Luigi Maria Corsanico legge “Grido ai futuri secoli”

Scultura sommersa di James deCaires Taylor

Luigi ha messo in “scena”, con toni ineccepibili, un’ottima interpretazione di questi versi. Ascoltando mi sono chiesto se ciò che ho scritto è poesia o riflessioni su quel dramma che ha modificato il nostro modo di considerare l’altro. Qualunque cosa io abbia scritto, Luigi l’ha trasformata in una interpretazione densa di rimandi, non solo per le parole e la voce che le esalta, ma anche per le immagini che scorrono sul video. La scelta del grigio e del bianco soffuso, ha un potere evocatorio inimmaginabile. Fa vedere con chiarezza ciò che sembra celare. E il rosso, che appare inatteso, lega tra loro le immagini accese nella mente, le parole e la voce, facendo apparire nitidi i fantasmi che brulicano nel cervello di chi ascolta (sempre che l’ascoltatore – considerati i tempi che viviamo – ci metta il cervello). Tanta è la potenza che sgorga dalla voce di Luigi.

18 pensieri su “Luigi Maria Corsanico legge “Grido ai futuri secoli”

  1. Sono poesia, hanno un ritmo che la prosa non possiede e sono poesia perché affrontano con audacia intellettuale temi da cui spesso si rifugge perché ostici, perché preferiamo seguire due strade: la acquiescenza acritica alla cultura in cui siamo stati cresciuti o la negazione della stessa. Due strade facili però non implicano l’uso del cervello, ma un impulso.
    La lettura di Luigi sottolinea l’essere poesia, la sofferenza sia del protagonista sia dell’autore.
    Il rosso: all’inizio il melograno alla fine le labbra-mela.
    Quel Chicco rosso che viene nascosto, salvato dalla formica può essere inteso come quel poco che resta dell’umanità preservato da un essere piccolo e debole? L’umanità, intesa come sentimento, appannaggio degli ultimi?

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  2. Carissimo Marcello, posso semplicemente commentare con un Grazie!, che può sembrarti troppo semplice, visto la complessità del poema, ma in questa semplicità c’è tutta la mia commozione e gratitudine, per aver condiviso la tua lirica e dato voce ai tuoi versi e questo per me è davvero un onore. Sei un grande Poeta e forse sarà sfuggito e sfuggirà a coloro che hanno letto e ascoltato o che lo faranno in seguito (mi auguro molti, perché assai c’è da riflettere!) un particolare: le date di composizione del poema, che appaiono nei titoli e in coda, 29 aprile/ 2 maggio; sono date che dimostrano la sofferenza del Poeta, la ricerca delle parole che scolpiranno il suo pensiero, il Grido ai futuri secoli! Grazie, Marcello, sempre cresco con i tuoi versi, che accompagnano i miei giorni e mi interrogano sul senso del vivere. Un fortissimo abbraccio.
    Luigi

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