I poeti e l’amica

audrey hepburn legge

dedicata a  Titti

Di te del tuo sguardo,

del tuo corpo di donna

del tuo tremore e del grigio

annuncio del futuro

– cieco all’improvviso divenuto sordo-

tutto ho perduto.

Tutti i dolori e tutte le paure.

Né le tue gioie – mai potrei trovarle

perché nascoste dietro un velo di parole.

Non tue ma dei poeti

che ti portano in alto dove è limpida l’aria.

Volano con l’orgoglio

di chi conosce il cielo

scavalcano i monti,

graffiano come aquile

con artigli di versi.

 

Di tutto questo soffro.

Ma tu non puoi vederlo

perché per te l’amore

sorge a un orizzonte

rabbuiato di nuvole.

E mi dici inetto ed incapace

di volare con te,

di spegnere la sete

che in alto la luce

infonde a chi v’immerge

le ali del sogno.

 

Cosa posso fare

io cantore e cieco?

Trascino le mie ali

in un deserto di polvere e di gesso

– Io sordo poeta

al mio stesso canto.

10 pensieri su “I poeti e l’amica

  1. “Tutti i dolori e tutte le paure.
    Né le tue gioie – mai potrei trovarle
    perché nascoste dietro un velo di parole.
    Non tue ma dei poeti
    che ti portano in alto dove è limpida l’aria.
    Volano con l’orgoglio
    di chi conosce il cielo
    scavalcano i monti,
    graffiano come aquile
    con artigli di versi.

    Di tutto questo soffro.
    Ma tu non puoi vederlo
    perché per te l’amore
    sorge a un orizzonte
    rabbuiato di nuvole.”

    Non so, ma qui vedo tornare il tema della sposa isolata, concentrata su di se, altera. Oggetto una donna egocentrica. Il tema dell’incomunicabilità e dell’isolamento, dell’impossibilità a partecipare, ma che non dipende da se stessi.

    E mi dici inetto ed incapace

    di volare con te,

    Piace a 1 persona

    • Grazie della visita e del commento.
      I temi ritornano nelle mie poesie perché sono il mio modo di pensare il mondo e l’essere umano.
      Qui parlo della mia amica che si trova in difficoltà, come tutti noi, e che trova liberazione , anche qui come tutti noi, in qualcosa che elevi lo spirito. Nel caso narrato, i poeti. Io vorrei essere uno di quei poeti ma a causa della mia pochezza e, di conseguenza, della pochezza dei miei versi, non sono in grado di svolgere quella funzione catartica.
      Per un verso o per un altro, “ciascuno è solo sul cuor della terra” (come cantava Quasimodo). E neppure scegliere la singletudine (come hai affermato di te stesso in altro commento) libera da questa solitudine.

      Piace a 1 persona

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