La torre (Ita – Fr – Eng – Esp)

dal web


Uomini pullulanti come formiche
l’hanno innalzata a braccia tese
come un laico ostensorio o un minareto
che nessun muezzin
ha mai incitato alla preghiera.
Torre di cemento sul filo del silenzio
sovrasta la città. Si staglia bianca
sullo sfondo delle montagne
indorate dalla porpora del tramonto.
Vorremmo non guardare
tanta durezza chiusa in sé.
Ma la sua forma respira nello spazio
dove si muovono le stelle.
Non sembra che in certe notti
sia anche lei una stella
e lasci scendere su noi la loro pace?
E al sorgere del sole non ci appare
innanzi ovunque guardiamo
come la spada di un angelo
che insinua nei nostri occhi
la sua punta d’acciaio?
Ci narra di promesse folli,
di divine lontananze, d’orgoglio
e di un futuro disumano.
Cattura in immagini
i nostri volti, corpi, voci, sentimenti
e li trasforma in neuroni artificiali
che vanno e vengono prigionieri della rete
come rondini ai nidi.
Leggermente scossa dal vento resiste
estranea ai suoi volteggi
che le vorticano intorno come ali di rapace.
Nell’immobilità dell’estasi
sembra non aver bisogno di nulla.
Sentirà nel tempo rodere le fondamenta
o sarà l’uomo
abbandonata a distruggerla?

La tour

Les hommes grouillant comme des fourmis
l’ont élevée à bras tendus
comme un ostensoir laïque
ou un minaret qu’aucun muezzin
n’a jamais incité à la prière.
Tour de béton sur le fil du silence
surplombe la ville. Ella se découpe blanche
sur le fond des montagnes
doré par la pourpre du couchant.
Nous aimerions ne pas regarder
tant de dureté refermée sur elle-même.
Mais sa forme respire l’espace
où les étoiles bougent.
Certaines nuits n’a-t-elle pas
l’air d’une étoile
qui laisse leur paix descendre sur nous ?
Et quand le soleil se lève
n’apparaît-elle pas devant nous
partout où nous regardons,
comme l’épée d’un ange
qui insinue sa pointe
d’acier dans nos yeux ?
Elle nous raconte des promesses folles,
des distances divines, de la colère
et un avenir inhumain.
Elle capture en images
nos visages, corps, voix, sentiments
et les transforme en neurones artificiels
qui vont et viennent prisonniers du filet
comme les hirondelles aux nids.
Légèrement secouée par le vent elle résiste
etrangére à ses voltiges
qui tourbillonnent autour d’elle
comme les ailes d’un rapace.
Dans le calme de l’extase
elle semble n’avoir besoin de rien.
Est-ce qu’elle sentira les fondations
s’user avec le temps,
ou sera-t-elle abandonnée
par l’homme qui la détruira ?

Tower

Men swarming like ants
raised her with outstretched arms
like a secular monstrance
or a minaret that no muezzin
never prompted prayer.
Concrete tower on the thread of silence
overlooks the city. Ella standing out white
on the background of the mountains
golden by the purple of the setting sun.
We would like not to watch
so much hardness closed in on itself.
But its form breathes space
where the stars move.
Some nights doesn’t she
look like a star
who lets their peace descend upon us?
And when the sun comes up
doesn’t she appear in front of us
everywhere we look,
like an angel’s sword
who insinuates his point
of steel in our eyes?
She tells us crazy promises,
divine distances, anger
and an inhuman future.
She captures in pictures
our faces, bodies, voices, feelings
and transforms them into artificial neurons
who come and go prisoners of the net
like swallows in nests.
Slightly shaken by the wind, she resists
foreign to its acrobatics
swirling around her
like the wings of a raptor.
In the calm of ecstasy
she seems to need nothing.
Will she feel the foundations
wear out over time,
or will her be abandoned
by the man who will destroy her?

Torre
Hombres pululando como hormigas
la levantaron con los brazos abiertos
como una custodia laica o un minarete
que ningún muecín
alguna vez ha incitado a la oración.
Torre de hormigón al borde del silencio
da a la ciudad. Se destaca blanco
contra el telón de fondo de las montañas
dorado por la púrpura de la puesta del sol.
Nos gustaría no mirar
tanta dureza se cerró sobre sí misma.
Pero su forma respira en el espacio
donde se mueven las estrellas.
¿No parece que en ciertas noches
ella es una estrella también
y que deja que su paz descienda sobre nosotros?
¿Y cuando sale el sol no aparece
frente a nosotros donde sea que miremos
como la espada de un ángel
que se cuela en nuestros ojos
su punta de acero?
Nos habla de promesas locas
de distancias divinas, de rabia
y un futuro inhumano.
Capturar en imágenes
nuestros rostros, cuerpos, voces, sentimientos
y las convierte en neuronas artificiales
que van y vienen prisioneros de la red
como golondrinas a nidos.
Ligeramente sacudida por el viento resiste
ajena con su volteretas
que se arremolinan a su alrededor como las alas de un rapaz.
En la quietud del éxtasis
parece no necesitar nada.
¿Sentirá con el tiempo roer su base.
o será el hombre
abandonada a destruirla?

23 pensieri su “La torre (Ita – Fr – Eng – Esp)

    • Grazie della tua lettura e del tuo commento, caro Bruno. Sino ad adesso sei il solo ad aver letto i miei versi nel loro significato reale. L’uomo è stato sempre egocentrico ma oggi più che mai. Quando la torre sarà soppiantata da altre tecnologie, l’uomo la butterà giù come getta via tutto quel che gli appare inutile, E se riuscirà mai a salvaguardare il Pianeta non sarà per amore e rispetto del bello, ma per paura. Grazie di cuore.

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