Ritorni

Attaccapannirit

marcello comitini, In’attesa del ritorno, graficart

Ritornare al tramonto

La lunga strada nella luce rossa del tramonto
nereggia come serpe inerte intorno ai colli.
Tra i fumi sparsi dalle fabbriche
taglia la pianura,
si dirama nelle tante dita grigie
inanellate dalla luce gialla dei fanali
che la città distende come guida
al cieco desiderio di tornare.
Dietro compagni in fila con i fari accesi
e avanti ad altri che lo accecano
nell’oscurità dello specchietto,
ognuno è sigillato nell’involucro 
di vetro e di metallo luccicante di riverberi
del sole che tramonta.
Assorta nei pensieri la mente si smarrisce
al ronzare persistente del motore
nelle malinconie cantate ad alta voce
dall’azzurra bocca della radio
a cancellare l’eco di una giornata faticosa.
Ciascuno torna a casa come toccasse terra
con il viso stravolto e il cuore gonfio
di stanca gratitudine o d’infinito dolore.
Torna ad indossare l’anima e le speranze
lasciate appese nella fretta del mattino
al gancio dell’ingresso.

Ritornare all’alba

Prima che l’alba spenga la luce nelle strade
e si distenda nuda sulle facciate dei palazzi,
prima che le case nel grigio dell’asfalto
disperdano dalle bocche dei portoni i fiati
tiepidi delle madri e dei fanciulli in corsa,
prima d’andar via ciascuno lascia appeso
al gancio dell’ingresso l’anima e le speranze
come segni tangibili dell’amato ospite
che tornerà a indossarli col buio della sera.

Ciascuno si rinchiude ad ogni alba
nella sua bolla di vetro colorato.
Scoccano dalla bocca della radio amari rendiconti
di tutte le minacce che soffocano il mondo
o si diffonde molle una musica che vibra
fra le orecchie e il petto
a spargere nel sangue il veleno dei sogni.

L’auto avanza con un moto sempre uguale
lungo la strada che al di là dei vetri
serpeggia inerte in mezzo alla campagna.
Immagino il compagno che nell’auto mi precede
intuisco l’altro nell’ombra che mi segue
come occhi assonnati puntati sui miei occhi.
L’uno e l’altro segnano i confini del pensiero
i limiti entro cui giace la ragione del mio esistere.
Al di là dei vetri adesso vedo
l’ingresso del recinto e dietro ancora
l’abito e la maschera lasciati appesi a fine turno
che indosserò tra poco. Finché sarò scomparso .

 

 

 

 

Annunci

27 pensieri su “Ritorni

  1. Complimenti per l’immagine.
    Nelle tue bellissime e sempre intense parole leggo, si il percorso in fila come ormai andiamo ormai tutti presi da questa globalizazzione che ci sta annientando, ma ci leggo la solitudine dell’uomo, chiuso in quell’involucro…e in quel nido di pensieri che ci accompagna. E questi pensieri sono ciò che non ci fanno scomparire.

    Mi piace

    • Fulvia, complimenti a te per questa analisi attenta che hai fatto. Sì, c’è la solitudine dell’uomo, c’è la massificazione dell’uomo in fila, c’è la monotonia dei gesti di ogni giorno, c’è l’alienazione che il lavoro comporta. C’è l’affetto (l’amato ospite) e la precarietà della vita (l’ospite). C’è tutto l’uomo con i suoi pensieri e i suoi desideri che, come tu hai giustamente indicato, gli permettono di sopravvivere e di “non scomparire”. Grazie, Fulvia.

      Piace a 1 persona

  2. una vita scandita da ritmi che si concatenano a quelli altrui,routine quotidiane che lasciano pochi spazi a colmare le solitudini distinte ma assai comuni ; la differenza sta in quel ritorno al tramonto, quando oltre quel gancio dell’ingresso c’è un diverso nucleo famigliare che può sciogliere tensioni o aggiungerne ulteriori. C’est la vie…

    Piace a 1 persona

    • Anche a te il mio grazie, Daniela. Hai messo in evidenza mentre lo scrivevo a Fulvia, la routine quotidiana l’omologazione di tutti nel compiere i gesti di ogni giorno. E come Fulvia hai puntato il dito sulla solitudine. Eppure oggi un segno di omologazione è proprio la voglia diffusa di rifiutare l’idea che si possa essere soli. Invece tu e Fulvia l’avete subito riconosciuto che l’uomo è solo. Grazie, Daniela.

      Piace a 1 persona

      • a questa certezza ci son arrivata col tempo, quando si è giovani ci si sente protetti dal guscio genitoriale ma appena si raggiunge l’età adulta si inizia a percepire che si deve contare solo su se stessi; ovviamente non vuol dire che non possiamo avere contatti importanti e gradevoli col mondo, ma fondamentalmente nelle tappe più importanti della vita siamo davvero soli. Qualsiasi altra persona, per cara che possa essere non può che percepire una piccola parte delle nostre inquietudini

        Piace a 1 persona

      • Posso dirti che ti invidio? La tua riflessione evidenzia un processo di maturità che coinvolge la maggior parte delle persone. Io purtroppo ho percepito questa solitudine sin da ragazzino. Ma allora non potevo giungere a quel dover “contare su se stessi” su cui tu hai posto correttamente l’accento. Così sin da piccolo a guardarmi intorno ho percepito che il vuoto c’è ed è incolmabile.

        Piace a 1 persona

      • ci sarebbe poco da invidiare, a iniziare da false amicizie e persone cui ho riposto fiducia, sbagliando; i tempi son diversi, la solitudine cui si giunge per vie diverse è poi la stessa, non credi?

        Piace a 1 persona

      • Sì, Daniela, la solitudine è sempre e soltanto solitudine e fa parte dell’animo umano. Solitudine esacerbata dalle esperienze amare. Assieme alla solitudine però cresce la speranza che qualcuno possa porvi fine. E così si va in cerca dell’amore. Quando invece la vita t’insegna da subito che non c’è via di fuga dal tunnel della solitudine, l’amore diventa un’àncora disperata a cui aggrapparsi con tutte le forze. È ancora amore?

        Piace a 1 persona

      • credo che lo possa essere, ma cè un grosso rischio nell’aggrapparsi ad esso con tutte le forze. Non ci si dovrebbe ( e uso apposta il condizionale) appoggiare troppo a qualcuno, è un bastone che potrebbe venire a mancare, recando ulteriori danni a chi già zoppicava di suo… non so se ho reso l’idea…

        Piace a 1 persona

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...