Catherine Smits – I vuoti della tua assenza

Alan Ghertman

Alan Ghertman

 

Se un giorno m’incontrassi
Che inghiotto i vuoti della tua assenza
Bramendo alla carità di un dio che invento
Non pensare che io sia folle
Per i miei gesti ampi
La mia bocca come un cannone
Che sputa il mio dolore
Non pensare che io sia folle
Rimastico il tuo silenzio
Afferro al volo
Quello che ricordo
Il tessuto della tua pelle
E l’arpa delle tue mani
Poi lancio come il cervo
Il grido necessario
Alla mia sopravvivenza

Catherine Smits, raccolta privata
(traduzione di Marcello Comitini)

 

Les trous de ton absence

 

Si un jour tu me croises

Gobant les trous de ton absence

En bramant l’aumône d’un dieu que j’invente

Ne pense pas que je sois folle

Avec mes gestes amples

Ma bouche comme un canon

Qui crache ma souffrance

Ne pense pas que je sois folle

Je brasse ton silence

J’attrape au vol

Ce dont je me souviens

Le tissage de ta peau

Et la harpe de tes mains

Puis je pousse comme le cerf

Le cri nécessaire

A ma survivance

       Catherine Smits, recueil particulier

9 pensieri su “Catherine Smits – I vuoti della tua assenza

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