Amleto

neeraj parswal

Neeraj ParswalDreams and Hopes, 2015 

Tra le immagini sospese alle pareti del museo
lo sguardo dell’uomo è catturato
dal fondale celeste di un quadro
dove avanzano lentamente allacciate tra loro
sette donne urlanti.
Sono le note del medesimo canto
combattono con sguardi fieri coloro
che colmano l’abisso tra l’essere e l’apparenza
con l’inganno delle ingiustizie.
Hanno tenere guance dipinte di giallo di oro di viola
e lampi di luce sulle labbra di fuoco.
La terza del coro come una voce stonata
nasconde il viso dietro la nuca delle compagne,
la quinta più debole confonde il suo occhio sinistro
con il destro della vicina.
La settima guida le altre con le palpebre chiuse
come un cielo di nuvole. Le ali bianche dei sogni
si tendono in cerchio sul mare in tempesta
della sua fronte, scrutano il luccicare argenteo
di vele spiegate tra le onde schiumose.
Si alzano in coro
le loro voci che invocano e supplicano
di non dimenticare il corpo violato dall’uomo
e il fiume che le ha tolto la vita.

L’uomo si guarda intorno, cerca
una via di fuga. La voce si accende più aspra
le braccia sporgono fuori dal quadro
e le mani lo afferrano
con le unghia alla nuca, lo accusano
d’averla condannata a morire.

Adesso ricorda. L’ha posseduta per tutta una notte.
Ecco.

Alla luce rosata dell’alba
ci siamo guardati in un grande specchio.
Il suo corpo mi stava davanti
come la luna sulle acque oscure di un fiume.
L’ho tenuta stretta al petto. Ho percepito
la castità del ghiaccio, la purezza di un’alba
tradita da nuvole
i sogni infranti dai gesti codardi di uomini
che amano solo a parole.
Dimmi mi ha chiesto
con la fronte nascosta sulla mia spalla
come posso distinguere il tuo
dall’amore ingannevole.
Il soffio di un flauto è stato il nome di Ofelia
che le ho sussurrato tra i baci.
La musica le ha trafitto il cuore, le ha ferita la bocca
una canzone che voleva cambiarle la vita.
Conosco anche io l’inganno. Ho temuto che lei
non avesse più voglia di vivere.

Le donne lasciano cadere le braccia piangono
Ofelia in silenzio e l’innocenza crudele del folle Amleto.

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3 pensieri su “Amleto

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