
non c’è nulla di bianco e azzurro
nel cielo dove m’innalzo.
Lampi muti tra nuvole gonfie di tante voci
raccolte in un canto e nel quadro
che ricompone pian piano visi, bocche d’amore,
labbra, corpi che s’intrecciano
e tornano a vivere
come cenere sparsa sulle parole già scritte,
hanno la forza di squassarmi il petto
con martellante memoria
di scenari vissuti
perduti e ritrovati.
Le mie dita si tendono
con delicata malinconia
alla pagina macchiata da schiere di stelle in viaggio
come le code di comete nere.
Le cercano le inseguono. Tornano sui tasti
immobili come aironi feriti.

 

 

 

 

 

Ricordi? (Te souviens tu?)

Francine Van Hove

Francine Van Hove

À Ca. Sm.

La tua mano, ricordi? ha afferrato il coltello
ha seguito la traccia delle mie vene
ha lasciato scorrere il sangue.
Sono passati anni. Forse meno di quanti
il mio dolore crede.
Sono ancora vivo. Ti ricordi di me?
Il tempo passa ma la vanità resiste,
guarda allo specchio, non si ammira,
annega nel suo stesso sguardo.
Guarda il tempo e il tempo è immobile
come un gabbiano nell’azzurro.
Le nuvole che passano sono di un altro cielo
quello che provi a dimenticare:
lo specchio
che i tuoi occhi non vogliono vedere.
Le mani corrono al volto,
non sentono le rughe ma un sorriso mesto
tradisce la cecità della speranza.

.
Te souviens tu?

Ta main, te souviens tu? Elle a pris le couteau
A suivi la trace de mes veines
A laissé le sang couler.
Des années ont passé. Peut-être moins
Que ma douleur ne le croit.
Je suis toujours en vie. Te souviens tu de moi?
Le temps passe mais la vanité résiste,
Se voit dans le miroir, ne s’admire pas,
Se noie dans son propre regard.
Elle voit le temps et le temps est immobile
Comme une mouette dans le bleu.
Les nuages qui passent sont d’un autre ciel
Ce que tu essaies d’oublier:
Le miroir
Que tes yeux ne veulent pas voir.
Les mains courent vers ton visage,
Ne sentent pas les rides mais le sourire triste
Trahit l’aveuglement de l’espoir.

Dal Paradiso (ITA – FR)

Manichini-uomo-donnaweb

Chi li attende in cima alla salita i giovani, le ragazze,
bambini e adulti, vecchi ancora
certi di un’illusoria giovinezza?
Salgono e sembra che vadano in paradiso.
In fila ordinata immobili e silenziosi
due si tengono per mano
una si gira e sorride al compagno
un gradino più in basso.
Visi attenti sguardi che vagano
sui campi sconfinati dei desideri
scintillanti come astri che accecano.
Salgono con la voglia di toccare
un’illusoria libertà, di sentirsi immersi
nella felicità del mondo.
Salgono e incrociano coloro che scendono
sulla scala mobile a fianco.
Scendono ma non credono nell’inferno. Tornano
semplicemente sulla terra.
Hanno negli occhi l’incanto
delle cose poco prima sfiorate prese in mano provate
liberi forse di lasciarle dove stanno.
Cellulari multifunzione
per fotografare, giocare,
per amare ed essere amati,
chattare, maledire e sentirsi maledetti.
Abiti eleganti pantaloni alla moda
che disegnano le forme,
gonne ariose che si stringono ai fianchi,
scarpe con tacchi che snelliscono le gambe,
camicette che avvolgono i seni
e li mostrano più nudi e orgogliosi,
maglioni per toraci di uomini veri,
pantaloni per maschi che non devono chiedere,
creme per il viso le mani la pelle
per sfamare milioni di microrganismi,
oggetti per la casa che scintillano,
mettono ordine, salvano lo spazio
abbigliamenti intimi dai colori lievi
come petali che nascondono
i sessi inesistenti dei manichini e risvegliano
il piacere d’essere spogliate, di toccare
il corpo dell’amata.
Scendono. Negli occhi il clamore dei desideri.
Tra le dita ancora
le impalpabili sensazioni, l’allegria del disordine
armonioso dei colori.

Tornano da un infernale paradiso.

.
Du paradis

Qui les attend au but de la montée, les jeunes, les filles,
les enfants et les adultes, les âgés encore
sûrs d’une jeunesse illusoire?
Ils montent et semblent aller au paradis.
En rang, alignés, immobiles et silencieux
deux se tiennent par la main
une se tourne et sourit à son copain
une marche plus en bas.
Visages attentifs, regards errants
sur les champs illimités de désirs
brillants comme des étoiles qui aveuglent.
Ils montent désirant de toucher
une liberté illusoire, de se sentir plongés
dans le bonheur du monde.
Ils montent et croisent ceux qui descendent
par l’escalier roulant à coté.
Ils descendent mais ils ne croient pas en l’enfer. Simplement
ils reviennent sur la terre.
Dans leurs yeux il y a l’enchantement
des choses qu’ils ont effleurées, prises en main, essayées,
libres peut-être de les laisser où elles sont.
Smartphones multifonctions
pour photographier, jouer,
aimer et être aimé,
bavarder, maudire et se sentir maudit.
Vêtements élégants pantalons à la mode
qui dessinent les formes,
jupes évasées qui se resserrent au niveau des hanches,
chaussures à talons amincissant les jambes,
chemisiers qui s’enveloppent autour des seins
en les montrant plus nus et fiers,
chandails pour la poitrine des vrais hommes,
pantalon pour les garçons qui n’ont pas à demander,
crèmes pour le visage, les mains, la peau,
pour nourrir des millions de micro-organismes,
articles ménagers qui scintillent,
ramènent l’ordre, économisent l’espace.
Sous-vêtements aux couleurs délicates
comme des pétales qui cachent
les sexes inexistants des mannequins et éveillent
le plaisir d’être dépouillée, de toucher
le corps de la bien-aimée.
Ils descendent. Dans les yeux, la clameur des désirs.
Entre les doigts encore
les sensations impalpables, la joie du désordre
harmonieux des couleurs.

Ils reviennent d’un paradis infernal.

 

 

La preda

Maddalena-bambina

Adesso che non t’inarca il desiderio
come un ramo teso di frutti al mio piacere,
sulla squallida branda ricoperta
di vesti abbandonate,
ansimi ad occhi chiusi
e la tua pelle d’ambra spande
profumi di muschio e d’avana.

Tra le pareti della triste stanza,
chiuso nel mio silenzio
bevo il vino amaro
nel cielo delle tue ginocchia.
Sei la fonte di baci a cui disseto il cuore,
sei la preda sacrificale che il furore
immola in una cieca caccia alla vita.
Trafitto da un dolore antico
all’impeto delle gioie cupo altaleno
sensi di fallimento e aridi rancori.

Insaziabile preda, ami
con ferocia
i miei tormenti
e cedi senza tremori né rimpianti
al mio crudele modellare gli armoniosi
misteri del tuo corpo.

Sarai preda domani d’altri uomini
ciechi di piacere, che ignoreranno
come ti acquatti stretta nella tua memoria
per sottrarre allo scempio la speranza.

Ora muta raccogli i capelli sulla nuca
e del corpo ergi la splendente grazia
della giada scolpita.
Sorridi e interroghi il mio viso.

Dischiudi come un fiore
le tue labbra di sangue,
e torni alla mia guancia. Maddalena bambina
con un bacio d’amore.

da “Formule dell’anima”, Edizioni Caffè Tergeste, 2011

Senza Trama

Acquistabile su Amazon

Senza-trama-copertina-x-blo

Non sono un poeta dell’amore, lo so. Come so che coloro che lo cantano (se bravi, se veri poeti) non fanno illudere che l’amore duri in eterno. E perciò ne cantano la sensualità. Altrimenti ne cantano la nostalgia. Perché l’amore per l’essere amato in poesia non può essere che nostalgia o amore spirituale e delicato. Ma in quest’ultimo caso non fa storia, non si fa notare, non suscita voglie e desideri.

Nella mia raccolta dal titolo Senza Trama , di prossima pubblicazione,  non mancano, come nelle precedenti pubblicazioni, versi che celebrano l’amore visionario e innocente, come in Guardo le stelle una a una:

Guardo le stelle una a una
come fossero le tue labbra di statua
che posano con dolcezza sulla mia bocca
la rosa solitaria della tua bocca. [… ]

Come non mancano poesie che celebrano l’amore carico di eros, come nei versi di I cancelli del giardino:

Al tuo fianco è caduto un frutto
umido di rugiada o di silenzioso pianto.
La sua polpa un grumo di sangue
che scorre vergine tra le tue gambe.
Ti sei donata al mio amore
come tra le braccia di un sogno. [….]

oppure ancora di pura sensualità nei versi di La tua bocca mi chiama:

Penetro nel tuo corpo
come in una notte stellata
I tuoi seni mi guidano
verso mandorli in fiore
La tua bocca mi chiama [….]

Nei versi appena citati si nota già la natura come strumento di similitudine e condivisione, che dona consistenza a sensazioni e sentimenti esattamente come fa il pittore quando ritrae scenari naturalistici: riesce a farlo senza rappresentare l’apparenza, ma affidando tutto il suo sentimento a un linguaggio nel quale a prevalere è la pura espressione simbolica di ciò che vede e sente interiormente.
Un esempio ne siano alcuni versi della poesia L’essere albero:

[….]Mi attendo che almeno gli alberi si stacchino da terra e si rifugino
dentro le nuvole profumate come i giardini di Kolymbetra.
Ma alzano solo il capo restano avvinti al suolo
rinunciano al movimento per resistere
alla furia del vento. Così grandi e puri
fanno fremere la natura quando fioriscono.
La loro sorte non è simile alla nostra? [….]

È mia convinzione d’aver costruito la mia poetica, e per conseguenza questa raccolta, con lo stile della narrazione lirico-emotiva, in cui la precisione del fraseggio e l’incisività delle immagini hanno la forza di amplificare l’immediatezza espositiva delle poesie e di facilitarne la condivisione, quella più intima e vera, spalancando le porte di una stanza adorna di suoni, colori, profumi, ma soprattutto di verità.

Ne sono scaturiti versi di fronte ai quali si proverà il desiderio di fuggire dal dolore e dal destino, ma si intuirà che è anche possibile vivere la propria dignità senza chiedere soccorso né commiserazione.

Attraverso i sentieri poetici tracciati si scoprirà con stupore la capacità di questi versi di scavare nel fondo dell’animo e di aiutare a ritrovare il sé smarrito nelle trappole delle ovvietà quotidiane.

“Soltanto la poesia, dice Ungaretti, – l’ho imparato terribilmente lo so – la poesia sola può recuperare l’uomo, persino quando l’occhio si accorge, per l’accumularsi delle disgrazie, […. ] che l’uomo è molto meno regolato dalla propria opera che non sia alla mercé dell’Elemento.”

Creazione

creazioneweb

Con le parole ho fabbricato valli e monti,
la terra ho ricoperto con i prati
levigato le sponde ai fiumi sonnolenti
le ho scolpite ruvide e scabrose
ai torrenti irosi.

A sillabe irripetibili ho intrecciato
l’armoniosa trapunta di fiori variopinti
e a bombi e api ho regalato il suono
sordo e vibrante delle consonanti.

Alberi centenari rivestiti di germogli
affondano le radici nelle mie parole
e vocali sonore pendono dai rami
come frutti maturi da raccogliere.

Nelle grotte segrete della terra
i miei colori inaccessibili alla luce
in armonia disciolgono parole
e le trasformano in  fontane fragorose.

 

da “Formule dell’anima”, Edizioni Caffè Tergeste, 2011