Louise Glück , Parabola (1)

Louise Glück

Ho appreso da un editore che pubblica libri di autori stranieri in traduzione italiana che l’agente letterario del premio Nobel Louise Glück, chiede dai 60.000 ai 100.000 dollari per cedere i diritti di traduzione della raccolta di poesie “Faithful and virtuous night” (Notte fedele e virtuosa), mai tradotta in italiano.
Quale editore potrà mai recuperare una tale somma con la vendita del libro?

In linea con la mia scelta morale di offrire gratuitamente le mie poesie ai miei lettori (come faccio già da anni in questo blog) sarebbe mia intenzione offrire qui la mia traduzione dell’intera raccolta della Glück.

Inizio con questa poesia, avvertendovi che la Glück ha un linguaggio particolare e di non immediata comprensione in quanto usa rimandi che richiedono attenzione.

Vi prego di comunicarmi se il suo pensiero e il suo stile vi interessa e se quindi siete interessati al mio progetto di pubblicare qui tutte le poesie della raccolta “Notte fedele e virtuosa”.
Grazie in anticipo.

PARABOLA

Prima di spogliarci dei beni mondani, come insegna san Francesco,
affinché le nostre anime non siano distratte
da perdite e guadagni e affinché inoltre
i nostri corpi siano liberi di muoversi
facilmente ai passi di montagna, dovevamo quindi discutere
come o verso dove viaggiare, con la seconda domanda
dovremmo avere uno scopo, contro il quale
molti di noi hanno sostenuto ferocemente che tale scopo
corrispondeva a beni mondani, intendendo una limitazione o costrizione,
mentre altri dicevano che con questa parola siamo stati consacrati
pellegrini piuttosto che vagabondi: nella nostra mente, la parola tradotta come
un sogno, un qualcosa di ricercato, in modo che concentrandoci possiamo vederla
scintillante tra le pietre, e non
passare alla cieca; ogni
ulteriore questione l’abbiamo discussa in modo altrettanto completo, andando avanti e indietro su ogni argomento,
così siamo cresciuti, dicevano alcuni, meno flessibili e più rassegnati,
come soldati in una guerra inutile. E la neve cadde su di noi e il vento soffiò,
e col tempo si placò: dov’era la neve apparvero molti fiori,
e dove le stelle avevano brillato, il sole sorse oltre la linea degli alberi
in modo che avessimo di nuovo le ombre; è accaduto molte volte.
Inoltre pioggia, talvolta anche allagamenti, anche valanghe, in cui
alcuni di noi si erano persi, e periodicamente ci sembrava
di aver raggiunto un accordo, abbiamo issato sulle spalle
le nostre vivande; ma quel momento passava sempre, così
(dopo molti anni) eravamo ancora in quella prima fase, ancora
preparandoci a iniziare un viaggio, ma ci aveva cambiati;
lo potremmo vedere l’uno nell’altro; tuttavia eravamo cambiati
senza esserci mossi, e uno ha detto, ah, guarda come siamo invecchiati, viaggiando
solo dal giorno alla notte, né in avanti né di lato, e questo sembrava
strano miracoloso. E quelli che credevano dovessimo avere uno scopo
credevano che questo fosse lo scopo e quelli che sentivano dover rimanere liberi
per incontrare la verità sentivano che era stata rivelata.

(© traduzione di Marcello Comitini)

25 pensieri su “Louise Glück , Parabola (1)

  1. Proiectul dumnevoastra este laudabil, eu stiu ca sunteti un om deosebit de bun si mai sunt si sigura ca pentru dumnevoastra poezia, creatia si traducerea apartin sufletului iar partea materiala nu a contat niciodata doar ati vrut sa daruiti si altora parte din trairile dumnevoastra asternute pe hartie materializate in poezii admirabile. Dar, dar exista si oameni pe care nu poti sa nu ii stimezi doar pe considerentul ca isi vand practic munca lor. Ei sunt persoane nu neaparat egoiste ei sunt doar intreprinzatori si afaceristi. Acum, ce sa spun, chiar daca va suparati pe mine eu recunosc ca fac parte din categoria afaceristilor, eu nu fac nimic fara sa nu am un beneficiu material deci daca nu castig ceva mai bine nu fac nimic. Dar totodata fac si acte caritabile si anume imi ajut familia. Deci in concluzie eu cred ca in lume asta trebuie sa existe Oameni ca Dumnevoastra dar si oamani ca mine. Cu mare drag va doresc o zi superba!

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    • Sigur, Adriana. Ai dreptate. Dar prefer să donez munca mea (adică traducerea mea) și nimeni nu va putea spune nimic, nici măcar Gluck, care va fi mulțumit de difuzarea poeziilor sale. Pentru ca fiecare să își poată cumpăra apoi cărțile.

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  2. All I can say you are a good poet… I have my own books and never earned money from them, who earned, publishers… still they earn from my books… By the way I don’t write anymore. When I read you now, I thought of this, “Why do we write?”… this is really very important question! Poetry for money, philosophy for money, literature for money, etc. I am not in the money part, so because of this I am not a known one too… Anyway, I don’t interest with this Nobel prize poet, but you know I interest in your own writings… Thank you, I am sure what you are doing in here will be so good for readers, Love, nia

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    • Nia, I’m like you too. I don’t like money made by writing. Sooner or later we would end up writing for money and not to express our way of seeing the world. In the end we would write what others like, because that’s what makes us money. Thanks for appreciating my verses. I am infinitely grateful to you.🌹🌹❤

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  3. Grazie davvero per questa interessante iniziativa.
    Versi non facili…ma io ci leggo il torment di attraversare la vita tra sacro, profano, gioie, dolori, fatiche e vittorie.
    Spero di essere entrata almeno in parte nel pensiero di questa particolare affascinante autrice.

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  4. Scusa Marcello ma questa sua di Louise, non è una Parabola. è un Sermone.

    Il Sermone è la spiegazione di una Parabola incompresa, ovvero, nella parabola il giocoliere nasconde un Rebus da risolvere. La Parabola è un metodo filosofico greco per capire dall’origine quando essa raggiunge il suo fine, l’estensione del cercio cui appartiene. L’autore della Parabola disegna con la “Vocazione” una semicerchio (chiamato Parabola) come facente parte di un disegno circolare, quindi la Parabola è una porzione di cerchio.
    Il Concetto inscritto nella Parabola determina la grandezza del cerchio invisibile ma solo quando la sua traiettoria proseguendo sulla “retta via” raggiunge perfettamente il punto di partenza della Parabola. A quel punto il cerchio si chiude e Rebus o Indovinello o il Mistero è risolto.
    Ora, quando nel Tempio il sacerdote o pastore o rabbino o muizn ecc spiegano i “versetti” parabolici, se hai notato bene, non c’è mai di chiesa in chiesa una interpretazione uguale all’altra. Questa cosa ha sempre creato grossi problemi alle chiese madri perché attraverso il Sermone si sono scisse anche le più potenti chiese. La presunzione di essere ispirati da Dio nel momento del Sermone, è come dire che chi ha inscritto la parabola essendo anch’esso un illuminato da Dio, ma essendo esso solo uno Scriba, quindi sotto dettato, il sermonista pensa arbitrariamente e sempre che lo Scriba possa aver “interpretato” male la Parabola divina. (Parola di Dio) .
    Ora, tu che sei un Traduttore della “parola dettata” dovendo fare una traduzione letteraria del versetto poetico divino, sai meglio di me (che non traduco mai affidandomi solo di Google traslator) la differenza che c’è tra Tradurre ed Interpretare, origine scismatica in letteratura, liti politiche tra cancellerie, tributarie e giuridiche. Figuriamoci dei testi sacri diventati oggi giorno multilingue per ragioni di invasione e conquista degli altri popoli. Basta il solo primo passaggio “tradotto” per renderci conto che gli estremi del cerchio parabolico non coincideranno mai. in futuro Nasceranno appunto le diverse edizioni letterarie di un noto Autore e i processi scismatici nelle chiese.
    Ora, quando la poetessa Louise, titola Parabola un suo Sermone, mi chiedo se è a conoscenza del principio parabolico greco. Da come parla e da come scinde le narrazioni, nella vita personale oltre essere poetessa ci svela essere anche sacerdotessa cerimoniale che professa spesso il Sermone domenicale, quindi si dichiara essere di fede cristiana protestante. Ma rileggendola più volte , (non nomina mai il paraboliere Cristo) svela la sua astuzia di “Interprete” – con altri fini – sui percorsi morali appartenenti ad altre chiese trainando i fedeli verso la sua chiesa, che non è cristiana.
    Aprire la poesia Parabola chiamando in causa San Francesco non lo fa per caso, perché la povertà assoluta ed ascetica di Francesco, mosse presso la Chiesa Cattolica ed Apostolica Romana il primo scisma interno negli ordini ecclesiastici, fondando il proprio: L’Ordine dei Francescani. Imitare il santo scissionista di Assisi, fece scaturire l’idea politica che darà forza politica a Calvino e tutti gli altri separatisti in coda, fondando le varie chiesa protestanti dove il Danaro è la ricompensa che Dio da ai suoi fedeli se devoti al suo ordine. (principio protestante)
    L’attacco della poetessa verso il danaro , poi si rivela una manovra speculativa quando chiede i diritti d’autore molto onerosi per leggere i suoi Sermoni che chiama poesie. Se pensi che una milionata di dollari li ha presi dal premio Nobel… heheheh, vuoi fare almeno uno sconto commerciale ai lettori? NO! Avida!

    Marcello, hai capito il concetto di Sermone a cosa serve? Ad arricchire il Pastore.

    (dai, continua a tradurla mi fai godere!!)

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    • Carissimo FilorossoArt, questa volta mi hai conquistato con la tua ironia, fusa a osservazioni storico religiose, profondamente vere.
      La condizione che la Glück qui mette in evidenza è tuttavia quella di una falsa religiosità, attraverso cui l’uomo pensa d’aver mutato il proprio modo di vivere, mentre in realtà è solo effetto degli anni che aumentano e trasformano l’uomo. Nessuna scelta cosciente – dice la Glück – ma un subire gli accadimenti, che – aggiunge – l’uomo scambia per crescita e lo interpreta a proprio uso e consumo, sulla base delle sue credenze religiose.
      Certamente ci sono in questa parabola parecchie contraddizioni con la vita della Glück. Ma la posizione di dubbio e di incertezze che la Glück evidenzia, la pongono al riparo da ogni critica. Almeno apparentemente.
      E presto ti farò godere ancora con piccole prose della Gluck inserite nella raccolta che sto traducendo.
      😊

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      • concordo con quello che asserisci. Aspetto le nuove traduzioni, ma mantieniti neutrale come sempre senza perdere il rispetto a causa dei nostri pregiudizi altrimenti potrebbero trasformate l tua traduzione in Interpretazione. Ciò non è giusto. Donale comunque il rispetto iniziale. Buon lavoro

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      • Quando traduco il mio obiettivo è sempre e solo il rispetto dell’autore, oltre ovviamente a rendere la traduzione comprensibile, accettabile e gradevole per il lettore italiano, senza tuttavia tradire, distorcere o semplicemente interpretare. Grazie del suggerimento in ogni caso!

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