L’amore bracconiere – di Alberto Bevilacqua

 

Diana cacciatrice

Anonimo fiorentino sec. XVII

L’amore tuo bracconiere

ora lo so a che punta:

la credevo anche delizia

la croce

dove aggiustavi nel mirino

la mia anima

all’erta con le orecchie diritte

 

non fu che malizia

di fucilata

esatta

 

Eluso gabelliere

In luogo e in tempo proibito,

eppure io ti penso

bella come l’involontario silenzio

che cade tra le parole distratte

con la sospensione casta

dell’alba

 

Alberto Bevilacqua, Il corpo desiderato, Arnoldo Mondadori Editore (I poeti dello Specchio), 1988 

5 pensieri su “L’amore bracconiere – di Alberto Bevilacqua

  1. di Bevilacqua avevo letto qualche poesia tempo fa e mi ero ripromessa di ampliare la sua conoscenza, cosa che non è avvenuta. Questa tua proposta ha risvegliato nuovamente l’intento, stavolta conto di rendere concreta l’idea, perchè mi piace molto il suo stile. Superba la Diana dell’anonimo fiorentino.
    Buona serata Marcello

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    • Bevilacqua è un poeta a volte ironicamente crudo, a volte ironicamente spietato, a volte dimostra entrambe queste caratteristiche. Non so quanto possa realmente piacere. Io ho scelto una poesia “d’amore” in cui questi aspetti sono alquanto mitigati. Ad essi ho fatto riferimento associando ai versi il ritratto della Diana la cui espressione del volto fra trasparire proprio quel guardare alla vita attraverso l’ironia.

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  2. Di tanto amarti perduto
    non resterà che questo:
    il ricordare a strappi come ci si leva
    una benda per rabbia da una ferita
    fresca,
    solo frammenti,dettagli a sangue,
    o svolte fulminee,
    il senso del dolore prima che il dolore esulti:
    il poco, il breve
    che non sapevamo vivendoli capaci d’immenso.
    (A.Bevilacqua)

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    • Anche questa è molto bella. Io mi riferivo a poesie del tipo:
      non da te
      se pure con diligente perizia
      ti mantengo quel rantolo soffiando
      su una brace d’orgasmo con la tua
      stessa pazienza,
      mi prendo azzardo di rubarti compagnia,
      è dal cuscino velato
      dal tuo sudore di sonno così buono,
      beato
      di quel sonno l’odore
      e di notte alleata se fischietta di sé
      nell’altrove
      silenziosa dei sogni,
      è il tuo cuscino che mi porterei via
      per continuarla da solo la mia
      copula invidiosa
      d’insonne

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