Le vicine

Beatrice Borroni Le vicine

Cosa dicono le donne affacciate alle finestre

come fiori sbocciati fra le mura dei palazzi

coi turbanti colorati che avvolgono i capelli

i sogni le parole in punta di lingua?

I gesti con cui amano e sfidano il tempo

racchiusi nei silenzi di stanze solitarie

come farfalle posano sugli occhi e sulle labbra

la polvere dei giorni.

Ridono di parole raccolte nella notte

tra braccia innamorate e lenzuola sgualcite

tra lacrime che scorrono lente sulle guance

scorrono come acqua limpida di cielo.

Col corpo con il cuore con denti di neve

schiudono le corolle dei loro segreti

donano con le mani forma ai sentimenti

ai ricordi agli amori ai desideri traditi

ai dolori che aprono ferite nel cuore

ai gesti di uomini che mai le ameranno.

È tutto rosso intorno. Papaveri di sole

ondeggiano nel vento petali di seta.

Scivola la lingua nei lunghi sospiri

un morbido serpente nascosto tra le labbra.

Sanno che nulla dura più di un momento

e vedono nei sogni bellissime ragazze

incedere sui viali del loro tramonto.

Cosa dicono le donne affacciate alle finestre

come fiori recisi che si girano al sole

e guardano negli occhi ragazze colorate

con i colori dell’amore e dei sogni svaniti?

Ridono ridono come rose al vento

raccontano che i sogni nascono e muoiono

come ad ogni alba la luce di ogni giorno.