Nascita di Venere (di Rainer Maria Rilke)

Mira-Nedyalkova-Sanctuary

Non ho saputo resistere. Nonostante le splendide traduzioni di Vincenzo Errante  e  di Andreina Lavagetto, anch’io ho voluto tradurre questo magnifico inno con cui il poeta Rainer Maria Rilke narra la nascita della Dea, immortalata anche dal Botticelli. Ho tentato di mettere in risalto tutta la carnalità con cui il poeta descrive la Dea e la natura che interagisce con la nascita (il mare, il vento, il delfino).

Qui intendo attirare la vostra attenzione su come questa carnalità il Poeta la faccia trasparire fin dai primi versi, descrivendo il travaglio sofferente del mare come quello di una partoriente.

Dopo una notte d’ansia e di tormenti
di paura e di grida,
non appena fu l’alba il mare
s’aprì e urlò.
Quando lentamente l’urlo si richiuse
e dai pallidi cieli mattutini sprofondò
nei muti abissi dei pesci, il mare partorì.

Sulle labbra del pube marino scintillante
di ricci al primo sole,una fanciulla emerse
candida, in sé raccolta, umida ancora.
Si schiuse il corpo a poco a poco fuori dalle spume
come la foglia verde che appena apparsa freme,
si stira e languida si svolge
nella frescura intatta della leggera brezza del mattino.

Le ginocchia si levarono luminose come lune,
e s’immersero nelle cosce simili alle nuvole
Si schiarì l’ombra sottile dei polpacci.
I piedi si sporsero con una grazia luminosa.
Palpitarono le membra come palpita la gola
quando beve.

Il corpo si posava nella coppa del bacino,
come nella mano di un bimbo un frutto ancora acerbo.
E il piccolo ombelico stretto come un calice
sembrava raccogliere tutta la tenebra
di quella vasta luminosità vivente.

Da sotto risaliva un’onda lieve. Si versava
lungo i fianchi con un sommesso scorrere.
Di luce intriso, e non ancora ombrato,
ignudo e caldo il pube si mostrava
come betulle nell’aprile.

Quindi si bilanciarono le spalle, morbide equilibrate
sullo stelo del corpo, che dritto dal bacino vibrando zampillava
e ricadeva rapido nella folta pioggia dei capelli,
poi lentamente nelle braccia lunghe.

E piano il volto, chino nell’ombra fitta,
si mostrò alla luce eretto e chiaro.
Sott’esso il mento lo conchiuse ripido.

Quando il collo fu come uno zampillo ritto
vibrando come stelo fervido di linfe,
anche le braccia si distesero,
come collo di cigno in vista della riva.

Poi, all’improvviso, entro la opaca alba del corpo,
venne come brezza un timido respiro.
Nacque un sussurro nei più sottili rami delle vene
e il sangue iniziò a scorrere nei suoi luoghi profondi.
Quindi, la brezza rinforzò, si trasformò in vento.
Invase la fanciulla, le gonfiò i seni ancora giovani
Come candide vele colme di spazio,
condussero a riva il lieve corpo.

Approdò la Dea.

Attraversò la nuova spiaggia a passo rapido. Dietro di lei
per tutto il mattino s’alzarono alti gli steli e i fiori
confusi ed ebri come se si svegliassero
da una notte d’amore.

La Dea s’ allontanò di corsa,

Ma nell’ora calda del mezzogiorno,
il mare si sconvolse ancora, urlando.
Scagliò un delfino su quello stesso luogo.
Squarciato, senza vita e rosso.

Rainer Maria Rilke (Traduzione di Marcello Comitini)

 

 

 

Annunci

23 pensieri su “Nascita di Venere (di Rainer Maria Rilke)

  1. Grazie Marcello per tanta meraviglia!
    La nascita è carnalità, e quella di una Dea la rende alla poesia immancabilmente.
    Davanti ai miei occhi uno sfrecciare di immagini.
    Grazie ancora per questa elevata traduzione, che intendo far leggere anche a mia figlia.

    Piace a 2 people

      • Buonasera Marcello,
        sono Meli, la figlia di fulvialuna. grazie per darmi la possibilità di esprimere il mio pensiero su questa poesia.
        Dire che la trovo stupenda è riduttivo, è forte e intensa da far vivere emozioni come se si stesse nella poesia stessa. La descrizione del mare, umanizzato, è coinvolgente e crea quadri di grande impatto.
        La bellezze delle parole che una poesia può esprimere non ha prezzo, è un tesoro da salvaguardare.
        Io amo molto Baudelaire.
        Buona serata.

        Piace a 1 persona

      • Ciao Meli. Sono felice di quello che hai scritto. Ti faccio i miei complimenti per la tua sensibilità verso la poesia (e credo di conseguenza verso l’arte tutta). Grazie del tuo intervento che aspettavo con molto piacere e della tua dichiarazione d’amore verso Baudelaire. A presto.

        Piace a 1 persona

      • Buonasera Marcello, Meli ama molto l’arte, ricordo la prima volta che vide una mostra di quasdri, aveva 3 anni e rimase incantata e rapita dallla meraviglia di Velasquez, adora Escher e di lui ha riprodotto (campeggiano nella sua stanza) Bond of Union e Drawing Hands, potrei farti un elenco. Da due anni a questa parte legge poesie, un’anno fa si è innamorata di pessoa, ne ha una raccolta. Che dire è una ragazza particolare 😀

        Piace a 1 persona

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...