Fumo

fumatore-giovane-di-sigaro

Aspiro lentamente il sigaro
In questa interminabile giornata.
I pensieri mi rugano la fronte.
Il fumo vola verso il cielo.
Guardo la disperazione del sole
soffocato dalla sua
imperturbata eternità.
Nel mio piccolo mondo
la cenere ricopre tutto
con il suo velo polveroso di ricordi.
Involontariamente la mia mano
spolvera via la cenere
ma tra le dita rimangono le tracce
dei pensieri andati in fumo.

Dettagli – Détails – Details – Detalles

Annunciazione-tre-figure

I quadri li capisco a partire
dai dettagli della mia vita.
Per questo nel trittico di Mèrode
mi sono pensato come un angelo
che a tutte le ragazze vestite di rosso
annuncia la passione del proprio amore.
Nessun bambino e nemmeno una colomba
mi vengono mai in soccorso
ma lasciano sulle mie spalle
il peso delle loro croci.
Tanti saggi lavoratori del legno
forse autori di quelle croci
costruiscono trappole per topi e scatole per esche
che mi sottraggono le ragazze.
Il mio abito d’ogni giorno mi mostra nudo
nel mio sudario e il fumo delle candele spente
è il solo incenso che offro.
E il resto? Il silenzio attonito del mio sguardo?
Le orecchie assordite dall’ingiustizia?
I gridi e i lamenti che chiedono carità?
Sono solo il conflitto tra il mondo esterno
e il turbamento della mia esistenza.

 

Détails

Je comprends les tableaux à partir
des détails de ma vie.
Pour cette raison dans le triptyque de Mèrode
Je me considérais comme un ange
qu’à toutes les filles en rouge
annonce la passion de son amour.
Aucun enfant et pas même une colombe
n’est venu à mon secours
mais ils laissent sur mes épaules
le poids de leurs croix.
Beaucoup de sages travailleurs du bois
peut-être les auteurs de ces croix
construisent des pièges à souris et des boîtes d’appâts
qui me volent les filles.
Ma robe de tous les jours me montre nu
dans mon linceul et la fumée des bougies éteintes
c’est le seul encens que j’offre.
Et le reste? Le silence étonné de mon regard?
Mess oreilles assourdies par l’injustice?
Les cris et les lamentations qui demandent la charité?
Ils ne sont que le conflit entre le monde extérieur
et la perturbation de mon existence.

 

Details

I understand the paintings starting
from the details of my life.
For this reason in the triptych of Mèrode
I thought of myself as an angel
than to all the girls in red
announces the passion of his love.
No child and not even a dove ever come to my rescue
but they leave on my shoulders
the weight of their crosses.
So many wise wood workers
perhaps the authors of those crosses
build mousetraps and bait boxes
that steal the girls from me.
My everyday dress shows me naked
in my shroud and the smoke from the extinguished candles
is the only incense that I offer.
And the rest? The astonished silence of my gaze?
My ears deafened by injustice?
The cries and laments that ask for charity?
They are just the conflict between the outside world
and the perturbation of my existence.

 

Detalles

Entiendo las pinturas comenzando
de los detalles de mi vida.
Por este motivo en el tríptico de Mèrode
pensé en mí como un ángel
que a todas las chicas vestidas de rojo
anuncia la pasión de su amor.
Ningún niño y ni siquiera una paloma
nunca vienen a mi rescate
pero descargan sobre mis hombros
el peso de sus cruces.
Muchos trabajadores de la madera sabios
quizás autores de esas cruces
construyen trampas para ratones y cajas de cebo
que las chicas me roban.
Mi vestido diario me muestra desnudo
en mi mortaja y el humo de las velas apagadas
es el único incienso que ofrezco.
¿Y el resto? ¿El asombroso silencio de mi mirada?
¿Mis oidos sordos por la injusticia?
¿Los gritos y lamentos que piden caridad?
Son justo el conflicto entre el mundo exterior
y la perturbación de mi existencia.
 

 

La farfalla (ITA – FR – Eng- Esp)

La-farfalla-ali-brandelli

Ho aperto la finestra sulle arance e sui limoni
per lasciare entrare il profumo della primavera.
Nuvole bianche come neve sospesa in cielo
e il vento che le spinge verso le montagne
dicono che sarebbe arrivata dopo di loro.
Le rondini ancora ubriache per il lungo viaggio
tagliano l’aria a zigzag come si taglia
il vecchio merletto che si sfilaccia sotto la lama.
Una farfalla infreddolita entra con le ali lacere
in cerca di una nuova veste ma nella mia stanza
non ci sono profumi né tanto meno
i colori delle arance e dei limoni.
Tristi pareti spoglie fanno pendant con le nuvole
i miei pensieri sono come le sue ali
e odorano del fumo del mio sigaro.
Le dico: mi spiace non ti spogliare. Se proprio
ti va di metterti a nuovo
ritorna ad essere il bruco che eri.

 

Le papillon

J’ai ouvert la fenêtre sur les oranges et les citrons
pour laisser entrer l’odeur du printemps.
Les nuages blancs comme la neige suspendue dans le ciel
et le vent qui les pousse vers les montagnes
disent qu’elle viendrait après eux.
Les hirondelles encore ivres pour le long voyage
coupent l’air en zigzag comme on coupe
la vieille dentelle qui s’effiloche sous la lame.
Un papillon froid entre avec ses ailes en lambeaux
à la recherche d’une nouvelle robe mais dans ma chambre
il n’y a pas de parfums, encore moins
des couleurs des oranges et des citrons.
Murs tristes et nus sont similaires aux nuages
mes pensées sont comme ses ailes
et sentent la fumée de mon cigare.
Je lui dis: désolé, ne vous déshabillez pas. Si en effet
souhaitez-vous vous rénover
revenez à être la chenille que vous étiez.

 

The butterfly

I opened the window on the oranges and lemons
to let in the scent of spring.
White clouds like snow suspended in the sky
and the wind that pushes them towards the mountains
they say it would come after them.
The swallows still drunk for the long journey
cut the air in a zigzag shape as you cut
the old lace that frays under the blade.
A cold butterfly enters with tattered wings
in search of a new dress but in my room
there are no perfumes, much less
the colors of oranges and lemons.
Sad bare walls are similar to clouds
my thoughts are like his wings
and they smell of my cigar smoke.
I tell her: sorry, don’t undress. If really
would you like to refurbish yourself
go back to being the caterpillar you were.

 

La mariposa

Abrí la ventana sobre las naranjas y sobre los limones
para dejar entrar el aroma de la primavera.
Nubes blancas como la nieve suspendidas en el cielo
y el viento que las empuja hacia las montañas
dicen que vendrá después de ellas.
Las golondrinas todavía borrachas por el largo viaje
cortan el aire en forma de zigzag como cortas
un viejo encaje que se deshilacha bajo la cuchilla.
Una mariposa fría entra con alas destrozadas
en busca de un vestido nuevo pero en mi habitación
no hay perfumes, mucho menos
los colores de las naranjas y los limones.
Tristes paredes desnudas son similares a las nubes
mis pensamientos son como sus alas
y huelen al humo de mi cigarro.
Le digo: lo siento, no te desnudes. Si realmente
quieres renovarte
vuelve a ser la oruga que eras.

Salici

La-poltrona

Dalla poltrona guardo alle pareti della mia stanza
i salici che ricadono enormemente verdi
di foglie fittamente intrecciate
che piovono verso il basso.
Ospitano nidi piccole uova grilli farfalle
un esile serpente attorcigliato a un frutto rosso.
In quella pace posa anche il mio cuore.
Il rumore di onde che si frangono ai piedi degli alberi
culla la mia stanza come una barca legata al molo
in attesa di prendere il largo.
Il mio cervello in balia del rotondo movimento
vaga tra le foglie come gli uccelli
che cantano sui rami invisibili
e gonfia al vento
la sua vela lacera e si lascia andare.
Ad un tratto tra i salici vedo il cielo notturno
e la linea delle montagne all’orizzonte
adorno di mille stelle.
Ma è questo davvero
quel che vedo dalla mia poltrona?
O vedere è sognare forme invisibili
oltre il muro della solitudine?
E sognandole sorridere del nulla,
come se fossi stato baciato dalla Verità?

 

 

L’Annunciazione

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Robert Campin, Trittico di Mèrode, 1428

Questa poesia necessita di una introduzione per aiutare a comprendere.
Inquadrata e illustrata  nel contesto del dipinto, ecco che si illumina, si riempie della sua origine fiamminga in cui i dettagli sono raccontati con delicatezza e armonia. Si esce fuori dalla pittoricità nella seconda parte “Potrò tradire…”.

Dalla dimensione materiale, dalla “spiegazione” del dipinto si passa alla dimensione “religiosa” e al dubbio che permea i misteri della fede quando l’uomo pensante si sofferma su di essi. Il sospiro dell’angelo ha un che di umano, sembra incerto sulla sua missione, incredulo che possa compiersi, conscio di quel accadrà dopo. Il turbamento della ragazza va oltre il pudico ritrarsi con cui generalmente la descrivono.

C’è nel suo turbamento il presentimento del dolore che incombe su di lei: la colomba trascinata in basso dalla croce pesante delle sue ali, una triste cantilena… che da secoli torna dalla crocifissione dell’innocenza, il subbuglio di un futuro doloroso, l’ampio sudario, il bosco fitto di inganni, il gelo dell’inverno, i riccioli di fumo acri, l’odore aspro di carne bruciata. C’è l’attesa che qualcosa si compia, ma c’è il dolore che si protrae nei secoli, da quell’annuncio discendono sofferenze per gli uomini: odore di carne bruciata, i martiri.

I versi iniziali, in cui l’Angelo si guarda intorno, hanno la funzione di mettere in evidenza la contrapposizione tra un interno “piccolo borghese” ricco di dettagli, e un evento simbolico che avrebbe influito sull’umanità. Un evento privato che in un crescendo descrittivo giunge a un epilogo sospeso ma sperato.

Ma la domanda che rimane in sospeso è : ci sarebbe stato meno dolore senza quel sì?

Gabriella Barattia

Non è Dio che mi ha creato.
È stato Robert Campin a trarmi fuori
dalla folla variopinta dei suoi fantasmi.
Con la punta lenta e minuta del pennello
ha dato forma e colore
al corpo e alle mie ali
e mi ha posato come una piuma bianca
di fronte a una ragazza in un salotto borghese.
Mi guardo intorno alla luce della candela
che danza, palpita, fibrilla
e temo che presto sarà soffocata dall’ansia.
La ragazza seduta per terra con l’abito rosso
ora legge ora riflette
ascolta un po’ di musica dai gigli che risuonano
dall’alto di una brocca d’una marcia nuziale.
Dai due piccoli riquadri in una finestra di legno
appaiono nuvole
nel cielo diafano delle Fiandre
prima che sgorghi dalla gola degli uccelli
il rosso dei fiori
e nella piazza risuonino le voci della follia
che un secolo dopo spargerà il sangue
dei martiri di Gorkum.
Ai lati del camino
muto come una lapide
sporgono dalla pietra a mezzo busto
due contadini olandesi.
La guardano in silenzio,
scrutano a occhi socchiusi
il tavolo sbilenco e accanto alla brocca
con preoccupazione il palpito della candela.
La ragazza legge, ascolta la musica e sogna l’amore
con l’indolenza innocente di chi crede in un mondo
dove regnano insieme
la gioia e l’incanto.
Ripensa al suo passato di Eva indifesa
che ha addentato quel frutto con amorosa tracotanza
ed è piombata nel cuore dell’inverno.
Nasconde nel rosso della sua veste
la gloria della verginità e la dolcezza del suo corpo.
È sola.
Ma un bambino sospinto da raggi dorati
scende verso il suo grembo
dall’alto di due ogive come una colomba
trascinata in basso dalla croce pesante delle sue ali.
È l’alba.
Una triste cantilena si ode nella piazza
ricorda una preghiera sulle labbra distratte della gente
che da secoli torna dalla crocifissione dell’innocenza.
Nella bottega buia a fianco del salotto
un vecchio artigiano del legno,
fora con impazienza una tavola
per farne un parafuoco inutile per il camino.
Con malinconia la sente scricchiolare sotto le dita.
Sa di essere solo vecchio e nella sua miseria una nullità
ma nel contempo si sente unito per sempre
alla ragazza della stanza a fianco.
Le sue mani, come quelle di un giovane
che avverte in sé il subbuglio di un futuro doloroso,
hanno costruito due strumenti
d’attesa e d’amore
che inganneranno il predatore della colomba
(l’ha letto nelle Confessioni di Sant’Agostino
che si chiamano muscipula diaboli le trappole).
In ginocchio nell’ampio sudario
lungo sino ai miei piedi
vedo mani che spezzano un pane
un calice di vino che passa di bocca in bocca
e un bosco fitto d’inganni.
Potrò tradire il mio fine ultimo?
Mi riprendo, cancello in me ogni traccia del futuro,
annuncio in un soffio alla ragazza
una notizia che ha il fascino dell’amore eterno.
Non so di cosa parli – mi risponde senza alzare gli occhi
per non permettere, lei più forte di me, al gelo dell’inverno
d’invadere il salotto borghese – .
Ti ha scelto il signore dell’universo – continuo
con un sospiro che spegne la candela.
La ragazza meravigliata alza lo sguardo
ai riccioli di fumo che si alzano acri
dal nero dello stoppino,
le riempiono la gola di lacrime
con l’odore aspro di carne bruciata.
Nel giardino chiuso da mura – perché anche lì
non entri la tristezza dolorosa dell’inverno – ,
Robert e la sua donna a mani giunte sulla soglia
ignorano il suo turbamento. Pregano
sperando come me, che immobile attendo ancora,
il sì della ragazza.

 

 

Esiste un senso

 

esiste-un-senso

 

https://youtu.be/NGOXyd8EgGw

 

Esiste un senso

Scrivo su questa pagina
volando tra le nuvole della memoria.
Scivolo dalle vette più alte dei sentimenti
scendo nel più profondo del mio stesso esistere.
Le parole tracciate appaiono
con lampi di luce e scompaiono
nel grigio della malinconia. Rimane la scia
della cometa-parola, la traccia di un dolore
che sembra guarito, un amore rimarginato
una nostalgia lontana una gioia svanita
un rancore che brucia
si spegne e riprende se scavo nel petto.
Cerco il senso di questo
apparire e sparire. Ma esiste un senso?
Come il giorno che appare e muore
come la notte che scende sul mondo e svanisce
e intanto risorge sull’altro emisfero
mentre sul mio il giorno torna a morire.
Così io vado a dormire
ed altri si svegliano, e tutti insieme vigiliamo
che il mondo non dorma o dorma con un solo occhio
come un militare nella sua garitta
un cane di guardia al suo osso
gli agenti di borsa nella gabbia delle grida
i manager nei loro uffici dalle pareti perlate
cuore delle multinazionali
ansiosi e vigili come i contadini sui campi
coltivati a grano
per cacciare passeri cince pettirossi
colombe tortore corvi e tutti i parassiti
che strisciano in basso affamati
gridano come io grido su questa pagina
e volo come l’aereo
che trascina la scritta ti amo maria
t’amerò per sempre. Intanto maria
che vive nell’altro emisfero dorme. E poi l’aereo
scende toccando elegantemente la pista
con piccoli sbuffi di fumo
dall’odore di gomma bruciata
e lo striscione trascinato per terra
ha le parole a brandelli.
Nelle torri di controllo vigila – lo so –
il manager dei due emisferi
che avrebbe volentieri
lacerato le parole prima che l’aereo prendesse il volo.
Ora soddisfatto ride e cerca altro
da sorvegliare. Esiste un senso?
Non quello che cerco.

Aurora Australe

Aurora-borealewebpic

Tra gli spigoli taglienti di palazzi senza colore
punteggiati dal nero silenzioso
dei corvi come monaci eremiti
che meditano e guardano dall’alto
strade senza nomi né volti
e uomini e donne in corsa
verso una meta che ogni giorno si allontana
sino a svanire e riapparire mortalmente vicina,
vedo salire nel pulviscolo autunnale
un’aurora australe all’orizzonte.
L’aria fredda la volge da tutte le parti
come uno stormo infinito
di moscerini in cerca di sole.
Un fazzoletto d’addio.
Uomini e donne spalancano gli occhi
alzano le mani corrono dentro i palazzi
aprono le finestre gridano il nulla
delle loro mura.
Il vento ha mischiato il rosso col verde
ha creato la malinconia
del giallo effimero come le foglie
strappate dai rami.
Turbinano rumorosamente ai miei piedi
in questo grave silenzio.
Guardo lo spazio infervorato dai colori che mutano
sino a svanire. Attendo il volto di un dio
la sua parola
trasportata da cieli lontani
che ignorano l’inganno dell’aurora australe.

Esilio -Exil – Exile – Exilio

selinunte-esilio

Tempio di Selinunte

La mia città ha nelle vene un fiume di lava
e le radici incastonate in un enorme masso
da cui affiorano punte acuminate
tra le lenzuola della neve
come i denti di un ciclope anneriti dal fumo
della montagna in fiamme.
Una cintura di treni che fuggono
la stringe alla vita e segna il confine
tra l’immobilità del volto e il movimento eterno
del mare che le carezza i fianchi.
Si aprono grandi finestre e negli occhi delle donne
splende il colore del mare, nel cuore
il battere delle onde. Non dimenticare
la tristezza di quando sei fuggito
con la febbre riarsa sulle labbra.
Non dimenticare nelle strade anonime
tra la folla immemore che passa
davanti a cadaveri di pietra di un passato felice.
Accogli quel respiro caldo che giunge dal sud
spinge il giallo e acre profumo dei frutti
e il misterioso fruscio del grano
quando si offre in ginocchio alla sua carezza.
Dimentica che vivi tra queste pietre rosicchiate
dalle falangi di topi e gatti e dal sole dei tramonti
che trasformano in oro il cemento e il vetro.
Mentre guardi ricordati dei templi
che guardano il mare
dalle cime delle colline di Segesta e Selinunte
bianche di zagara e mandorli
e attendono in silenzio il ritorno di Ulisse smarrito.

Exil

Ma ville a une rivière de lave dans ses veines
et ses racines coincées dans un énorme rocher
d’où émergent des pointes tranchantes
entre les draps de neige
comme les dents noircis d’un cyclope par la fumée
de la montagne en feu.
Une ceinture de trains s’enfuyant
la serre à la taille et marque la frontière
entre l’immobilité du visage et le mouvement éternel
de la mer qui caresse ses hanches.
De grandes fenêtres s’ouvrent et dans les yeux des femmes
la couleur de la mer brille, dans le cœur
les battements des vagues. N’oublie pas
la tristesse de quand tu t’es enfui
avec une fièvre sèche sur tes lèvres.
N’oublie pas dans ces rues anonymes
parmi la foule oublieuse qui passe
devant des cadavres de pierre d’un passé heureux.
Accueille ce souffle chaud qui vient du sud
poussant le parfum jaune et âcre des fruits
et le bruissement mystérieux du blé
quand il s’offre à genoux à sa caresse.
Oublie que tu vis parmi ces pierres rongées
par des phalanges de souris et de chats et des couchers de soleil
qui transforment le béton et le verre en or.
Pendant que tu regarde, souviens toi des temples
qui regardent la mer
du haut des collines de Segesta et Selinunte
blancs des fleurs d’oranger et amandiers
attendant en silence le retour d’Ulysse égaré.

Exile

My city has a lava river in its veins
and the roots embedded in a huge boulder
from which sharp tips emerge
between the sheets of the snow
like the Cyclops teeth blackened by smoke
of the mountain on fire.
A belt of trains running away
it tightens her to the waist and marks the frontier
between the immobility of the face and the eternal movement
of the sea that caresses her hips.
Large windows open, in the eyes of women
the color of the sea shines, in the heart
the beating of the waves. Do not forget
the sadness of when you ran away
with a parched fever on his lips.
Don’t forget on anonymous streets
among the forgetful crowd that passes
before stone corpses of a happy past.
Welcome that warm breath that comes from the south
pushes the yellow and acrid perfume of the fruits
and the mysterious rustle of wheat
when he offers himself on his knees to his caress.
Forget that you live among these gnawed stones
from the phalanges of mice and cats and the sun of the sunsets
that turn concrete and glass into gold.
As you watch, remember the temples
looking at the sea
from the tops of the Segesta and Selinunte hills
white with orange blossom and almond trees
and silently await the return of lost Ulysses.

Exilio

Mi ciudad tiene un río de lava en sus venas.
y las raíces encastradas en una gran roca
de donde emergen las puntas afiladas
entre las sábanas de la nieve
como los dientes ennegrecidos de un cíclope por el humo
de la montaña en llamas.
Un cinturón de trenes que huyen
la aprieta a la cadera y marca la frontera
entre la inmovilidad de la cara y el movimiento eterno
del mar que acaricia sus caderas.
Grandes ventanas se abren y en los ojos de las mujeres.
el color del mar brilla, en el corazón
el batir de las olas. No olvides
la tristeza de cuando te escapaste
con fiebre quemada en los labios.
No olvides en calles anónimas
entre la multitud olvidadiza que pasa
antes de los cadáveres de piedra de un pasado feliz.
Recibe ese cálido aliento que viene del sur,
empuja el perfume amarillo y acre de los frutos
y el misterioso susurro del trigo
cuando se ofrece de rodillas a su caricia.
Olvida que vives entre estas piedras roídas
de las falanges de ratones y gatos y del sol de los atardeceres
que convierten el hormigón y el vidrio en oro.
Mientras miras, recuerda los templos
que miran el mar
desde las cimas de las colinas de Segesta y Selinunte
blanco con azahar y almendros
y esperan en silencio el regreso de Ulises perdido.

L’airone video lettura (ITA – FR – ESP – ENG)

Airone-spicca-volo

In questo video ascolterete i suoni della lingua italiana attraverso la lettura affascinante e partecipata del carissimo amico Luigi Maria Corsanico.
Nei testi in lingua francese, spagnola, inglese avrete la possibilità di seguire il senso della poesia.
Grazie per l’ascolto e la lettura.

FR

Dans cette vidéo, vous écouterez les sons de la langue italienne à travers la lecture fascinante et participative de mon cher ami Luigi Maria Corsanico.
Dans les textes en français, espagnol, anglais, vous aurez l’occasion de suivre le sens de la poésie.
Merci d’avoir écouté et lu.

ESP

En este video escuchará los sonidos del idioma italiano a través de la lectura fascinante y participativa del querido amigo Luigi Maria Corsanico.
En los textos en francés, español e inglés, tendrá la oportunidad de seguir el significado de la poesía.
Gracias por escuchar y leer.

ENG

In this video you will listen to the sounds of the Italian language through the fascinating and participatory reading of the my dear friend Luigi Maria Corsanico.
In the texts in French, Spanish, English, you will have the opportunity to follow the meaning of poetry.
Thanks for listening and reading.

Le héron

Comme un nuage blanc dans la sérénité du ciel
la feuille se déplie sur le fond bleu clair.
Mes doigts dansent sur le clavier
au rythme lent des mots qui tracent
syllabes et ombres de ma vie.
Ils sautent de touche en touche
semblable au héron qui prend son envol vers un loin orient,
ils me détachent de l’opacité de l’étang.
Fatigué par l’angoisse de voler haut
sans bouger un seul muscle
il n’y a rien de blanc et de bleu
dans le ciel où je me lève.
Des éclairs silencieux dans les nuages gonflés de nombreuses voix
réunissant dans une chanson et dans l’image
qui recompose lentement les visages, les bouches d’amour,
lèvres, corps qui s’entrelacent
et reviennent à la vie
comme des cendres éparpillées sur les mots déjà écrits,
ils ont la force de secouer ma poitrine
avec leur mémoire martelant
les scénarios vécus
perdus et retrouvés.
Mes doigts se tendent
avec une mélancolie délicate
à la page tachée de rangs d’étoiles voyageant
comme la queue des comètes noires.
Ils les recherchent, ils les poursuivent.
Ils reviennent sur les touches
immobiles comme des hérons blessés.

 

La garza

Como una nube blanca en la serenidad del cielo.
la hoja se despliega contra el fondo azul claro.
Mis dedos bailan en el teclado
al ritmo lento de las palabras que trazan
sílabas y sombras de mi vida.
Saltan de un botón a otro
similar a la garza que vuela a un lejano oriente,
me separan de la opacidad del estanque.
Fatigado por la ansiedad de volar alto
sin mover un solo músculo
no hay nada blanco y azul
en el cielo donde me levanto
Rayos silenciosos en nubes hinchadas con muchas voces
reunidos en una canción y en la imagen
que lentamente recompone rostros, bocas de amor,
labios, cuerpos que se entrelazan
y volver a vivir
como cenizas esparcidas sobre las palabras ya escritas,
tienen la fuerza para sacudir mi pecho
con memoria palpitante
de escenarios vividos
Perdidos y encontrados.
Mis dedos se aprietan
con delicada melancolía
a la página manchada por filas de estrellas viajeras
como las colas de los cometas negros.
Los buscan, los persiguen. Vuelven a las llaves
inmóviles como garzas heridas.

 

The heron

Like a white cloud in the serenity of the sky
the sheet unfolds against the light blue background.
My fingers dance on the keyboard
to the slow rhythm of the words they trace
syllables and shadows of my life.
They leap from key to another
similar to the heron that takes flight to a far east,
they detach me from the opacity of the pond.
Fatigued by the anxiety of flying high
without moving a single muscle
there is nothing white and blue
in the sky where I rise.
Silent lightnings in clouds swollen with many voices
gathered in a song and in the picture
which slowly recomposes faces, mouths of love,
lips, bodies that intertwine
and come back to life
as ash scattered over the words already written,
they have the strength to shake my chest
with pounding memory
of lived scenarios
lost and found.
My fingers lean
with delicate melancholy
to the page stained by ranks of traveling stars
like the tails of black comets.
They look for them, they chase them. They return to the keys
motionless as wounded herons.

 

L’airone

 

Airone

Come una nuvola bianca nella serenità del cielo
il foglio si dispiega sullo sfondo celeste.
Le mie dita danzano sulla tastiera
al ritmo lento delle parole tracciano
sillabe e ombre della mia vita.
Saltano a grandi passi da un tasto all’altro
simili all’airone che spicca il volo verso un oriente lontano,
mi staccano dall’opacità dello stagno.
Affaticato dall’ansia di volare alto
senza muovere un solo muscolo
non c’è nulla di bianco e azzurro
nel cielo dove m’innalzo.
Lampi muti tra nuvole gonfie di tante voci
raccolte in un canto e nel quadro
che ricompone pian piano visi, bocche d’amore,
labbra, corpi che s’intrecciano
e tornano a vivere
come cenere sparsa sulle parole già scritte,
hanno la forza di squassarmi il petto
con martellante memoria
di scenari vissuti
perduti e ritrovati.
Le mie dita si tendono
con delicata malinconia
alla pagina macchiata da schiere di stelle in viaggio
come le code di comete nere.
Le cercano le inseguono. Tornano sui tasti
immobili come aironi feriti.