Dal divano verde

Edouard_Manet_-_Luncheon_on_the_Grass rit

Edouard Manet, Le Déjeuner sur l’herbe, 1863

Sono felice di ripresentare questi versi (l’originale è alla fine) nella graditissima
traduzione di Raia Artamia blogger di iwantyouhappy, che ringrazio di cuore.

FROM MY GREEN SOFA
. . . . . . . . . . to Matteo Salvini
.
In the evening I lay on the sofa
green-lawn that my grandparents trampled on
when they sat down to diner
like the sons of Manet with two maidens – the one who washes her feet
by the lake and the other, however, all dressed up by
not embarrassing the kids who run around the house.
I watch the news. My interest is in internal
and international affairs. I listen without doing anything,
without even thinking. Even not looking at the screen.
I’m tough. I don’t get influenced. But the heart
sometimes escapes my control.
I need to stay awake to follow the news.
Sometimes it swerves like a kite flying high
and I follow it. But I always look where it landed.
Can you imagine one disappearing from the sight?
Even the heart is a good woman kid
who stops to listen.
Someone mutters in the middle of the green sea
that a boat capsized and other boat helped it.
I watch. The ship moves away like a yellow spot
seen from a helicopter.
It moves towards the land and seems to be O.K.
The guards step on pier with the collected bodies.
Someone counts the missing and the drowned.
The wide open eyes of a black woman,
of around forty years old, are staring from the screen.
Their white corneas shine like two milk stains
– in disbelief that the sea has betrayed her.
She kidnapped her children and now cradles them in her cold glass arms.
It’s embarrassing. No one must die so easily.
The flowers on my sofa have the warmth of the light cloud
that envelops my sadness with the glow of those eyes.
Not all ends well. Who doesn’t know it?
So we should avoid listening to our heart.

©:: traduz. Raia Artamia

La sera mi distendo sul divano
verde-prato che i miei nonni hanno calpestato
quando si sedevano a dejuner
assieme ai figli di Manet e le due fanciulle – quella che si rinfresca i piedi
sulla riva del lago e l’altra però tutta vestita
per non scandalizzare i piccoli che girano per casa.
Guardo i telegiornali. Il mio interesse sono gli affari interni
e la politica internazionale. Ascolto senza far nulla
senza neppure pensare. Non guardo mai lo schermo.
Sono rigoroso. Non voglio lasciarmi influenzare. Ma il cuore
a volte sfugge al mio controllo.
Bisogna che io stia sveglio e lo sorvegli.
Qualche volta sbanda come un aquilone che vola in alto
ed io gli vado dietro . Ma guardo sempre dove metto i piedi.
Lo immaginate uno che corre senza guardare?
Anche il cuore è un figlio di buona donna
che si ferma ad ascoltare.
Qualcuno borbotta in mezzo al mare verde
che una barca s’è rovesciata e qualcosa l’ha soccorsa.
Guardo. La nave si allontana come una macchia gialla
vista dall’elicottero.
Si muove verso terra e tutto sembra finito bene.
Le barelle scendono sul molo con i cadaveri recuperati.
Qualcuno enumera gli annegati e i dispersi.
Gli occhi sbarrati nel volto nero di una negra
di circa quarant’anni mi fissano dallo schermo.
Le sue cornee brillano come due macchie di latte
incredule per il mare che l’ha tradita.
Le ha rapito il figlio e adesso lo culla tra le sue braccia di vetro.
È imbarazzante. Nessuno deve morire con tanta facilità.
I fiori del mio divano hanno il tepore della nuvola leggera
che avvolge la mia tristezza col bagliore di quegli occhi.
Non tutto finisce bene. Chi non lo sa? Bisogna evitare
di dare retta al cuore.

 

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25 pensieri su “Dal divano verde

  1. Tutti sanno . Le persone sensibili soffrono impotenti davanti alla TV ma non si può spegnere il cuore. Abbracci per questa bella, triste e delicata poesia, vorrei averla scritta io che non so fare. Complimenti sia per i tuoi sritti che per la tua persona. Buona notte

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  2. Il nostro cuore, anche se non vogliamo, è sempre all’erta, e pronto ad afferrare cose importanti
    e sfumature della vita,per registrarle nel suo habitat.
    Brano poetico intenso, e raffinato, molto apprezzato.
    Un caro saluto, poeta, silvia

    Piace a 2 people

  3. Ti scrivo i miei complimenti più sinceri perché sei riuscito a denunciare la mente delirante del “buon politico menefreghista” che passa nell’oblio dell’ipocrisia ore su Facebook per l’immagine del “buon padre” che risolverà tutto!!
    Il primo comandamento di questo buon padre è ” distogliere lo sguardo verso situazioni che riguardano la dignità umana”
    La tua è una denuncia fatta con eleganza, con uno stile che io chiamo alla “Queneau( uno dei miei scrittori preferiti)

    Ma noi, forse siamo di un’altra epoca, a volte mi sento una specie di “dinosauro” estinto…
    Voglio la politica della cultura
    Un caro saluto
    Adriana

    Piace a 2 people

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