Rimorso

Evgen Bavcar

foto di Evgen Bavcar

Se in una notte la tua ombra mi tornasse accanto
come l’ala bianca di un gabbiano
che porta in sé il mistero di spiagge sconosciute
tu saresti viva
con gli occhi accesi dalla voglia di scrutare
oltre i segni visibili dell’anima.
Mi guarderesti con la stessa aria torbida di sfida
scenderesti sul mio cuore con gli artigli di un rapace,
sino a ferirmi con la lama gelida
delle tue parole che anno dopo anno
hanno devastato la mia storia.
Ti chiederei se per te la vita è ancora
quel cunicolo cieco
dove chiudere gli occhi ed ascoltare i gridi
che giungono dall’abisso insondabile del tempo ;
se nascondi ancora dietro le tue risate
chiuse nel gorgogliare della gola
una vita d’enorme fatica e di dolore come un’immensa piaga
da cui sgorgavano la rabbia e la paura
d’essere preclusa a ogni via di fuga.
Quel filo che guidava la tua vita negli oscuri labirinti si è spezzato
ti ha liberata dai rimorsi
e ora torneresti a torturare le mie notti
con le immagini illusorie della tua vita inesistente.

Anche solo a ricordarti…

Riaverti accanto sarebbe peggio del morire.

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15 pensieri su “Rimorso

  1. mi auguro che questo sia una scrittura liberatoria, che permetta di oggettivare l’angoscia che covava nell’anima. Un atto di autodifesa che posiziona l’uomo dietro la parola del poeta, in attesa di sentirsi libero

    Una poesia emozionante

    Piace a 2 people

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