Solido legame

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Ferdinando Scianna, Carmen Sammartin

 

Mi rifugio nei sogni d’amore e di rivolta.

Vago nel buio delle lunghe attese

faccio naufragio nella mia solitudine

e nelle vene inietto le farfalle pietose

della mia memoria. E sogno.

Un solido legame sconosciuto inestricabile,

come l’aria che tagliano le rondini

come la terra nella vastità dell’universo

come il mare che culla gli annegati

e li rende alle braccia del silenzio.

Sogno un laccio che mi leghi mani e piedi al letto

nero di freddo ferro sopra un materasso.

Piume e molle che respingono ed accolgono

il peso del mio corpo gravato dallo spasimo.

Vagano due mani lungo le mie membra

lievi come passeri in un bosco di ciliegi

bianche come gabbiani sulle onde in tempesta

come alghe che fluttuano nelle ultime acque

tiepide d’un mare autunnale.

Gli occhi sotto una benda nera, ciechi

più sensibili al tatto non distratti

dalla bellezza che divora a labbra spalancate

ogni piacere che mi pervade e fugge,

ogni mio timore ogni resistenza.

Sentire i baci che mi sfiorano la pelle

vedere al buio quella luce immortale

come piccoli morsi delle lucciole

che scintillano fin dentro la mia anima.

 

Gemo all’improvviso e mi risveglio nell’attesa

della frusta che in piedi sul mio corpo

luminosa la Vita maestosamente impugna.

 

9 pensieri su “Solido legame

  1. quando cercavo i diamanti per trovarli finivo sempre nell’immondizia …. si sono rifugiati lì …. non sopportano le facciate e preferiscono la profondità …. in fondo chi li cercherebbe lì ….

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      • le cose migliori si sono rifugiate nell’immondizia se cerchi qualità devi andare li …. se gli ultimi devono essere primi allora cosa non sottolineata dai gesuiti i primi saranno ultimi e l’italia come tutti gli stati governati dalla religione e quindi non dall’etica è tra i peggiori al mondo …. dove la gente lascia governare le religioni la popolazione muore di stenti perchè hanno bisogno di persone “malate” per avere proseliti niente è peggio della religione niente neanche il cancro …. namaste

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  2. eccomi a ripescare una delle tue passate poesie che mi erano sfuggite ; versi potenti, densi di un pathos che probabilmente risiede in quella linea sottile tra sogno e realtà o che forse è figlio di entrambi. Nella chiusura ho colto , magari sbagliando, una sorta di masochismo ( oppure rassegnazione) verso la Vita che colpisce duramente e non lascia spazio ai sogni.
    Mi è piaciuta molto anche la tua scelta grafica, secondo il mio modesto parere Scianna è uno dei fotografi che riescono a rendere la sensualità il filo conduttore del loro stile artistico,raffinatissimo.

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    • No, Daniela, non hai sbagliato. Tutta la poesia è costruita sull’immagine del rito sado-masochista. Sadica la vita, masochista l’individuo umano (e tutta l’umanità). Come non vedere con quale piacere e voluttà di vivere l’uomo affronta le sfide che la Vita pone innanzi? E chi esce vittoriosa se non la Vita?
      Grazie per aver utilizzato nei confronti dei miei versi l’aggettivo potente. Detto da te, mi riesce particolarmente gradito, dal momento che ti stimo moltissimo. Buona serata e un forte abbraccio.

      Piace a 1 persona

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