Fiumi di parole

pablo-neruda-francobollorev
Dai sogni ad occhi aperti Pablo e con le dita
bianche di farina hai tempestato di parole
oceani selve fiumi.
Come un cavallo al traino
nel gelo di miniere scavate dentro l’uomo
hai dissodato la terra con il fiato sanguinante.

Ma da tempo il solco s’è richiuso. Nel silenzio
d’una pace lugubre non entra nei tuoi occhi
né il mare né la primavera.
Del tuo cuore ancora udiamo le sentenze
i giudizi di un dio che ha cavalcato fra le stelle
ha sofferto dell’uomo
perdutamente carne e sangue.

Lentamente muore – hai detto – chi si fa
schiavo dell’abitudine.
Questo lo sappiamo. Ma ogni giorno
lungo i nostri percorsi sempre uguali
a chi non conosciamo non parliamo
e se lo conosciamo non chiediamo
la ragione delle rughe sulla fronte e sulle labbra.
Spegnendo ogni passione preferiamo
nero su bianco mettere i puntini sulle i
mai nell’incertezza rischiando la certezza
mai nell’inseguire un sogno
nell’acconsentire al tuo consiglio di fuggire
i sensati consigli di chi ci vuole sempre uguali.

Lentamente moriamo ciechi sotto il pesante velo di sorrisi
che nascondono con smorfie la paura
fermano il cuore
davanti agli errori e ai sentimenti.

Lentamente moriamo
senza abbandonare l’amor proprio.
Ogni giorno un lamento sulla nostra sorte
sul sole che ci brucia e sulla pioggia incessante.

Dimentichi che vivere è uno sforzo
di gran lunga maggiore del semplice respiro
prendiamo la morte a piccole dosi.

Viaggiando, leggendo ascoltando
la musica moriamo
perdendo la grazia di noi stessi.

E la tua voce, Pablo, carica d’orgoglio,
ci chiama con le dita bianche di farina
dalla tua lontana tomba nuda
dai tuoi progetti non finiti
ci condanna,
noi poveri mortali che comunque moriremo
come te che sei morto nei tuoi sudari di carta.

6 pensieri su “Fiumi di parole

  1. Grazie, Marcello, per questi versi che ricordano, celebrano, con passione forte l’amato Poeta!
    Io vivo nella sua terra, a pochi chilometri dal luogo dove nacque e amo la sua Poesia! Mi permetto solo, proprio per il rispetto del Poeta di segnalarti che i bei versi di “Lentamente muore” sono della scrittrice brasiliana Martha Medeiros , sotto il titolo “A morte devagar”, pubblicata nel 2000, e spesso attribuiti a Neruda. Restano comunque dei versi pieni di verità. ¡Un abrazo, hasta luego! Luigi Maria

    "Mi piace"

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