Louise Glück, Storia di un giorno (22)

Immagine dal web

1.
Sono stata svegliata stamattina come al solito
dalle sottili lame di luce che passano attraverso le persiane
cosicché il mio primo pensiero fu che la natura della luce
era incompletezza —

Immaginavo la luce così com’era prima che le persiane la fermassero —
quanto frustrata dovesse essere, come una mente
offuscata da troppe droghe.

2.
Mi sono ritrovata subito
al mio tavolo angusto; alla mia destra,
i resti di un piccolo pasto.

Il linguaggio mi riempiva la testa, euforia selvaggia
alternata a profonda disperazione —

Ma se l’essenza del tempo è il cambiamento,
come può qualcosa diventare niente?
Questa è stata la domanda che mi sono posta.

3.
Per tutta la notte rimasi seduta al mio tavolo a meditare
finché la mia testa si fece così pesante e vuota
che sono stata costretta a sdraiarmi.
Ma non mi sono sdraiata. Invece, ho appoggiato la testa sulle braccia
che avevo incrociato davanti a me sul legno nudo.
Come una neonata in un nido, la mia testa
giaceva sulle mie braccia.

Era la stagione secca.
Ho sentito l’orologio suonare, tre, poi quattro –

A questo punto ho iniziato a camminare per la stanza
e poco dopo fuori per le strade
le cui curve e tornanti mi erano familiari
per altre notti come questa. Ho camminato torno torno
imitando istintivamente le lancette dell’orologio.
Le mie scarpe, quando guardavo in basso, erano ricoperte di polvere.

Ormai la luna e le stelle erano svanite.
Ma l’orologio brillava ancora nel campanile della chiesa —

4.
Così sono tornata a casa.
Sono rimasta a lungo
Sul pianerottolo dove finivano le scale,
rifiutandomi di aprire la porta.

Il sole stava sorgendo.
L’aria era diventata pesante,
non perché avesse maggiore sostanza
ma perché non c’era più niente da respirare.

Ho chiuso gli occhi.
Ero combattuta tra una struttura di opposizioni
e una struttura narrativa

5.
La stanza era come l’avevo lasciata.
C’era il letto nell’angolo.
C’era il tavolo sotto la finestra.

C’era la luce che sbatteva contro la finestra
finché non ho alzato le persiane
a quel punto si è redistribuita
come tremolio tra gli alberi ombrosi.

Louise Glück, Faithful and Virtuous Night, Farrar, Straus and Giroux. 2014
traduzione di Marcello Comitini

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