In che stagione siamo

Il fantasma della pioggia vela l’orizzonte
e un vento caldo che stordisce
lo trasporta innanzi ai nostri occhi.
Ci vola incontro come sciame d’api
nella trama fitta delle lacrime
che ci rigano le guance.
Ci guardiamo intorno. Scopriamo d’ogni cosa
l’afa soffocante e il grigio
e quella grande quiete morbida
che sale dalla terra gonfia d’erba.
E su nell’infinito grigio delle nuvole
squarci di luce come bagliori incerti
d’una città sommersa dalle acque.
Inutilmente ci chiediamo
con le mani al viso in che stagione siamo.
La sentiamo in fondo al cuore
la stagione dei morti
la stagione dei cadaveri scoperti
dalla pietà dei vivi sotto enormi pietre bianche
e il pallido lucore di lumini indifferenti e inerti.
La stagione in cui guardiamo al mondo
nell’afrore umido del vento
come se non ci appartenesse,
come se non avessimo
altre stagioni che ci attendono.

 

25 pensieri su “In che stagione siamo

  1. Tempo sospeso

    Dopo il momento attonito che sradica
    tutte le false sicurezze
    sono passi di velluto
    a traghettarci oltre
    dove il silenzio opprime
    ruba il respiro
    ma accende speranze
    rinverdisce memorie
    su prospettive attutite
    dove ormai
    nulla si teme.

    02.11.2017 Poetyca

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