Sulla soglia delle porte

Una maglietta rossa

7 luglio contro i comportamenti di rigetto

promemoria per Matteo Salvini

Questo viaggio in un mare interminabile
che sfinisce i corpi e soffoca le menti
è una triste nenia nel silenzio delle stelle
un canto lungo e lento illuminato dalla luna

Dalle onde sgorgano le voci
di coloro che hanno attraversato il mare.
Gridano agli addii
con le mani alzate sulla soglia nera delle porte
– altri pozzi da cui escono altre voci –
chiamano, ammoniscono
come nuvole si sperdono nei fuochi del tramonto.

Saliti sulla barca si narrano di nascite
alcune ancora dentro i ventri, altre strette tra le braccia,
di vite umiliate nella polvere,
di matrimoni e morti e di tutto quello
che hanno abbandonato.
Tutto perduto. Tranne la speranza.

Il viaggio lungo e lento
è come il mormorio di un canto a labbra chiuse.
All’improvviso esplode nelle gole quando il mare
gonfia le sue vene e la barca si rovescia
mostrando il dorso come un bruco
con migliaia di zampe in movimento.

Cadono, galleggiano, saltano come i pesci,
inghiottono nel vento il fiato della morte
si aggrappano all’ultimo lembo della vita.
Ripiombano pesanti tra le onde,
vogliono ostinatamente giungere alla riva
quella spiaggia sognata di alghe stese al sole. Per vivere
se ancora i corpi avessero la vita!

I volti lacerati dagli scogli baciano la sabbia
e gli occhi gonfi di sale cercano nella terra
i segni di un futuro che non ha più storia.

Con i visi rivolti alla paura e con le mani
tese alla pietà,
li solleviamo trasportandoli a riparo
dallo sguardo freddo della luna,
dal pianto delle stelle,
dalla crudeltà del sole che ha brillato
cieco su di loro.

Come otri colmi d’acqua e sale
li afferriamo ai polsi e alle caviglie
come se dovessimo stivarli nella nave
già salpata verso un lungo viaggio
alla ricerca di un mondo lontano senza pace.

 

 

 

23 pensieri su “Sulla soglia delle porte

  1. UNA PROFONDA E SOFFERTA LIRICA SULL’ UMANITA’ FERITA E DISPERATA CHE LASCIA UN DUPLICE, ANGOSCIOSO QUESITO: COSA ABBIAMO FATTO PER MERITARE QUESTA REALTA’, COSA FARE PER MIGLIORARE? CHE DIO CI ASSISTA. antonio

    Piace a 2 people

  2. Caro Marcello
    La tua bella composizione è l’interpretazione poetica di un dramma le cui cause, a mio avviso, risalgono alla fine della tanto vituperata politica coloniale che, per quanto discutibile era riuscita a dare un assetto geografico e sociopolitico al continente africano dalla seconda metà dell’ottocento e fino alla seconda guerra mondiale
    La tua sensibilità di poeta ti consente di osservare e tradurre il dolore di quei disperati.
    Altri, purtroppo ben organizzati, molto spesso di quel dolore fanno un mercimonio.
    Un caro saluto !

    Piace a 1 persona

    • Grazie della visita e del commento, Isidoro. Quello che dici è vero ma purtroppo il colonialismo non aveva come scopo ili far crescere quelle popolazioni e guidarle verso l’autonomia.. Non era insomma un movimento filantropico Diciamo che l’obiettivo era lo sfruttamento senza dare nulla in cambio. E anche adesso continua, mutatis mutandi, quello sfruttamento. Del resto l’uomo è bravo solo in questo..
      Ricambio il saluto.

      "Mi piace"

  3. Non riesco a capire perchè questi poveri disperati invece di fuggire non trovino i modi di resistere e di combattere nei loro territori facendo una vera grande rivoluzione popolare contro i regimi che li affamano.
    Nella nostra storia noi italiani non siamo mai fuggiti : abbiamo avuto i moti risorgimentali, la resistenza ai nazi-fascisti ; abbiamo avuto tanti morti perchè alla fine volevamo conquistare la libertà, al prezzo della vita.
    Io penso che sia meglio avere una ghirlanda perchè si è caduti in un combattimento piuttosto che riceverla perchè si è scivolati in mare da un barcone traballante.
    Certo meglio sarebbe ancora non ricevere ghirlande.
    Scusami lo sfogo, forse mi sono lasciato prendere la mano.

    "Mi piace"

    • Forse non resistono perché alla miseria non si può resistere, perché la miseria, quella vera e interiore gliel’hanno causata gli Europei che sono stati bravi a resistere contro il nemico invasore e dittatore, ma non sono rusciti a resistere alla voglia di depredare i popoli africani, di tutto.

      Piace a 1 persona

  4. L’ho letta più volte, con animo dolente…
    Bellissimo il modo in cui dipingi in versi questo viaggio “lungo e lento” “nel silenzio delle stelle”… con quel coro a bocca chiusa a far da colonna sonora. La tua grande sensibilità abbraccia il mondo intero!

    Piace a 1 persona

    • E adesso? Come posso ringraziarti di queste parole che mi colpiscono sin dentro il cuore? Posso solo dirti che anche la tua sensibilità è immensa dal momento che ami “soltanto parole vive, sincere e solidali, parole vere che si staccano dal gran rumore di fondo in cui siamo immersi”. Grazie, davvero grazie, Youcenar!

      Piace a 1 persona

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.