I bambini non giocano più (Ita – Fr – Eng – Esp)

Bambini degli anni 50 , dal web

I bambini non sanno, camminano eretti
come piccole statue di creta,
tra loro non giocano più
al parco con la palla e il cerchio
non guardano i prati, le rose, i merli
il sole che scherza con le foglie.
Hanno un tepore di luce che li precede,
un disinganno che spegne la luce.
Un po’ spauriti un po’ spaventati
dai silenzi e dalle discordie
che si avventano dalle labbra degli adulti
come streghe nelle notti di halloween
con bastoni di cuoio e mani adunche.
Conoscono le solitudini, sì le conoscono,
sanno d’essere comandati
giorno per giorno da più alti livelli
come nei video giochi
che li fanno soffrire e gioire.
Coccolati o dimenticati
tra le mura di casa
lo apprendono nelle piscine, nei teatri di danza
dove sono condotti per conquistare
capacità impensabili, desiderate dagli altri.
Accompagnati per mano dalla paura
crescono e pensano
di non essere capaci d’amare, preferiscono
amicizie lontane, toccare il corpo dell’altro
quando il desiderio li brucia
o lo sognano nudo tra le braccia
attraverso un video rubato
e poi lo sbranano con urla e ricatti.
Una generazione che pullula davanti ai bar
con una bottiglia in mano e tante risate.
Intende resistere con noncuranza alla trappola
che inesorabile inghiotte da sempre
giovane dopo giovane lo trasforma in adulto
lo chiude tra le sbarre dorate del dovere.
I bambini lo sanno, camminano eretti
come piccole statue. Non giocano più.

Les enfants ne jouent plus

Les enfants ne savent pas, ils marchent debout
comme des petites statues d’argile, ils ne jouent plus
les uns avec les autres
au parc avec le ballon et le cerceau
ils ne regardent pas les prés, les roses, les merles
le soleil, jouant avec les feuilles.
Ils ont une chaleur de lumière qui les précède,
une désillusion qui éteint la lumière.
Un peu apeuré, un peu effrayé
par les silences et les discordes
qui se dechâinent des lèvres des adultes
comme des sorcières les nuits d’halloween
avec des bâtons de cuir et des mains crochues.
Ils connaissent les solitudes, oui ils les connaissent,
ils savent qu’ils sont commandés
jour après jour par les niveaux supérieurs
comme dans les jeux vidéo
qui les font souffrir et se réjouir.
Choyé ou oublié
dans les murs de la maison
ils l’apprennent dans les piscines, dans les théâtres de danse
où ils sont amenés à conquérir
compétences impensables, souhaitées par les autres.
Accompagnés de la main par la peur
ils grandissent et pensent
de ne pas pouvoir aimer, ils préfèrent
amitiés distantes, toucher le corps de l’autre
quand le désir les brûle
ou ils rêvent de lui nu dans ses bras
via une vidéo volée
puis ils le mettent en pièces avec des cris et du chantage.
Une génération qui pullule devant les bars
avec une bouteille à la main et beaucoup de rires.
Elle entend bien résister au piège
inexorable que a toujours avalé
jeune après jeune, il le transforme en adulte
il le ferme entre les barreaux dorés du devoir.
Les enfants le savent, ils marchent debout
comme de petites statues. Ils ne jouent plus.

Children don’t play anymore

The children don’t know, they walk upright
like little clay statues, they no longer play with each other
at the park with the ball and the hoop
they don’t look at the meadows, the roses, the blackbirds
the sun, playing with the leaves.
They have a warmth of light that precedes them,
a disillusion that turns off the light.
A little of frightened, a little of scared
through the silences and discord
which swoop from the lips of adults
like witches on halloween nights
with leather sticks and hooked hands.
They know the loneliness, yes they know them,
they know they are commaned
day after day by the upper levels
like in video games
that make them suffer and rejoice.
Pampered or forgotten
within the walls of the house
they learn it in swimming pools, in dance theaters
where they are led to conquer
unthinkable skills, desired by others.
Accompanied by the hand by fear
they grow up and think
of not being able to love, they prefer
distant friendships, touching other’s body
when desire burns them
or they dream of him naked in his arms
via stolen video
then they tear him to pieces with shouting and blackmail.
A generation that swarms in front of bars
with a bottle in hand and lots of laughs.
She intends to resist the trap
inexorable that has always swallowed
young after young, he turns him into an adult
he closes it between the golden bars of duty.
Children know it, they walk upright
like little statues. They don’t play anymore.

Los niños ya no juegan

Los niños no saben, caminan erguidos
como estatuillas de barro, ya no juegan entre ellos
en el parque con la pelota y el aro
no miran los prados, las rosas, los mirlos
el sol que juga con las hojas.
Tienen una calidez de luz que les precede,
una desilusión que apaga la luz.
Un poco intimididos, un poco de miedo
por los silencios y la discordia
que se abalanzan de los labios de los adultos
como brujas en las noches de halloween
con palos de cuero y manos ganchudas.
Ellos conocen la soledad, sí la conocen,
ellos saben que están comandados
día tras día por los niveles superiores
como en los videojuegos
que los hacen sufrir y regocijarse.
Mimados u olvidados
dentro de las paredes de la casa
lo aprenden en piscinas, en teatros de baile
donde son llevados a conquistar
habilidades impensables, deseadas por otros.
Acompañados de la mano por el miedo
crecen y piensan
de no poder amar, prefieren
amistades distantes, tocar el cuerpo de otros
cuando el deseo los quema
o sueñan con él desnudo en sus brazos
vía video robado
luego lo despedazan con gritos y chantajes.
Una generación que pulula frente a los bares
con una botella en la mano y muchas risas.
Ella tiene la intención de resistir la trampa
inexorable que siempre se ha tragado
joven tras joven, lo convierte en un adulto
la cierra entre las barras de oro del deber.
Los niños lo saben, caminan erguidos
como pequeñas estatuas. Ya no juegan.

47 pensieri su “I bambini non giocano più (Ita – Fr – Eng – Esp)

  1. Le tue riflessioni le condivido in pieno, confermate dalla realtà che vedo intorno a me. Soffro tanta pena, le tue “fotografie” mi fanno piangere il cuore sono tristi situazioni che vedo continuamente. Mi sarei aspettato tutt’altro da una generazione “acculturata”: si è venuti meno al dovere educativo, delegando alle televisioni e ai telefoni la “formazione” sin dall’infanzia, i danni li hai elencati, si stanno danneggiando le vite dei nostri giovani e sembra che non se accorga nessuno, l’importante è che “consumino” cose e…vita, in questo modo inutile. Stai bene Marcello e grazie.

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    • Vincenzo, grazie di questa tua ampia e amara riflessione. Purtroppo la maggioranza è quella che fa notizia ed è quella che abbiano sotto gli occhi. Io che, come tu dici, “fotografo” la realtà non posso che denunciare le cose che a mio vedere meritano una riflessione e un ripensamento. Però è corretto aggiungere che esistono giovani che si distaccano da questa maggioranza. Sono silenziosi e per questo sfuggono all’attenzione. Però esistono. E questo è un conforto per l’umanità e il mondo. Grazie di questa tua riflessione che mi ha dato l’opportunità di chiarire meglio il mio pensiero.

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      • Il “rumore” dell’albero che cade e quello della foresta che cresce, ne vedo di motivati e intraprendenti con tanta voglia di vivere, in maniera diversa, vorrei che fossero di più. Ho compassione per questa generazione, stigmatizzata dal telefono in una mano e il bicchiere con la cannuccia nell’altra e l’ultimo completo fashion. Illusi da un sapere virtuale, stanno gettando alle ortiche, il bello e lo stupefacente della vita di qui, che non è eterna. E’ un piacere parlare con persone come te. Stai bene.

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      • Grazie, Vincenzo. Per me è un piacere leggere i tuoi pensieri. Ottimo quello che hai scritto sulla compassione. Vorrei che questi giovani se la sentissero addosso come un qualcosa di cui non potersi liberare, in modo da riflettere e chiedersi il perché. Grazie ancora. Stai bene anche tu!

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  2. Pingback: I bambini non giocano più — marcellocomitini – TYT

  3. I bambini non giocano più. Com’è vero, caro Marcello. Ma esistono ancora? Certo, anagraficamente. Certo, come lascia intendere Simona, i giochi sono pure cambiati, ma…
    Non che quelli della nostra generazione non sapessero della malizia, del male, del pericolo, ma sembrava anche che cercassero la bellezza, così, almeno a me, era parso. Poi, e già ai tempi di Pasolini, qualcosa era mutato, e lui stesso ne aveva fatto un ritratto straziante in ‘Lettere luterane’, quando si immagina Gennariello. E la sua riflessione cade terribile: “Non sanno sorridere o ridere. Sanno solo ghignare o sghignazzare”. Eh!!!

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    • Caro Bruno, non vorrei sembrarti un Bastian contrario. Pasolini era uno che non era riuscito ad accettare la sua condizione, non so se per colpa sua o di altri. Certamente di altri ma lui non ha fatto nulla per non esacerbarla. Insomma è diventato a pieno titolo un uomo fuori dal coro. Con grande vantaggio per le sue creazioni, ma con tanto dolore e amarezza come uomo. Così il suo sguardo è stato sempre influenzato dalla sua passione carnale repressa. Quello che denuncia o dice è vero ma i toni sono foschi. Non c’è spiraglio da cui possa penetrare un raggio di luce (non di speranza) che illumini anche gli aspetti che gli sono sfuggiti. Altrimenti la razza umana sarebbe già estinta. Come ho detto ad altri, rispondendo ai loro commenti, esistono giovani che sfuggono a questi cliché da me raffigurati. E sono loro la speranza dell’umanità. Migliore? No, ma non peggiore, come accade da secoli. Lo riconosco obtorto collo, perché il mio pessimismo mi farebbe piangere lacrime amarissime. Così mi riservo una pallida luce.

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      • Caro Marcello, non entro nel merito su quanto scrivi della ‘personalità’ di PPP, ma devo dire che lo stile con cui sai comunicare anche cose difficili hanno una tenerezza che sa di veramente buono. Sei un grande Marcello e mi auguro che ti venga riconosciuta questa ricchezza di cuore. E comunque io te ne sarò sempre grato. Ciao, fratellone

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      • Grazie, Bruno sei molto gentile. Nessuno mai riconoscerà nulla di me, proprio in virtù della ricchezza di cuore che parecchi scambiano per debolezza e indecisione. E in ogni caso oggi chi viene riconosciuto è colui che può offrire una contropartita. Io non ho nulla da offrire e se l’avessi lo offrirei a chi lo merita. Ti abbraccio con affetto per via di quella tua gratitudine che mi ripaga di tante amarezze.

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  4. Sono dei versi forti ma veritieri. E fai bene con la tua classe di vero poeta a parlare di quanti giovani, siano oggi sbandati. Se penso a quanti si danno sui social appuntamento solo per prendersi a pugni rabbrividisco. Piccoli d’ età e troppi. Mi chiedo: ma i loro genitori dove sono ? Ma forse è una domanda senza senso, visto che arrivano da dovunque . Non so che dire caro Marcello. Sono solo molto confusa e dispiaciuta per come certi giovani ( perchè va fatta una doverosa distinzione ) si lascino sfuggire dalle dita quel vivere civile che li renderebbe uomini retti e di buon senso pronti ad affrontare il loro domani. Grazie per questa poesia bellissima. Ti abbraccio. Isabella

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    • Buon giorno, Isabella🌹 . Grazie per il tuo equilibrato quanto valido commento. E grazie sempre per il tuo apprezzamento. Anch’io sono molto dispiaciuto per i comportamenti di certi giovani (quelli che ho raffigurato in questi versi) che peraltro sono sempre esistiti, ma non per questo tollerabili, soprattutto quando il loro vivere li porta a commettere atti riprovevoli.

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      • Buongiorno a te caro Marcello. Concordo con te sai ? Spero che le cose cambino e che questi giovani si ravvedano. Stanno buttando la loro vita ed è un peccato. Ti abbraccio e grazie sempre . Isabella

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  5. Sono stato molto commossa dalla tua poesia perché sta gridando di verità. Triste constatare che i bambini dei nostri giorni (non tutti, ma la stragrande maggioranza) hanno perso questa freschezza, questo atteggiamento spensierato, questa meraviglia dell’innocenza che li fa sembrare non più bambini…. Il mondo attuale per loro. mette un laptop, videogiochi nelle loro mani molto presto nella loro vita. Questo è un grave errore. È molto meglio farli conoscere il piaciere di leggere, scrivere, della felicita di guardare la richezza della natura, discutere anche perché i videogiochi li tengono lontani dagli altri. Sono dentro una bolla sbagliata. Grazie mille per il tuo messaggio e buona giornata Marcello ♥

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  6. Pingback: I bambini non giocano più (Ita – Fr – Eng – Esp) — marcellocomitini – Redvince's Weblog

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