Passi nella notte (It – FR – ENG – ESP)

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Né i ricordi fedeli della nostra vita
né le primavere che tornano a incendiare i giorni
tra le foglie verdi delle buganvillee
ci mettono al riparo dall’angoscia insonne
nell’attesa che risuonino sul marciapiede
i passi dello sconosciuto che porta in sé la notte.


Ni les fidèles souvenirs de notre vie
ni les printemps, qui reviennent pour incendier les jours
parmi les feuilles vertes des bougainvilles,
nous protègent de l’angoisse insomnieuse
dans l’attente qu’ils sonnent sur le trottoir
les pas de l’inconnu qui porte la nuit en lui.


Nor the faithful memories of our life
nor the springs, which return to set fire to the days
among the green leaves of the bougainvillea
they shelter us from sleepless anguish
waiting for them to ring out on the sidewalk
the footsteps of the unknow who carries the night within him.


Ni los fieles recuerdos de nuestra vida
ni laprimavera, que vuelve a incendiar los días
entre las hojas verdes de las buganvillas
nos protegen de la angustia insomne
a la espera que suenen en la acera
las huellas del desconocido que lleva la noche en su interior.

14 pensieri su “Passi nella notte (It – FR – ENG – ESP)

    • Bella, sì. Evocativa e, personalmente, la sento anche mia.
      Ma non parlerei di “paura” della notte, quanto di una presenza, un incombere avvertito. La notte, penso di poter interpretare i versi di Marcello – mi perdoni, non rappresenta una minaccia e nemmeno necessariamente un sentimento negativo. E’ qualcosa che si accompagna alla solitudine, forse. E’ silenzio e misura, contatto con il sé. E’ sguardo retroattivo, è ricordo, viaggio attraverso il proprio vissuto. E’ specchio. Talvolta angosciante, in effetti. Porta con sé il conto, il bilancio. Il passo dello sconosciuto che echeggia, lo sguardo di Hopper sull’angolo della via illuminata dal lampione (“Ombre notturne”), da una finestra (d’albergo?…), lontano dalla luce abbagliante e dal rumore del giorno, sono tuttavia attimi preziosi in cui si entra in contatto con se stessi, attraverso l’altro da sé, l’ignoto. A una certa età, la notte non è più territorio di conquista o scoperta, ma isola di riflessione e dialogo. Talvolta angosciante. Ma questa è la vita.

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      • Caro Paolo,
        Grazie della visita.
        Il tuo commento è perfetto.
        A questo mio giudizio non dovrebbe essere necessario che io aggiunga altro. Sento tuttavia che ciò che hai scritto richiede che io esprima un più chiaro consenso al tuo pensiero. Anzi, pensieri. Perché in poche parole espresso diversi pensieri spiegando chiaramente quanto i miei versi si siano sforzati di dire e quanto di esperienze di vita vive in te (e in me). E per di più hai ricreato con immagini (richiamando Hopper) quell’atmosfera appena accennata dai miei versi.
        Voglio infine sottolineare quanta conoscenza ci sia in questa tua frase:” A una certa età, la notte non è più territorio di conquista o scoperta, ma isola di riflessione e dialogo. Talvolta angosciante. Ma questa è la vita.”. Grazie.

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      • E’ un piacere grande quello di condividere. E, felice di aver colto il tuo sentire, rinnovo i complimenti. I tuoi versi sono diretti e efficaci. Inequivocabili, pur nella loro sintetica essenza. Questa è caratteristica della poesia, delle parole che arrivano al termine di un percorso. E se ne fanno traccia.

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  1. nel silenzio della notte non tutti riescono a riposare,c’è chi in quel silenzio vive l’angoscia dei propri assillanti pensieri,fantasmi che si ripresentano e spesso è grazie a un rumore esterno che ci si distrae da questo arrovellar di pensieri.molto bella

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    • Grazie della visita e del commento Daniela. I passi uditi nella notte ci fanno compagnia e spesso ci evocano immagini di solitudine e di angoscioso silenzio. E pensiamo a chi possa camminare in tanta solitudine, quali pensieri possono occupare la sua mente. E un po’ ci proiettiamo nella sua figura immaginaria attribuendole pensieri che sono i nostri.

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  2. Nei tuoi versi ricorre spesso quel rapportarsi alla vita che non sempre è gioiosa, ma molto più angosciante. E la notte è quanto mai importante talvolta, per prendere coscienza di chi siamo, per capire magari quanto siamo soli . Perché è di notte che non corriamo come durante il giorno, perché abbiamo la possibilità di pensare, riflettere. Le nostre ansie di notte possono certo aumentare ma perlomeno possiamo cercare di controllarle.. Diventiamo più consapevoli. Almeno così succede a me. Grazie caro Marcello per i tuoi versi, sono uno spettacolo. Isabella

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