La peggiore di tutte

La speranza

Senza titolo

La speranza. Eccola, la speranza,
con i suoi lunghi capelli biondi, i suoi occhi bistrati di blu profondo
intorno al nero delle pupille, la sua bocca rossa e sul viso un’espressione soave.

Trema come se una carezza le avvolgesse il corpo, la sfiorasse con dolcezza.
Trema e sorride. Sorride
e mi tende le braccia.

Nella stanza buia vedo la sua pelle che irradia luce.
Poi lentamente la luce si scolora nel giorno.

Il sole appare rumoroso all’orizzonte e sale verso il centro del cielo.
Ma tornerà la notte.

E la speranza?

Ah, quella ! – mi sorprende una voce nascosta con il tono da sorrisetto sottile.
È l’attrice impegnata in una scena lubrica d’amore,
ripetuta almeno un centinaio di volte nel tentativo di farla apparire sincera.

Quella – ripete l’attrice – è la peggiore di tutte noi.

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20 pensieri su “La peggiore di tutte

    • Mi trovi perfettamente d’accordo, Mistral. Come si dice, e com’è vero, la speranza è l’ultima a morire. Per questa sua caparbietà l’ho definita “la peggiore di tutte” e l’ho paragonata a un’attrice che non riesce a recitare la sua parte d’amore lubrico.
      Contrariamente al sentire comune che esalta a speranza come la sola a tenerci in vita, io l’ho definita quella che ci inganna maggiormente.
      E per questa visione non proprio ottimistica, elogio come coraggiosi tutti coloro che esprimeranno il loro gradimento a questi miei versi, che sono un punto d’incontro tra l’amarezza e la debolezza di credere alla speranza, nonostante tutto.
      Grazie Mistral del tuo coraggio.

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  1. Cosa sarebbe non so, Franca. Ma posso immaginarlo: non dover sperare nel meglio perché già lo avremmo; saper godere delle cose che la natura ci offre senza chiedere di più; non sentire dentro di noi il vuoto di una mancanza che ci spinge alla speranza di colmarla. La speranza in ultima analisi è il desiderio di possedere ciò che non possediamo. Per chi crede nel peccato originale, la speranza ne è la conseguenza.
    Grazie della visita e dell’apprezzamento.
    Un caro saluto.

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  2. come sempre mi intrometto e come sempre creerò disagio non in te che profondamente la tua intelligenza intravede la mia visione ma finchè non mi cacci io dico la mia e anche finchè sono vivo si intende la speranza è un concetto ebraico nel senso che prevede qualcosa nel futuro di buono che non hai nel presente tutte le religioni monoteiste mostrano un paradiso dopo la vita tutte quelle politeiste lo vedono in terra e siccome loro mentono perchè i creatori erano tanti non unop yahwe o come lo chiamano i falsi sacerdoti del cielo ebrici era uno di loro quello che mise in atto il diluvio universale esattamente 12.500 anni fà hanno scelto il peggiore questa mia visione è confermata in campo genetico storico ed archeologico. la speranza è un concetto sbagliato le persone devono concentrarsi sul presente ma non per raggiungere un traguardo una speranza ma la tranquillità la felicità la appagatezza di se e del mondo ecco se riesci scrivi qualcosa sulla meraviglia che è un termine negato assente dal linguaggio infettato dalle culture monoteiste ( ci sono vari libri di filologi tedeschi scienziati universitari ) interessanti a riguardo di come nel medioevo sono stati volutamente variate parole nei testi platonici ed aristotelici per non parlare di altri grandi geni bruciati distrutti o nascosti ed invece ci hanno regalato imbecilli come socrate che era deriso per la sua dialettica vuota ed ingarbugliata anche dai bambini socrate era considerato lo scemo del villaggio dai greci platone lo hanno salvato perchè introduceva il concetto di un’entità assoluta unica aristotele era come noi faceva il dito medio per mandare affanculo le persone per non parlare dello spostamento di alcune parole da un piano positivo a quello negativo con la conseguente variazione di tutta la struttura sociale quindi lascia stare la speranza e scrivi qualcosa sulla meraviglia la leggerei volentieri ed allora vedrai che la luce sarà bella e non malinconica ed aspra come la lontananza …. viva gli dei e lunga vita all’imperatore …. la felicità e l’amore stanno nelle cose semplici non negli oggetti gli oggetti sono cibo per l’io la meraviglia è cibo per l’anima

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    • Caro 4t4m4t4, mi sembra di aver trattato la speranza da un punto di vista dissacratorio come sa disacrare uno che scrive poesie, ma anche da un punto di vista che la maggioranza delle persone non condivide. A breve pubblicherò una poesia sulla felicità. Ma il tuo invito a parlare della meraviglia mi stuzzica, anche se dubito che ne sarò capace: la meraviglia è dei puri di cuore, è di coloro che hanno imparato a guardare il mondo con l’animo sgombro da pregiudizi vecchi e nuovi. La meraviglia insomma è solo dei bambini. L’adulto che crede di meravigliarsi come un bambino non è altro che un ebete illuso.
      Altro non aggiungo a quello che hai scritto. Ti dico solo che non ho nessun motivo per cacciarti.

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  3. La meraviglia è soggettiva, prende alcuni non altri.
    Si è capaci ancora di meravigliarsi? Con l’età sempre meno, almeno per me.
    I puri di cuore e gli inconsapevoli hanno riserve di meraviglia da spendere.
    Dirò che i bambini, col loro fare improvvisato, sono sempre capaci di meravigliarci.

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  4. Però, Marcello, con questa pulzella che mi hai messo davanti, non riesco più a concentrarmi. Una poesia carnale! 🙂
    Orbene torno allo spirito con questa terna di brani di Rossini: La Fede, La Speranza e La Carità, quest’ultima ha ottenuto maggiore successo nel mondo dei cori.
    Ho scelto questo coro che credo siano bimbi giapponesi, per la loro compostezza e seriosità, oltre che bravura.
    La Fede:

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  5. a distanza di tempo ho scoperto che i bimbi cantori sono di Taipei, National Concert Hall (team di rappresentanza), Direttore: Zhao Kaiwei Accompagnamento: Qiu Xiaoyu.
    Io ho 70 anni, la speranza è cosa da giovani, a me basterebbe di non morire rimbambito e di non soffrire.
    Come in un convoglio di umani destinati alle “docce”, la speranza è di non tornare alle baracche.

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    • Ti capisco perché ho anch’io queste tue speranze. Mi piacerebbe però non andare in quel convoglio di umani diretti alle docce, ma essere colto dolcemente nel sonno mentre in compagnia della solitudine sogno di una ragazza bella come la speranza che mi’invita con una voce soave ad entrare nel suo giardino.

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