Notte (Fiaba)

Chi può mai immaginare che un Big Bang entri in punta di piedi nella poesia? Forse neppure Marco Torracchi, autore di questo melodioso brano, pensando solo di scrivere una meravigliosa fiaba.

La Taberna Simposiale

Tanto tanto tempo fa, quando ancora non esistevano i pianeti e le stelle, l’unica abitante di questo universo era la Notte.
Solitaria senza sapere cosa fosse la solitudine, trascorreva il tempo senza sapere cosa fosse il tempo. Così come non sapeva cosa fosse il buio, pur essendo lei la cosa più buia immaginabile (seppure questo sia solo un nostro pensiero fatto col senno di poi).
Potremmo dire che vegetava in tutta tranquillità o che nessun bisogno crea il niente.
Ma per volere divino o per un fattore fisico ancora a noi sconosciuto avvenne un fatto straordinario: un puntino di luce apparve per un attimo.
Difficile comprendere l’effetto che ebbe il quasi niente sul tutto, quella frazione di secondo di luce sulla Notte.
Molti lo chiamarono poi Big Bang, ma di frastuono o di esplosione energetica non ebbe proprio niente.
La comparsa del puntino di luce scosse la Notte.
Fu scoperta…

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