Posso chiudere gli occhi

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Foto:masdemx

I

Non voglio vivere come vivono i ciechi

che pregano il sole senza averlo visto

e credono che Dio sia il raggio che li carezza

saggiandone tepore morbidezza e languore.

Temono il silenzio come temono il rumore

sentono nel vento lo schiaffo della natura

e nella tempesta la condanna di Dio.

Toccano l’acqua come un essere immondo

che striscia e li avvolge con viscide spire

e sentono la terra un rifugio sicuro

un guanciale per ascoltare i battiti del cuore.

 

Non voglio vivere come vivono i sordi

che percepiscono il cuore toccandosi il polso

e guardano le vene sul dorso della mano

chiedendosi se il sangue è un fiume che rumoreggia.

Vedono nelle labbra della persona amata

schiudersi il vermiglio sull’alabastro dei denti

e non sapranno mai se la luce che brilla

è un sorriso schietto o un’ironica smorfia.

Guardano all’orizzonte tra fiammate di nuvole

il sorgere del sole, l’uragano che nasce

e divampa negli occhi assetati di musica

il desiderio ansioso di una memoria antica.

 

Non posso vivere come vivono i muti

che hanno la gola cieca e sorda la bocca

che assorbono come spugne il soffio della vita

e si gonfiano come otri senza vie di fuga.

Zampogne senza bordoni, tamburi senza suoni,

eseguono con i gesti pentagrammi di musiche

e parole che mai leniranno il cuore.

 

II

Posso chiudere gli occhi come fanno

tutti i poveri al mondo, i cenciaioli,

con orecchie tappate e labbra strette

per non sentire le voci che osannano

al Dio che tutto suo malgrado perdona,

per non gridare il dolore che morde

i sogni acciambellati in fondo alla coscienza.

 

Voglio morire come muoiono coloro

che vivono spingendo carrelli della spesa

colmi di stracci e di speranze miserabili.

Coloro che, lungo strade di scaffali vuoti,

lungo corsie di case spente e tutte uguali,

annegano nel vino che fa dolce il rossore

piagnucoloso delle loro facce.

 

Chiuderò gli occhi, serrerò le orecchie.

Con le viscere piene del fuoco del liquore

mi stenderò supino lungo spiagge deserte

e guarderò le stelle chiuse nel mio cuore.

Ascolterò le onde che mi lambiscono la mente

e quando all’orizzonte s’infiammeranno i soli

chiederò alle farfalle, vanesse, colie, brintasie,

di coprirmi gli occhi e da dolci amiche

bere le lacrime che scorreranno

involontarie sul mio viso.

 

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21 pensieri su “Posso chiudere gli occhi

  1. e chi scrive poi splendide poesie?se gli altri non vedono non sentono e non parlano? complimenti Marcello la tua è una meravigliosa poesia e se il tuo bravissimo amico Luigi la legge a alta voce ne farò un post sul mio blog

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