Un sasso nero

Emauele dello strologo, senza titolo un sasso nero

Foto Emanuele dello Strologo, 2012

Spesso mi dico con un sorriso segreto
eccomi al mondo
sotto un cielo pesante e un sole nascosto
sapendo bene
che vivere è altro.
E sotto lo sguardo di un albero spoglio
con gli artigli piantati nell’alto
biancastro del cielo sento
il fiato del mondo scendermi intorno.

Come fosse un sasso il mio corpo
un sasso nero
che la neve scansa mi dico
eccomi al mondo
che non sa proprio che fare
dei miei occhi impietriti dei passi che muovo
cercando un sentiero in tanta neve intorno.
Mi dico la neve
rabbrividisce i germogli
toglie dai rami la linfa stende la veste
a ricoprire la terra d’uno stesso segno.
Nel tempo che torna indietro
di secoli i fuochi accesi al piede dell’albero
fanno chiudere gli occhi
bruciati dai fumi amari del legno.
Gli uomini sognano intorno ai bivacchi.
e nella bocca il sapore di niente
il fiato del mondo.

Se potessi creare dal mio nulla di sasso
una scaglia ad arco tagliente di luna
spartirei dai miei sogni
i sogni degli uomini
il loro ronzare di labbra che soffiano
invano sulle ceneri fredde dei loro cuori.
In quest’angolo di terra mi dico
piccolo come l’universo
il mio corpo è soltanto
un sasso nero che la neve ha scansato.

E torna nel cuore il mio sorriso segreto.

 

dalla raccolta Il fiato del mondo, 2015

19 pensieri su “Un sasso nero

  1. Attimo fuggente

    Scorrono tra le dita
    le tue piccole gemme
    poesie di vita
    veritiera descrizione
    dell’inganno
    a se stessi
    in un mondo incapace
    di guardare oltre
    tutte le apparenze
    Verità tra gli spazi vuoti
    da cogliere senza chiusure
    per chiedersi ancora
    il senso di questo cammino
    tra asterischi e pause
    nascosti nell’ombra
    perché è adesso
    l’attimo fuggente
    da respirare

    27.02.2019 Poetyca

    Piace a 2 people

    • Grazie, Daniela. Questi versi, forse più degli altri, colgono nel segno. La poesia è di anni addietro,ma il pensiero di essere scartato dal mondo è molto ma molto più antico. E anche se ho cercato la verità “tra gli spazi vuoti / da cogliere senza chiusure”, la realtà mi ha buttato in faccia tutta la SUA verità, falsa o vera che sia, difronte alla quale non ci si può che arrendere.

      Piace a 1 persona

  2. Il mondo,il suo senso della globalizzazione
    è appiattimento ed incapacità
    di cogliere la sensibilità singola degli individui.
    Chi come te o me,vede oltre i sensi fisici,ha di fronte
    mura di gomma
    che non permettono
    di farci sentire integrati
    perché significa soffocare
    parte di sé per inglobarsi
    in un brulicare
    di corse senza meta.
    Comprendo il tuo sentire,
    in fondo sei un artista e questa è bellezza che si esprime lasciando orme indelebili.

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  3. . . . Tonight we don’t die and don’t die.
    The earth is still.
    On earth, a man cannot flip a finger at the sky:
    each man is already a finger flipped at the sky…
    .
    . . . Stanotte non moriremo e non moriremo.
    La terra è immobile.
    Sulla terra, un uomo non può lanciare un dito contro il cielo:
    Ogni uomo è già un dito capovolto nel cielo…
    .

    • DEAF • SORDO • POEMS from > DEAF REPUBLIC <
    https://artamia.wordpress.com/2019/02/12/%e2%80%a2-il-suono-che-non-sentiamo/
    https://goo.gl/c9Jh3D

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