Coi pugnali del sonno

Insonnia (guttuso melancholia Nova 1980)

Renato Guttuso, Melancholia Nova, 1980

In fondo cosa muta
se adagi il tuo corpo sulla pietra bianca dei sogni
dove intorno vagano le ombre degli amori smarriti,
di colei che amata non ha saputo amare,
della donna che ha spento la sua vita nei tuoi baci?

Coi pugnali del sonno piantati negli occhi
stremato dal desiderio ti abbandoni
al languore del giorno che fiorisce.
Raggiungi le ombre della tua memoria
che si muovono lievi nella luce
come farfalle purpuree in fondo al pozzo dell’oblio.

In fondo cosa muta.

 

 

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4 pensieri su “Coi pugnali del sonno

  1. Quando io dico che le parole sono sguardi, cioè sono visioni…o visionarie, come preferisci, ho in mente parole come queste che scrivi tu. Parole che mostrano, parole che fanno vedere quello di cui parlano. E ben ha scelto Luigi, con le farfalle di Redon. Che poi mi sembra che questo tema, le farfalle, ti sia molto caro.Un po’ come per me le piume.

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    • Sì, hai ragione, Susanna. Le farfalle sono la nostra speranza e la nostra contemporanea invidia. Posseggono tutto ciò che noi non possediamo: colori, agilità, leggerezza (anche spirituale), libertà e il piacere di vivere intensamente la loro breve vita. A guardarle si ruba loro un po’ di quelle doti e ci si illude di poter somigliare, almeno nel desiderio. Differenza tra farfalle e piume? Non spetta a me esprimermi, soprattutto in questo commento. Posso dirti solo che le piume somigliano a certe parole.
      Se le parole non sono tali da far apparire davanti agli occhi di chi legge, non soltanto oggetti concreti o panorami, ma anche il colore, il profumo e la luce, luminosa o grigia che sia, perché usarle? Preferirei tacere piuttosto che esprimere un gradevole ma sterile “flatus voci”.
      Grazie dell’apprezzamento sempre gradito.

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  2. la malinconia è ciclica, se ne va e ritorna senza un motivo apparente, e anche quando si desta dietro l’ombra di un amore, non si riesce a colmare il grande vuoto da cui è comparsa. Ma è come una droga leggera, ne consumiamo in piccole dosi ogni giorno, non dico che ne siamo schiavi, ma non possiamo farne a meno per troppo tempo.

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