Rua Garrett

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Una delle più avvincenti letture all’unisono con le immagini del video di Luigi Maria Corsanico!!

Sono convinto che non è possibile offrire agli ascoltatori un video più affascinante di questo, sia per la  voce di Luigi  di cui ormai conosciamo e ammiriamo la profondità, sia per le immagini che vibrano di vita come la sua lettura e liberano il nostro amato Pessoa dalla gabbia di “bronzo che m’imbalsama il corpo”!! E come autore di questi versi confesso che la vita che Luigi ha  reso a Pessoa, l’ha resa anche alla mia poesia!

Il mio grazie va inoltre a Marino Pancheri , blogger di  https://etadellainnocenza.wordpress.com/
che mi suggerito di scrivere qualcosa su Rua Garrett

Seduto da solo al tavolino del bar
senza ambizioni né desideri
triste e quieto penso
alle sale d’attesa piene di sogni altrui
e le ricopio in versi sul foglio del mio pensiero.
Nelle lunghe giornate di sole seguo
il vostro passarmi accanto
come vigili mummie dai visi riarsi,
le ragazze con le labbra assetate d’amore
che ridono eternamente giovani
e i bambini vocianti che mangiano un gelato alla fragola.
Ma in fondo alla strada
è il vento lieve come una farfalla
che mi porta il profumo della natura
e un interminabile tramonto
nel susseguirsi delle stagioni.
In compagnia del silenzio sento
il lento scrosciare della pioggia sul selciato
e nella notte sotto lo sguardo muto dei lampioni
il sonno delle vetrine sbarrate dalle serrande
mi ricorda come sono stati i miei anni.
Nulla intorno mi distrae dal pensare
alle speranze ingannatrici del mio passato
ai sogni inutili di un futuro immaginato.
Il vecchio Ribeiro che mi sta di fronte
sul suo alto monumento di marmo
si compiace delle sue trovate argute
e si congeda con un sorriso ironico.
Quando il sole brilla pesante nell’azzurro
qualcuno sorridendo mi siede accanto
finge di conversare con me e mi chiede
come mai le mie parole ardono ancora
tra incanto e cupa contemplazione.
Con il braccio poggiato sul tavolino taccio
come una cosa dimenticata
che vede in sé stessa
la disperazione del nulla.
Prima di allontanarsi mi stringe la mano
sospesa tra il cuore e la mente come un airone
che porta via i sentimenti
verso un cielo dove si mescolano
illusioni e dolore.
Non posso guardarvi negli occhi
e se potessi vi guarderei senza vedervi.
E se vi vedessi quanto lontano
sarei dai vostri pensieri!
Nel bronzo che m’imbalsama il corpo
con l’immobile parvenza di vita
il mio cuore paziente
come il ragazzo che spesso ho rimpianto
palpita ancora per vendicarsi
d’averlo negato con la stessa passione
con cui si nega Dio.
Mi levo l’ampio cappello augurandovi
buon sole e la pioggia se necessaria

14 pensieri su “Rua Garrett

  1. Pingback: Rua Garrett — marcellocomitini | l'eta' della innocenza

  2. Caro Marcello, anche se appena sveglio (quaggiù sono solo le 5…) e con poche idee nel cervello, malgrado ciò, provo una profonda commozione nel leggere queste tue righe; tu sai quanto io ami Pessoa e i tuoi versi, da me letti con naturale immedesimazione, hanno dato vita a me e di ciò ti sono infintamente grato. Spero che le stesse emozioni, che questo poema magistralmente emana, possano essere condivise dalle persone, che incontreranno, nel loro cammino di ricerca di Bellezza, la tua Opera poetica. Ti abbraccio. Luigi

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