La mela

Cezanne da un suo quadro

Dedicato a Paul Cezane

A luci spente ieri sera sul mio terrazzo ho allungato
una mano alla mia sinistra
verso un tavolo basso con una bottiglia di birra
scura come la notte e un vassoio rosso di mele.
Le stelle osservavano
con occhi lucidi e attenti
ogni mio più piccolo movimento. Ho pensato
che quello è il loro mestiere. Ho tirato
un sorso dalla bottiglia e ho afferrato
una mela. E allora ho pensato
agli amici che da tanto non si fanno vedere.
Mi sono venuti in mente tutti, tutti
rintanati nelle loro poltrone o nei letti
scaldati da donne che neppure conoscono.
Ho sorriso tra me di questi pensieri malvagi.
E guardando nel cielo ho addentato la mela
succosa e rossa
con sfumature di giallo
profumata come un tramonto quando il sole
discioglie i suoi raggi
nel tepore ultimo dell’orizzonte .
Con in bocca il sapore sono andato a dormire
dimenticando
di augurare con un cenno di mano
il mio ci vediamo alle stelle e agli amici.

 

 

Annunci

20 pensieri su “La mela

  1. la vita con le sue divergenze spezza le frequentazioni, talvolta alcuni nomi e alcuni volti tornano alla mente e ci si chiede dove e come saranno, se nel vederli si possano avere ancora i medesimi legami che un tempo ci accomunavano…bello questo tuo divagare addentando la mela dalle sfumature di un occaso che non capita a caso… Ciao Marcello, buona domenica

    Mi piace

    • Grazie del commento, Daniela. Addentare una mela è sempre un gesto che ti riporta indietro nel tempo, nelle riflessioni di ciò che accade nel mondo, per via di quel simbolismo che si tramanda da millenni e per il gusto del frutto che dona a chi l’addenta una gamma variegata di sapori e quindi di sensazioni. Come quelli, in fondo che ti comunicano i gesti, un qualsiasi gesto, degli amici: mai del tutto dolce e mai del tutto aspro.

      Piace a 1 persona

    • Grazie, Elena. La genesi normalmente è questa: scrivo la poesia, poi cerco un’immagine che ne illustri l’idea. Se non la trovo la costruisco, come in questo caso in cui ho “ritoccato” un dipinto di Cezanne (ho sostituito una bottiglia di vino con una di birra, e due mele che sembravano pesche, con due immagini in cui si vede chiaramente che si tratta di mele) e uno di Van Gogh da cui ho preso il cielo stellato.

      Piace a 1 persona

  2. Caro Marcello,la tua poesia offre tanti spunti di riflessione
    Quanto è difficile rimanere solo con se stesso……
    Non si resterà mai soli.
    Ci sarà sempre una mela da addentare ( chi può ), una birra da trincare, una donna da ricordare, degli amici da ritrovare, delle stelle da guardare.
    .
    Non si starà mai soli, ma forse ci si dovrà abituare..

    Piace a 1 persona

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...