MARCELLO COMITINI – STATUE

Mimmo-Jodiceweb

Ecco un’altra lettura di Luigi la cui voce sorprende sempre .

Una brevissima ma intensa discesa nel cuore delle statue, che non sanno quanto siano simili a noi, alle nostre memorie smemorate dell’artefice.

Letture/Lecturas

Marcello Comitini
STATUE ©2019

da: https://marcellocomitini.wordpress.com/2020/01/13/statue/

Lettura di Luigi Maria Corsanico

Claude Debussy, Sonata for Cello and Piano in D minor
Maurice Gendron (cello)
Jean Françaix (piano)

Foto di Mimmo Jodice

~~~~~~~~~~

Statue distese sulla sabbia
carezzate dal mare
dal tempo e dall’incuria.
Simulacri dai volti sereni
immuni da peccato.
Alcuni con gli occhi chiusi
da pesante sonno in cui sognano
sé stessi ancora prigionieri
della pietra informe.
Altri puntati al cielo
con sguardi privi di emozioni
eppure fieri della loro consistenza
di maschere
ignare dell’artefice.
La loro carne inane e opaca
levigata dal fuoco d’innumerevoli tramonti
sembra respirare
in paziente attesa di riprendere vita.

Non sanno. Non possono sapere.

I loro occhi
scolpiti dall’artefice
hanno lo sguardo cieco della pietra.

View original post

6 pensieri su “MARCELLO COMITINI – STATUE

  1. Caro Marcello, solo le mie varie mansioni casalinghe mi han fatto tardare ( sto anche provando il programma di montaggio nuovo) e passo solo ora..ma da Luigi Maria trovi un mio commento.
    Questo tuo nuovo apporto è paradigmatico nella sua essenzialità.
    Grazie di questo dono!
    Un omaggio per il poeta che eleva il suo canto fino a lambire il cielo..

    Piace a 2 people

  2. Ritrovare il mio amato Debussy e il compagno dei miei giorni: quel pianoforte magico che rappresenta la tastiera della mia memoria, il tempo di mio padre, l’oggi e il domani di mio figlio pianista.
    Riprendo parole che vivono di musica
    “i loro occhi
    scolpiti dall’artefice
    hanno lo sguardo cieco della pietra”
    parole, musica vitale, che mi conducono dentro al ricordo di quel dubbio che sovente sorgeva tra i miei pensieri
    “Quando abbandonerò questo mio viaggio terreno, a quale memoria apparteranno le mie parole, le mie risate…le mie lunghe battaglie?”
    Ma a chi ponevo questo mio tormento?
    In quello piccolo spazio, striminzito, lacero di domande…
    finalmente due anime diventate “affinità elettive” che riuscivano a trasformare una piccolissima stanza in un’isola viaggiante, fatta di parole che rinnovavano la sbocciatura di segreti preziosi che custodisco nel mio tempo.
    Perchè chi ama mai verrà pietrificato
    un caro saluto
    Adriana

    Piace a 1 persona

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.