Tu penses que je (Fr – Ita – Eng – Esp)

Dans ma chambre, sombre comme une grotte marine, le soleil est revenu et sa mer de lumière bleue exalte les beautés du corps de Catherine qui m’étreint et me dédie ce poème.

Tu penses que je

Tu penses que je suis loin de toi
Que je t’oublie
Mais chaque matin
Quand la lumière incise l’opacité du songe turgide
Je me calcine dans la matrice du jour
Chaque matin
Sous la hampe du soleil levant
Mes cuisses d’aubes licencieuses
S’écartent
Charrient l’écume du désir
Alors j’ouvre les yeux
Aperçois l ‘anthurium sur l’appui de fenêtre
Cette fleur que l’on nomme aussi langue de feu
Et je pense à la tienne
Qui m’a appris
La parole et l’étreinte.
Catherine, 02/06/2022

Nella mia stanza, buia come una grotta marina, è tornato il sole e il suo mare di luce azzurra esalta le bellezze del corpo di Catherine che mi abbraccia e mi dedica questa poesia.

Tu pensi che io

Tu pensi che io sono lontana
Che ti dimentico
Ma ogni mattina
Quando la luce incide l’opacità del tumido sogno
Io m’infiammo nella matrice del giorno
Ogni mattina
Sotto lo stelo del sole che sorge
Le mie cosce di albe impudiche
Si spalancano
E tracimano la schiuma del desiderio
Apro gli occhi
Vedo l’anturio sul davanzale della finestra
Questo fiore chiamato anche lingua di fuoco
E penso alla tua
Che mi ha insegnato
La parola e l’abbraccio.
(La correttezza di questa traduzione e delle successive è mia responsabilità)


In my room, dark as a sea cave, the sun has returned and its sea of blue light exalts the beauty of Catherine’s body, which embraces me and dedicates this poem to me.

You think I

You think I’m far from you
That I forget you
But every morning
When the light incises the opacity of the turgid dream
I burn myself in the matrix of the day
Each morning
Under the stem of the rising sun
My thighs of licentious dawns
Spread apart,
Carry the foam of desire
So I open my eyes,
See the anthurium on the window sill
This flower which is also called tongue of fire
And I think of yours
Who taught me
The word and the embrace.


En mi habitación, oscura como una cueva marina, ha vuelto el sol y su mar de luz azul exalta la belleza del cuerpo de Catherine, que me abraza y me dedica este poema.

Crees que yo

Crees que estoy lejos de ti
Que te olvido
Pero cada mañana
Cuando la luz afecta la opacidad del sueño tumid
Me inflamé en la matriz del día
Cada mañana
Bajo el bastón del sol naciente
Mis muslos, de licenciosas auroras
Se abren
Desbordan la espuma del deseo
Abro mis ojos
Veo el anthurium en el alféizar de la ventana.
Esta flor que también se llama lengua de fuego.
Y pienso en la tuya
Que me enseñó
La palabra y el abrazo.

73 pensieri su “Tu penses que je (Fr – Ita – Eng – Esp)

  1. Grazie, mio Marcello, per aver fatto circolare la poesia, la mia poesia. Questa poesia è per l’elefante a nome della farfalla.
    A dopo, quando Roma sarà immersa in questa luce simile a quella di Venezia: l’ora doro, l’ora rossa. Solo tu conosci questa luce.

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  2. L’ho letta solo adesso, e l’unico strumento per definire questi versi folgoranti, sono i brividi. Donne c’è ne sono tante ma non sempre coraggiose a manifestare pari al uomo, più accontentato nell’arco dei secoli. Complimenti 🌷🙏 mi ha fatto emozionare…

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  3. Ero convinta di aver risposto. Dunque, essenzialmente quello che avevo scritto era il fatto rare volte io come donna, trovi ‘ altre donne’ talmente brava, in questo caso, da lasciarmi senza parole, mi ha incuriosita fino alle viscere. Comunque capirei la sua scelta, che a sua volta la rende più affascinante. Complimenti a te per la musa scelta, non potevi trovare di meglio.🌷👍🥂

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    • Cara Frida 🌹, ti ringrazio ancora per i tuoi commenti, che mi fanno capire la tua sensibilità di donna, oltre che la tua schiettezza (che ammiro) nei confronti di un’altra donna, che ha il coraggio e la forza morale, che le dà la poesia, di uscire dagli stereotipi. riporterò tutti i tuoi commenti a Catherine. Vorrei aggiungere soltanto che non è il poeta a scegliere la musa, ma è lei a scegliere il poeta. E di questo, nem vado orgoglioso, oltre che felice.

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  4. Catherine m’incarica di scrivere a suo nome questo messaggio:
    “A Frida, Marco, John (ibonoco) e tutti coloro che hanno apprezzato i miei versi.
    Sono molto commossa dai vostri commenti, io che sono una “scrittrice” nell’ombra. Grazie della vostra generosità, del vostro incoraggiamento.
    Catherine”

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