L’urto impetuoso di un bacio

cesare-pavese e costance divisi

elaboraz. di foto tratta dal blog di AntonellaLalloLife

A Cesare Pavese

I

22/03/1950

Verrà la morte e avrà i tuoi occhi
grandi profondi
verdi come il mare in cui s’immerge la scogliera.
Tu le hai dato il tuo sguardo
perché lei è cieca immobile e attende
che le maree le vengano incontro.
L’abbracciano con furia, vi lacerano contro
una ad una le loro onde.
È lei che si scaglia all’improvviso
contro la tua nudità. Contro la nudità della speranza
che sola si piega davanti allo specchio
e vede alle spalle le onde risucchiare nel gorgo
tutti i dolori taciuti, tutte le parole vane, tutto ciò che si è perduto.
Ritornano la memoria e le angosce
che ti camminano accanto come la donna scalza
che ha in gola un sorriso aspro di ruggine al sole
e tiene per mano un ragazzo
vergognoso di sognare giorno e notte
una vigna e un bosco che oscura
il cuore di mezza collina.
Nei loro sguardi opachi ci sono tutte le cose
che dovranno accadere.

II

27/08/1950

Così i tuoi occhi si aprivano e nasceva in te
una tenera intimità con la notte e la terra nuda
dove lei passava leggera come rondine o nube.
L’hai chiamata ed è giunta
con gli occhi piccoli e stretti come lame di coltello,
oscuri come gli angoli di una stanza buia
e la bocca nera del sonno che ti morde alla tempia
con l’urto impetuoso di un bacio.
Eccola dunque l’amata
col suo passo leggero che chiude il dolore.
Ti ha teso le braccia e culla il tuo corpo indolente
come un tronco abbandonato alla speranza
ora che hai raggiunto nel forte dell’agosto
la città semivuota e le colline intorno
al di là della pianura fumosa..

22/03/1950 data in cui Pavese scrisse la poesia ” Verrà la morte e avrà i tuoi occhi”

27/08/1950 data in cui Pavese “con l’urto impetuoso di un bacio” si è tolta la vita.

Fotografia di mio padre

il bevitorerit

Albert Anker, Il bevitore, 1907

Italiano  Français  English

Sono rimasto al tavolo tutta la mattina,
le mani si muovevano avanti e indietro sul bianco
infinito della pagina mentre cercavo di rievocare
quello strano uomo che dicevano mio padre.
Chiuso nella mia stanza illuminata appena
dal grigio del cielo lo ricordo ancora bene
come fosse nato vecchio e poi ogni anno più giovane
con la caparbia crudeltà sul volto e lo stupore
di chi ha davanti la vita. Una vita di sogni e di progetti,
di buon vino da vendemmiare ancora
nelle sue campagne piene d’aria, d’animali al pascolo
e del verde profumo dei limoni.
Un vino da bere e declamare assieme
a quelle donne e armi arrugginite
del Tasso e dell’Ariosto
e tra gli amori di Dante a voce altissima.
O nel silenzio delle sere davanti a un cielo stellato,
gustare il rosso in quel bicchiere rubato in gioventù a un’osteria
con un mazzo di carte in mano
per giocare una partita con me, il suo ragazzo.

Al suo fervore testardo di vincere l’avversario
mi perdevo in sogni di disperazione. E adesso lo ricordo
morto come un bambino che sorride nel sonno
da solo ai suoi giocattoli
dimenticato nella culla dai vecchi genitori
che gli hanno lasciato distratti una lucina accesa
per la notte e hanno chiuso la porta alle loro spalle.

Français

Photographie de mon père

Je suis resté à la table tout le matin,
les mains se déplaçaient d’avant en arrière sur le blanc
infini de la page pendant que j’essayais de me rappeler
l’homme étrange dont on disait qu’il était mon père.
Fermé dans ma chambre à peine éclairée
par le gris du ciel je m’en souviens encore
comme mon père est né âgé et puis chaque année plus jeune
avec la cruauté obstinée sur le visage et l’étonnement
de celui qui a la vie avant lui. Une vie de rêves et de projets,
de bon vin à récolter dans sa campagne
plein d’air, des animaux au pâturage et de l’odeur
verte des citrons.
Un vin à boire et déclamer ensemble à ces femmes
et les armes rouillées de Tasso et Ariosto
et parmi les amours de Dante à très haute voix.
Ou dans le silence des soirées devant un ciel étoilé,
goûter le rouge dans ce verre volé en jeunesse dans une auberge
avec un jeu de cartes en main pour jouer
avec moi, son petit garçon.
À sa ferveur obstinée de vaincre l’adversaire
Je me perdais dans mes rêves de désespoir. Et maintenant je m’en souviens
mort comme un petit enfant qui meurt dans son sommeil
en souriant seul à ses jouets
oublié dans le berceau par les vieux parents
distraits qui l’ont laissé avec une lumière allumée
pour la nuit et ils ont fermé la porte derrière eux.

English

Photograph of my father

I stayed at the table all morning,
hands moved back and forth on the page
infinitely white while I was trying to remember
the strange man who was said to be my father.
Closed in my barely lit room
by the gray of the sky I still remember
like my father was born old and then every year younger
with stubborn cruelty on the face and astonishment
of him who has life before him. A life of dreams and projects,
good wine to harvest in his campaign
full of air, grazing animals and smell
green lemons.
A wine to drink and declaim together
to these women and rusty weapons
of Tasso and Ariosto
and of Dante’s loves very loudly.
Or in the silence of evenings in front of a starry sky,
taste it in this stolen glass in youth to an inn
with a deck of cards in hand for to play
with me, his little boy.
To his stubborn fervour to win the opponent
I lost myself in my dreams of despair. And now I remember
dead as a little child who smiles in his sleep
alone to his toys
forgotten in the cradle by old parents
distracted who left him with a little light on
for the night and they closed the door behind them.

Il fuoco dei miei anni

Di te mi porto il vanto

Nella versione in francese e inglese. In the French and English version. Dans la version française et anglaise.

 

Française

Le feu de mes années

Je me vante de vous
qui avez été à coté de moi
– avec votre âme –
qui m’avez aimé celle nuit.

Je me vante de vous
qui m’avez donné dans votre corps
– rougissait la lune à l’horizon –
le feu de mes années.

Vantez-vous de moi
vous avez fait tombé mon corps
– les étoiles étaient plus lumineuses –
au fond du paradis de votre corps.

English

The fire of my years

I’m proud of you
you were next to me
– with your soul –
you loved me in one night.

I’m proud of you
I found in your body
– blushed the moon on the horizon –
the fire of my years.

You are proud of me
you made my body fall that night
– The stars were brighter –
deep in the paradise of your body.

La memoria smarrita

Colorful beach huts

Spiaggia di Brighton (dal Web)

 

A mezzanotte si è scatenata una tempesta
di tuoni di lampi di pioggia
come se il cuore del cielo si volesse squarciare.
Adesso è l’alba e il cielo è grigio
d’una ferita che sembra un ricordo.
Ho voglia di restare a dormire
per non vedere un altro giorno che zoppica
lungo quella strada che lo conduce
alla bocca vorace della notte.
Rimanere sul letto ad occhi chiusi
creare un ponte tra la notte appena trascorsa
e quella che verrà e sentire il fiume
monotono e informe delle ore che stagnano
sotto le palpebre.
Invece sono in piedi a dirmi che nel mondo adesso,
tutti stanno in piedi a muoversi a produrre,
a vivere come fossero i padroni di quelle ore.
E anche io che non sono malato,
non ho il diritto di stare a poltrire.
Pensieri come il cielo grigio di questa mattina
in attesa dell’estate che spazzerà via le nubi
e dappertutto spalmerà l’azzurro,
un azzurro che si confonderà col mare
si accorderà con il biondo della spiaggia
renderà brillanti tutti i colori
e sarà un invito alla felicità al desiderio
di restare immobili, stesi sui lettini
come cadaveri sognanti.
E sognando ci alzeremo,
ci tufferemo tra le onde, tra le braccia degli amici
tra le braccia dell’amata.
Con gridi e risate spingeremo in là la notte.
La notte in attesa dei nostri corpi stanchi,
della nostra memoria smarrita.

Français

La mémoire égarée

Après minuit, une tempête a éclaté
de pluie de tonnerres d’éclairs
comme si le cœur du ciel voulait se déchirer.
Maintenant c’est l’aube et le ciel est gris
d’une blessure qui ressemble à un souvenir.
Je veux continuer à dormir
pour ne pas voir un autre jour qui boite
le long de cette route qui le mène
à la bouche vorace de la nuit.
Rester sur le lit les yeux fermés
créer un pont entre la nuit qui vient de passer
et celle qui arrivera pour entendre la rivière
monotone et sans forme des heures qui stagnent
sous les paupières.
Mais je me lève et me dis que dans le monde maintenant,
tout le monde se lève et se met à l’œuvre pour produire,
pour vivre comme s’ils étaient les maîtres de ces heures.
Et moi aussi je ne suis pas malade,
je n’ai pas le droit de paresser.
Des pensées comme le ciel gris de ce matin
en attendant l’été qui effacera les nuages
et partout étalera le bleu,
un bleu qui se mélangera avec la mer
s’harmonisera avec le blond de la plage
rendra toutes les couleurs brillantes.
Ce sera une invitation au bonheur au désir
de rester immobile, allongés sur les lits
comme des cadavres rêveurs.
Et en rêvant nous nous lèverons,
nous plongerons dans les vagues, dans les bras des amis
dans les bras de l’aimée.
Avec des cris et des rires nous pousserons la nuit.
La nuit qui attend nos corps fatigués,
notre mémoire égarée.

English

The memory lost

After midnight, a storm broke
of rain of lightning of thunders
as if the heart of heaven wanted to tear.
Now it’s dawn and the sky is gray
an injury that looks like a memory.
I want to continue sleeping
to not see another day that limp
along this road that leads him
to the voracious mouth of the night.
I stay on the bed with your eyes closed
to create a bridge between the night that just passed
and the one that will arrive to hear the river
monotonous and formless of hours that stagnate
under the eyelids.
But I get up and tell myself that in the world now,
everyone gets up and goes to work to produce,
to live as if they were the masters of those hours.
And I too am not sick,
I do not have the right to idleness.
Thoughts like this morning’s gray sky
waiting for the summer that will erase the clouds
and everywhere will spread the blue,
a blue that will mix with the sea
will harmonize with the blond of the beach
will make all colors brilliant.
It will be an invitation to happiness to desire
of stay still, lying on the loungers
like dreamy corpses.
And dreaming we will rise,
we will dive in the waves, in the arms of friends
in the arms of the beloved.
With shouts and laughter we will push the night.
The night waiting for our tired bodies,
our memory lost.

Il sogno che rende felici

vincent_van_gogh_campo_di_grano_rifatto

da “Campo di grano con corvi” di Van Gogh (m.c.)

Mi sono guardato intorno. Era un giorno
colmo d’azzurro e le montagne porgevano le gole
all’alito fresco del vento.
Dietro i vetri ho atteso che fosse svanita
la profonda tristezza che incupiva i miei occhi
e sono uscito a cercare il sogno
che dona la felicità.
Giunto sui campi ho guardato
la campagna e il cielo. Tutto era bello.
Tutto era immerso in una luce pura e fredda.
Attraversavo con passo solenne le spighe
alte e mature. Ho perso il senso
dello spazio e del tempo.

Adesso ero un cieco.

Ho sentito nella nebbia del sogno un sibilo sconosciuto,
un serpente che striscia ai piedi di un tronco sbiancato
e avvinghia un nido tremante di piccoli,
o un treno che ha smarrito il suo solco e si perde
fremendo tra il grano alto della campagna.
Un nero e un giallo nelle immagini cresciute nel sogno.
Un nero sempre più nero
anche se si allontana all’orizzonte
e un giallo di spighe
che tinge il grigio di nuvole sulle montagne.
I colori mi accecano come pugnali nelle pupille.
O sono quei giorni che strisciano con l’andatura obliqua
verso la preda dei sentimenti?
O il solco lasciato dal treno nel cuore del grano
come la ruga incisa sulla fronte dal tempo?
Mi guardo intorno e capisco che dietro
le immagini si nasconde il pensiero
di quel che è giusto o sbagliato, il dovere, i ricordi,
la tenerezza delle speranze, il timore di morte. Tutte le cose
che speravo sparissero con la mia cecità.

Finché il serpente non è strisciato ai miei piedi.