Dov’è Dio anche se non esiste?

Fernando Pessoa letto da
Luigi Maria Corsanico

John-Isaacs, The Architecture of empahty

Introduzione all’ascolto di Marcello Comitini.

Immagino Pessoa che scrive con la pipa tra le labbra nella sua confortevole stanza, e mentre scrive pensa che tutto ciò che gli sta intorno non esiste. Ma è lui che lo cancella e nel cancellarlo si fa il dono del vuoto, che gli permette di vedersi nudo e indifeso e spesso offeso dalla realtà da cui si sente aggredito.
Non è la realtà che lo aggredisce ma quella condizione, spesso maledetta, che condanna tutti i poeti a vedere, con occhi esasperati dalla propria sensibilità, ogni cosa incastonata nella propria transitorietà, destinata a finire, e che nulla di ciò che li circonda è puro, di quella purezza che solo un animo sensibile desidera al di là di ogni possibile realtà.
Quando poi l’idea di Dio e della sua eternità immutabile, diventano per il poeta la chiave che spalanca la porta del sognare e del piangere, allora l’uomo-poeta si accorge del proprio bisogno più intimo di sentirsi orfano per poter accrescere il sogno di essere amato. Ma anche per ipotizzare un universo talmente immenso da contenere indistintamente tutti i propri sogni e i propri incubi, e per l’eternità smarrirvisi.
Questo prendere coscienza della propria contraddittorietà, crea una frattura – come la sente Pessoa – tra l’uomo che ogni giorno gioca con i suoi gingilli (tecnologici, hobbistici, idealistici, artistici o semplicemente affettivi – nell’ottica in cui li percepisce il poeta) e l’uomo che si accorge, anche solo per un attimo, del proprio trastullarsi, mentre è in realtà alla ricerca dell’amore e dell’essenza della vita.
Ma questo amore e questa essenza si potranno mai raggiungere?
Allora Dio, lui che avrebbe il potere di consolare permettendo il soddisfacimento dell’anelito umano, ha lo stesso potere del vento che, malinconicamente si dissolve come si dissolvono tutte le aspirazioni a cui tende l’uomo.

su Youtube

https://youtu.be/MXnqHP_wn0E

Sul Blog di Luigi Maria Corsanico

Rua Garrett

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Una delle più avvincenti letture all’unisono con le immagini del video di Luigi Maria Corsanico!!

Sono convinto che non è possibile offrire agli ascoltatori un video più affascinante di questo, sia per la  voce di Luigi  di cui ormai conosciamo e ammiriamo la profondità, sia per le immagini che vibrano di vita come la sua lettura e liberano il nostro amato Pessoa dalla gabbia di “bronzo che m’imbalsama il corpo”!! E come autore di questi versi confesso che la vita che Luigi ha  reso a Pessoa, l’ha resa anche alla mia poesia!

Il mio grazie va inoltre a Marino Pancheri , blogger di  https://etadellainnocenza.wordpress.com/
che mi suggerito di scrivere qualcosa su Rua Garrett

Seduto da solo al tavolino del bar
senza ambizioni né desideri
triste e quieto penso
alle sale d’attesa piene di sogni altrui
e le ricopio in versi sul foglio del mio pensiero.
Nelle lunghe giornate di sole seguo
il vostro passarmi accanto
come vigili mummie dai visi riarsi,
le ragazze con le labbra assetate d’amore
che ridono eternamente giovani
e i bambini vocianti che mangiano un gelato alla fragola.
Ma in fondo alla strada
è il vento lieve come una farfalla
che mi porta il profumo della natura
e un interminabile tramonto
nel susseguirsi delle stagioni.
In compagnia del silenzio sento
il lento scrosciare della pioggia sul selciato
e nella notte sotto lo sguardo muto dei lampioni
il sonno delle vetrine sbarrate dalle serrande
mi ricorda come sono stati i miei anni.
Nulla intorno mi distrae dal pensare
alle speranze ingannatrici del mio passato
ai sogni inutili di un futuro immaginato.
Il vecchio Ribeiro che mi sta di fronte
sul suo alto monumento di marmo
si compiace delle sue trovate argute
e si congeda con un sorriso ironico.
Quando il sole brilla pesante nell’azzurro
qualcuno sorridendo mi siede accanto
finge di conversare con me e mi chiede
come mai le mie parole ardono ancora
tra incanto e cupa contemplazione.
Con il braccio poggiato sul tavolino taccio
come una cosa dimenticata
che vede in sé stessa
la disperazione del nulla.
Prima di allontanarsi mi stringe la mano
sospesa tra il cuore e la mente come un airone
che porta via i sentimenti
verso un cielo dove si mescolano
illusioni e dolore.
Non posso guardarvi negli occhi
e se potessi vi guarderei senza vedervi.
E se vi vedessi quanto lontano
sarei dai vostri pensieri!
Nel bronzo che m’imbalsama il corpo
con l’immobile parvenza di vita
il mio cuore paziente
come il ragazzo che spesso ho rimpianto
palpita ancora per vendicarsi
d’averlo negato con la stessa passione
con cui si nega Dio.
Mi levo l’ampio cappello augurandovi
buon sole e la pioggia se necessaria

Marcello Comitini – La foglia rimasta a mezz’aria (video lettura)

Ed ecco la lettura di Luigi Maria Corsanico, la cui voce, ormai tutti lo sappiamo dona linfa vitale alle parole dei poeti.
Amici, voi che avete già letto il testo, ascoltate questa lettura e, ascoltandola, volerete come la foglia e vi accorgerete come sia bello non rimanere più a mezz’aria.

https://youtu.be/EoNcuRkEVsc

Letture/Lecturas

Marcello Comitini
La foglia rimasta a mezz’aria© 2019

Lettura di Luigi Maria Corsanico

Lucas Cranach il Vecchio, Eva, 1528
Firenze, Galleria degli Uffizi

Erik Satie: Gymnopedie No 1
Mate Palhegyi – flute
Balazs Kantor – cello
Szilvia Elek – piano

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Dopo interminabili piogge
ha il tepore della primavera
questa bellissima giornata di dicembre.
Sul ramo di fronte alla mia finestra
si è posato un uccello colore delle onde
quando il mare è sconvolto dalla bufera.
Trema. Non ha becco né artigli.
Con il suo canto di angelo
sì crede capace di incantare la luna
di placare il vento, di spartire le acque
di dare vita alle pietre,
di sollevare le montagne più in alto.
Ma quando spalanca la bocca è solo un lamento
che attraversa i vetri della mia finestra.
Una giovane donna grassa e infelice
vestita di un nero più simile al grigio
passa sotto il suo…

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Senza Trama

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Non sono un poeta dell’amore, lo so. Come so che coloro che lo cantano (se bravi, se veri poeti) non fanno illudere che l’amore duri in eterno. E perciò ne cantano la sensualità. Altrimenti ne cantano la nostalgia. Perché l’amore per l’essere amato in poesia non può essere che nostalgia o amore spirituale e delicato. Ma in quest’ultimo caso non fa storia, non si fa notare, non suscita voglie e desideri.

Nella mia raccolta dal titolo Senza Trama , di prossima pubblicazione,  non mancano, come nelle precedenti pubblicazioni, versi che celebrano l’amore visionario e innocente, come in Guardo le stelle una a una:

Guardo le stelle una a una
come fossero le tue labbra di statua
che posano con dolcezza sulla mia bocca
la rosa solitaria della tua bocca. [… ]

Come non mancano poesie che celebrano l’amore carico di eros, come nei versi di I cancelli del giardino:

Al tuo fianco è caduto un frutto
umido di rugiada o di silenzioso pianto.
La sua polpa un grumo di sangue
che scorre vergine tra le tue gambe.
Ti sei donata al mio amore
come tra le braccia di un sogno. [….]

oppure ancora di pura sensualità nei versi di La tua bocca mi chiama:

Penetro nel tuo corpo
come in una notte stellata
I tuoi seni mi guidano
verso mandorli in fiore
La tua bocca mi chiama [….]

Nei versi appena citati si nota già la natura come strumento di similitudine e condivisione, che dona consistenza a sensazioni e sentimenti esattamente come fa il pittore quando ritrae scenari naturalistici: riesce a farlo senza rappresentare l’apparenza, ma affidando tutto il suo sentimento a un linguaggio nel quale a prevalere è la pura espressione simbolica di ciò che vede e sente interiormente.
Un esempio ne siano alcuni versi della poesia L’essere albero:

[….]Mi attendo che almeno gli alberi si stacchino da terra e si rifugino
dentro le nuvole profumate come i giardini di Kolymbetra.
Ma alzano solo il capo restano avvinti al suolo
rinunciano al movimento per resistere
alla furia del vento. Così grandi e puri
fanno fremere la natura quando fioriscono.
La loro sorte non è simile alla nostra? [….]

È mia convinzione d’aver costruito la mia poetica, e per conseguenza questa raccolta, con lo stile della narrazione lirico-emotiva, in cui la precisione del fraseggio e l’incisività delle immagini hanno la forza di amplificare l’immediatezza espositiva delle poesie e di facilitarne la condivisione, quella più intima e vera, spalancando le porte di una stanza adorna di suoni, colori, profumi, ma soprattutto di verità.

Ne sono scaturiti versi di fronte ai quali si proverà il desiderio di fuggire dal dolore e dal destino, ma si intuirà che è anche possibile vivere la propria dignità senza chiedere soccorso né commiserazione.

Attraverso i sentieri poetici tracciati si scoprirà con stupore la capacità di questi versi di scavare nel fondo dell’animo e di aiutare a ritrovare il sé smarrito nelle trappole delle ovvietà quotidiane.

“Soltanto la poesia, dice Ungaretti, – l’ho imparato terribilmente lo so – la poesia sola può recuperare l’uomo, persino quando l’occhio si accorge, per l’accumularsi delle disgrazie, […. ] che l’uomo è molto meno regolato dalla propria opera che non sia alla mercé dell’Elemento.”

“Broccato prezioso” recensione di Giuliana Sanvitale

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Giuliana Sanvitale

Una lettura in anteprima della Poetessa Giuliana Sanvitale
della silloge ancora inedita «Ritorno: un romanzo senza trama».

Immergersi nella lettura dei versi di Marcello Comitini è come scivolare lentamente tra i fondali di un mare che ti abbraccia e ti seduce con la varietà cromatica dei suoi doni. Nostalgia per un Paese abbandonato sua sponte e da cui al contempo si sente abbandonato, o meglio non riconosciuto. Una Catania e una sicilianità che danzano tra i versi, si fanno prepotenti in alcune liriche, declinano malinconicamente in altre.
Nostalgia per l’amore di donne la cui presenza-assenza ancora affascina, pur nella consapevolezza che non le amerebbe più come in passato ché il Tempo ha deposto la sua patina su tutto e infine si rincorre solo il ricordo spesso idealizzato dei nostri giorni giovani.
Tra madrepore, coralli, relitti di antichi velieri appaiono scrigni ricolmi di versi di autentica poesia, offerta attraverso metafore originali di alta ispirazione poetica. Versi che trasudano spesso una sensualità quasi tangibile, mai tuttavia banale o volgare.
Poesia, quella di Marcello Comitini, non sempre di facile lettura ( nel senso che non ama uno sguardo superficiale e/o distratto), profondissima nei sentimenti, densa di emozioni. Poesia che si avvale di perfezione stilistica, che assembla le parole in un’opera che avvince anche quando il sentimento sanguina e si crogiola nel suo dolore, conscio dei limiti umani tra cui si imbozzola ripetutamente, persuaso che la perfezione è a volta lontana e l’ascesa crea troppa sofferenza.
Poesia che stilla verità da ogni sillaba, una verità cui il Poeta ha confezionato un abito di broccato finissimo e prezioso.
12/04/2019

Giuliana Sanvitale