Poesia

Tamara Lempicka

Tamara Lempicka

 

Nella notte chiara, nella notte
in cui si muore di malinconia
tu
mia sola speranza e mia disperazione
anima folle di bellezza
m’ami.

 

da “Formule dell’anima”, Edizioni Caffè Tergeste, 2011

28 pensieri su “Poesia

  1. Marcello, bella, ma, finale troppo crudo e imperativo.

    “m’ami”… no no, meglio “, amami” (con virgola)

    ciò lascia aperta la soglia della malinconia
    ove il tuo desiderio d’amore a lei invocato
    le entri con ali morbide di consolazione

    “mia sola speranza e mia disperazione
    anima folle di bellezza, amami…”

    sta per : “ti prego amami”
    l’invocazione diventa evocazione

    filo

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    • Mi scuso per il ritardo con cui ti rispondo. Il tuo commento era finito nello spam.
      Ti ringrazio molto per la tua visita, per quel che mi hai scritto e per il validissimo suggerimento.
      Purtroppo il senso che tu hai colto non è quello che mi ha spinto a scrivere questi versi.
      Io non invoco.
      Se fosse un’invocazione non potrei scrivere, né versi né altro. Perché l’invocazione si rivolge a chi (in questo caso la Poesia) non si è ancora concessa. In questi versi invece mi stupisco che l’altra ( la Poesia) si sia concessa a me, senza che io (forse) lo meritassi. Questi versi dunque sono un’affermazione colma di felice stupore: tu, poesia, mi ami.
      E amandomi sei la mia sola speranza.
      Ma la Poesia è anche la mia disperazione perché sono cosciente che non riesco ad amarla come lei merita.
      Spero di avere chiarito il senso di questi versi e che tu, sotto questa diversa luce, possa essere d’accordo con quel “m’ami” e non “amami”.

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  2. La poesia sei tu, non lei.
    la poesia è la tua voce
    la tua voce è la parola fattasi suono
    voce della tua anima nella botte di Diogene
    o ventre di Giona, o genio della Lampada.

    La dissociazione dell’anima dalla ragione, avvenne quando Freud decise che Una non era l’Altra, quindi non viceversa. Con questa sentenza Freud uccide l’anima negandole l’esistenza esaltando la Psiche come crogiolo dei sentimenti.
    Nel mondo pagano l’anima e la psiche sono inscindibili e Freud aveva bisogno di un nuovo uomo senz’anima da inserire nella nuova società tecnologica che avanzava, la quale, non ammetteva scrupoli morali dettati da un entità metafisica come l’anima. Voleva avanzare indisturbata.
    Le anime dovevano essere manipolabili e quindi la prima cosa che fece nella sua disciplina medica, fu recidere il contatto dell’anima sognante, dal mondo Divino, che attraverso i sogni la divinità spirituale controllava e modificava il comportamento degli esseri umani. Scrisse il suo primo trattato sull “interpretazione dei sogni” sbarazzando via l’anima, riportando il sonnambulo al mondo reale, alla realtà.

    Nel processo mentale della tua poesia (per chi la legge fuori) , questa in particolare e non le altre, evidenzia questo passaggio tra la metafisica e poetica nella quale stavi identificando i due mondi (tu e morte malinconica), idealizzando quell’aldilà, cui è ancora permesso oltrepassare se anima è poetica; ma all’affermazione tua

    “anima folle di bellezza
    m’ami.”

    avviene la dissociazione
    nella riunione morbosa.

    dicevo:
    La poesia sei tu, non lei.
    la poesia è la tua voce
    la tua voce è la parola fattasi suono
    voce della tua anima nella botte di Diogene
    o ventre di Giona, o genio della Lampada.

    ovvero: poeta è l’anima fattasi poesia.

    Piace a 1 persona

    • Forse hai ragione. ma ci sono momenti, i più numerosi della giornata, in cui la mia mente è ben lontana dalla Poesia, e la mia anima non riesce ma soprattutto non può evocarla, che si identifichi con me o meno. E quando riesce a farlo, spesso si accorge che il suo approccio somiglia più a una violenza carnale che a una simbiosi. Ed è allora, quando la violenza cessa, che la mia anima si accorge che la Poesia le rimane accanto e se ne meraviglia.
      L’essere umano non è poesia. La sua crudeltà il suo continuo distruggere la Natura (lo fa per vivere, per nutrirsi) non può generare poesia e mai e poi mai può essere poesia nella sofferenza della sua vittima. Allora lo stupore di cui dicevo prima diventa gratitudine.

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