Poter dire tutto

Paul Eluard Copertna

Tutto sta nel dire tutto e io non ho parole
E non ho tempo e non ho l’audacia
Io sogno ed espongo a caso le mie immagini
Ho vissuto male e male ho appreso a parlare chiaro

Dire tutto le rocce la strada e i selciati
Le strade e i loro passanti i campi e i pastori
La lanugine della primavera la ruggine dell’inverno
Il freddo e il caldo che compongono un solo frutto

Voglio mostrare la folla e ogni uomo in dettaglio
Con ciò che gli dà forza e che lo fa disperare
E sotto le sue stagioni d’uomo tutto ciò che lui illumina
La sua storia e il suo sangue la sua storia e il suo dolore

Voglio mostrare la folla immensa separata
La folla compartimentata come in un cimitero
E la folla più forte della sua ombra impura
Che ha infranto le sue mura che ha sconfitto i suoi padroni

La famiglia delle mani la famiglia delle foglie
E l’animale errante senza personalità
Il fiume e la rugiada feconde e fertili
La giustizia in piedi la felicità ben impiantata

La felicità di un bambino saprò mai dedurla
Dalla sua palla o dalla sua bambola o dal bel tempo
E la felicità di un uomo avrò mai la fermezza
Di dirla secondo la moglie e i suoi figli

Sarò mai in grado di chiarire l’amore e le sue ragioni
La sua tragedia di piombo la sua commedia di paglia
I gesti meccanici che lo rendono quotidiano
E le carezze che lo rendono eterno

E sarò mai capace di mettere insieme il raccolto
Al letame proprio come si fa con la bellezza
Potrò paragonare il bisogno al desiderio
E l’ordine meccanico all’ordine del piacere

Avrò mai abbastanza parole per liquidare l’odio
Per l’odio sotto l’ ala enorme delle collere
E mostrare la vittima che schiaccia i carnefici
Saprò colorare la parola rivoluzione

L’oro libero dell’alba in occhi sicuri di sé stessi
Nulla gli somiglia tutto è nuovo tutto è prezioso
Sento piccole parole divenire massime
L’intelligenza è semplice al di là delle sofferenze

Come saprò mai dire quanto io sia contro
le manie assurde create dalla solitudine
Ho rischiato di morire senza potermi difendere
Come ne muore un eroe legato imbavagliato

Ho rischiato d’essere dissolto corpo cuore spirito
Senza forme e anche con tutte le forme
Di cui si circondano marciume e decadimento
E compiacenza e guerra indifferenza e crimine

Poco mancò che i miei fratelli non mi dessero la caccia
Mi sono affermato senza capire nulla della loro lotta
Credevo di cogliere nel presente più di quanto lui non possedesse
Ma non avevo alcuna idea dell’indomani

Alla fin fine, devo tutto ciò che sono
Agli uomini che hanno saputo cosa contiene la vita
A tutti gli insorti che controllano i loro strumenti
E controllano il loro cuore e si stringono la mano

Uomini continuamente tra umani senza una piega
Un canto che sale e dice quello che sempre si dice
Coloro che indirizzano il nostro futuro contro la morte
Contro i sotterranei dei nani e dei pazzi.

Potrò mai dire infine che si è aperta la porta
Della cantina dove le botti proiettano la loro massa scura
Sulla vigna o il vino imprigiona il sole
Usando le parole dello stesso viticoltore

Le donne sono scolpite come l’acqua o la pietra
Tenere o troppo integre dure o leggere
Gli uccelli passano attraverso altri spazi
Un cane domestico si trascina alla ricerca di un vecchio osso

La mezzanotte non ha più eco che per un uomo molto vecchio
Che rovina il suo tesoro in canzoni banali
Anche questa ora della notte non è persa
Io mi addormenterò solo se altri si svegliano

Potrò mai dire che niente vale la giovinezza
Mostrando il solco dell’età sulla guancia
Niente vale la sequenza infinita di riflessi
Iniziando dall’impeto di semi e fiori

Iniziando da una parola schietta e cose reali
La fiducia andrà senza idea di ritorno
Io voglio che si risponda prima di chiedere
E nessuno parlerà una lingua straniera

E nessuno avrà voglia di calpestare un tetto
Incendiare le città seppellire i morti
Perché avrò tutte le parole che giovano a costruire
E che fanno credere nel tempo come unica fonte

Bisognerà ridere ma rideremo di salute
Rideremo di essere fraterni in ogni momento
Saremo buoni con gli altri come lo si è
Con sé stessi quando si ama d’essere amati

I brividi delicati lasceranno posto alle onde
Della gioia di esistere più fresca del mare
Niente ci farà più dubitare di questo poema
Che scrivo oggi per cancellare ieri.

Paul Éluard,Pouvoir tout dire, 1950 (Traduzione di Marcello Comitini)

 

Pouvoir tout dire

Le tout est de tout dire et je manque de mots
Et je manque de temps et je manque d’audace
Je rêve et je dévide au hasard mes images
J’ai mal vécu et mal appris à parler clair

Tout dire les rochers la route et les pavés
Les rues et leurs passants les champs et les bergers
Le duvet du printemps la rouille de l’hiver
Le froid et la chaleur composant un seul fruit

Je veux montrer la foule et chaque homme en détail
Avec ce qui l’anime et qui le désespère
Et sous ses saisons d’homme tout ce qu’il éclaire
Son histoire et son sang son histoire et sa peine

Je veux montrer la foule immense divisée
La foule cloisonnée comme en un cimetière
Et la foule plus forte que son ombre impure
Ayant rompu ses murs ayant vaincu ses maîtres

La famille des mains la famille des feuilles
Et l’animal errant sans personnalité
Le fleuve et la rosée fécondants et fertiles
La justice debout le bonheur bien planté

Le bonheur d’un enfant saurai-je le déduire
De sa poupée ou de sa balle ou du beau temps
Et le bonheur d’un homme aurai-je la vaillance
De le dire selon sa femme et ses enfants

Saurai-je mettre au clair l’amour et ses raisons
Sa tragédie de plomb sa comédie de paille
Les actes machinaux qui le font quotidien
Et les caresses qui le rendent éternel

Et pourrai-je jamais enchaîner la récolte
A l’engrais comme on fait du bien à la beauté
Pourrai-je comparer le besoin au désir
Et l’ordre mécanique à l’ordre du plaisir

Aurai-je assez de mots pour liquider la haine
Par la haine sous l’aile énorme des colères
Et montrer la victime écrasant les bourreaux
Saurai-je colorer le mot révolution

L’or libre de l’aurore en des yeux sûrs d’eux-mêmes
Rien n’est semblable tout est neuf tout est précieux
J’entends de petits mots devenir des adages
L’intelligence est simple au-delà des souffrances

Comment saurai-je dire à quel point je suis contre
Les absurdes manies que noue la solitude
J’ai failli en mourir sans pouvoir me défendre
Comme en meurt un héros ligoté bâillonné

J’ai failli en être dissous corps cœur esprit
Sans formes et aussi avec toutes les formes
Dont on entoure pourriture et déchéance
Et complaisance et guerre indifférence et crime

Il s’en fallut de peu que mes frères me chassent
Je m’affirmais sans rien comprendre à leur combat
Je croyais prendre au présent plus qu’il ne possède
Mais je n’avais aucune idée du lendemain

Contre la fin de tout je dois ce que je suis
Aux hommes qui ont su ce que la vie contient
A tous les insurgés vérifiant leurs outils
Et vérifiant leur cœur et se serrant la main

Hommes continuement entre humains sans un pli
Un chant monte qui dit ce que toujours on dit
Ceux qui dressaient notre avenir contre la mort
Contre les souterrains de nains et des déments.

Pourrai-je dire enfin la porte s’est ouverte
De la cave où les fûts mettaient leur masse sombre
Sur la vigne ou le vin captive le soleil
En employant les mots de vigneron lui-même

Les femmes sont taillées comme l’eau ou la pierre
Tendres ou trop entières dures ou légères
Les oiseaux passent au travers d’autres espaces
Un chien familier traîne en quête d’un vieil os

Minuit n’a plus d’écho que pour un très vieil homme
Qui gâche son trésor en des chansons banales
Même cette heure de la nuit n’est pas perdue
Je ne m’endormirai que si d’autres s’éveillent

Pourrai-je dire rien ne vaut que la jeunesse
En montrant le sillon de l’âge sur la joue
Rien ne vaut que la suite infinie des reflets
A partir de l’élan des graines et des fleurs

A partir d’un mot franc et des choses réelles
La confiance ira sans idée de retour
Je veux que l’on réponde avant que l’on questionne
Et nul ne parlera une langue étrangère

Et nul n’aura envie de piétiner un toit
D’incendier des villes d’entasser des morts
Car j’aurai tous les mots qui servent à construire
Et qui font croire au temps comme à la seule source

Il faudra rire mais on rira de santé
On rira d’être fraternel à tout moment
On sera bon avec les autres comme on l’est
Avec soi-même quand on s’aime d’être aimé

Les frissons délicats feront place à la houle
De la joie d’exister plus fraîche que la mer
Plus rien ne nous fera douter de ce poème
Que j’écris aujourd’hui pour effacer hier .

Septembre 1950 Recueil “dignes de vivre pouvoir tout dire” Tchou Editeur
 

 

 

 

15 pensieri su “Poter dire tutto

  1. che bella questa poesia!! dice tutto L’intelligenza è semplice al di là delle sofferenze o mi addormenterò solo se altri si svegliano Saremo buoni con gli altri come lo si è
    Con sé stessi quando si ama d’essere amati grazie Marcello per questo bel regalo buona serata

    Piace a 2 people

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