Il colore delle lacrime

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June Kim

I

Ho detto tutte le parole che sapevo, tutte.

Ho pronunciato il tuo nome per me e per

 

ciò che insieme siamo stati, questo grande corpo

in equilibrio tra il mare promesso e la terra dell’abitudine

 

a cercare una rotta vivente e che parla per noi.

Ma abbiamo prosciugato l’acqua del deserto ancor prima

 

che il sole ci toccasse le labbra, e quest’inverno

che non finiva mai di tendere le sue trappole

 

tra le nostre braccia, noi l’abbiamo spesso incalzato

per sapere che separava le nostre tracce

 

e ci perdeva nella neve dei giorni.

Adesso, faccia a faccia, noi attendiamo la notte.

 

Io dico parole che non passano dalla gola

e tu, tu chiedi un caffè ancora più forte

 

per cambiare il colore delle lacrime.

 

II

 

Ciò che ho voluto sempre assieme a te, è partire

e che la terra ricominci

 

sotto un altro giorno, con un’erba ancora imberbe,

un sole che non pesi troppo

 

sul cuore e poi del blu tutto attorno come

una pena che si sia lavata

 

gli occhi nel resto dell’infanzia e che il tempo

s’arresti come quando tutto

 

andava bene, tutto, quando partire non era ancora

che un altro modo di restare

 

come l’acqua nel ruscello, le parole nel poema

ed io, sempre in partenza

 

tra l’inchiostro e le stelle, a ritroso senza fine

sul percorso delle tue lacrime.

(traduzione di Marcello Comitini)

 

I

J’ai dit toutes les paroles que je savais, toutes.

J’ai prononcé ton nom pour moi et pour

 

ce que nous avons été ensemble, ce grand corps

balancé entre la mer promise et la terre d ‘habitude

 

à chercher une route vivante et qui parle pour nous.

Mais nous avons épuisé l’eau du désert avant même

 

que le soleil nous touche les lèvres, et cet hiver

qui n’ en finissait pas de tendre ses pièges

 

entre nos bras, nous l’avons assez poursuivi

pour savoir qu’il séparait nos traces

 

et nous perdait dans la neige des jours.

À présent, face à face, nous attendons la nuit.

 

Je dis des mots qui ne passent pas par ma gorge

Et toi, tu redemandes un café très fort

 

Pour changer la couleurs des larmes

II

Ce que je voulais toujours avec toi, c’est partir

et que la terre recommence

 

sous un autre jour, avec une herbe encore nubile,

un soleil qui n’ appuie pas trop

 

sur le cœur et puis du bleu tout autour comme

un chagrin qui se serait lavé

 

les yeux dans un reste d’enfance, et que le temps

s’ arrête comme quand tout

 

allait de soi, tout, quand partir n’était encore

qu’une autre façon de rester

 

comme l’eau dans la rivière, les mots dans le poème

et moi, toujours en partance

 

entre l’encre et les étoiles, à rebrousser sans fin

le chemin de tes larmes.

 

Guy Goffette, Petits Riens Pour Jours Absolus, Gallimard, 2016

 

19 pensieri su “Il colore delle lacrime

  1. Ps: Alessialia, non era obbligatorio ma l’ho fatto con estremo piacere. E ho “beccato” quelli più vecchi per conoscerti quando nessuno ti conosceva: è un po’ la mia mania scoprire ciò che nessuno o pochi hanno scoperto 🙂

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  2. Ah, l’amour ! ………….
    Quello fra amanti a volte è tanto coinvolgente che finisce con l’essere pateticamente scontato.
    Confesso che amo poco la poesia francese quando indugia molto sul tema, scadendo in un certo manierismo retorico – novecentista.
    Apprezzo la tua traduzione che dev’esserti costata non poca fatica !
    Con sincera amicizia
    Isidoro

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