La vita felice

Siskind,Pleasures & terrors of levitation

Aaron Siskind, Pleasures & Terrors of Levitation

L’intera vita può essere definita felice quando tutti i pezzi del corpo e della mente stanno bene? Con l’avanzare degli anni saranno necessari, sempre più frequentemente, interventi di manutenzione, via via più specializzata.

A che fine? A che giova tutto questo?

Basterebbe eliminare il dolore e si andrebbe verso la morte con la stessa serenità (sarà poi così?) degli animali.

Invidia verso gli animali o semplice paragone umiliante?

“Nati non foste a viver come bruti”. Ma di fatto come viviamo?

Mangiare bene, dormire bene, fare figli, crescere la prole, accumulare conoscenze, preparare un futuro migliore per gli altri.

È questo il non vivere da bruti?

Alla fin fine, in mezzo a tanti popoli che ancora soffrono, a tante donne calpestate, torturate e umiliate, a bambini sfruttati o usati come armi di ricatto o in spettacoli di vergognosa pietà, in mezzo a tanti poveri delle nostre città che ci guardano in vergognato silenzio, tutto si risolve in un mangiare meglio, un dormire meglio, un essere più belli e più in forma, senza tuttavia riuscire ad amare più di coloro che ci hanno preceduto, senza tuttavia riuscire a sconfiggere il dolore e la paura della morte.

È questo il “non viver come bruti”?

10 pensieri su “La vita felice

  1. Infatti solo seguendo virtute e conoscenza non ci si distingue poi molto dai bruti,bisognerebbe che questa conoscenza fosse messa a servizio e beneficio della comunità,e questo molto spesso non succede.L’uomo nel suo egoismo ed egocentrismo vive senza dubbio peggio degli animali che non conoscono l’insoddisfazione,l’invidia,la frequente vergognosa indifferenza verso i propri simili in difficoltà,l’ambizione… e altri tarli dell’anima che distolgono l’essere umano dal godersi pienamente la vita.La tua riflessione è fondata e giusta,e mi son ritrovata ad pensarne una simile qualche settimana fa mentre seguivo un cortometraggio di Brassai girato tra gli animali in uno zoo di Parigi; veder volteggiare libere le scimmie che giocavano divertite fra di loro in totale armonia collettiva mi ha fatto balenare la domanda: viste le varie bassezze e atrocità che commette l’uomo, sarà stata positiva l’evoluzione o in un certo senso è stata un’involuzione?

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    • Secondo me, senza tenere conto del piacere che procura la cultura e la conoscenza come individuo e senza la quale credo non si potrebbe vivere, l’evoluzione è stata proprio involuzione, tanto da pensare che la cacciata dal paradiso terrestre sia proprio la condanna alla necessità insita nella mente umana di evolversi. Ma evolvendosi si allontana dalla natura, anche se migliora la sua condizione esistenziale. Per avvicinarsi a chi? La religione dice: “a Dio”. Ma è come tendere verso l’infinito, dove in matematica, tendere all’infinito è il simbolo di ciò che non termina mai.
      Grazie per il commento, babajaga.

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      • come esseri viventi facciamo parte della natura,non dovremmo mai scordarlo così come non dovremmo scordare che in natura c’è un’equilibrio da conservare; nell’evoluzione non ci si dovrebbe staccare da essa,ma con la conoscenza migliorare il rapporto con essa.A quanto pare è avvenuto il contrario…e per avvicinarci all’autodistruzione di questo passo.
        Buona serata
        Daniela

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  2. penso che l’uomo in generale non raggiunga mai la felicità anche se fosse in grado di sconfiggere il dolore e la morte arriverebbe al punto di invocarla per spegnere la sua infelicità ci riflettiamo come specchi uno con l’altro e troviamo in noi ogni sorta di difetto critica giudizio siamo arroganti presuntuosi egoisti sappiamo mentire a noi stessi qualcuno è riuscito a spogliarsi di tutto questo, donandosi completamente agli altri forse è a loro che dovremmo chiedere se la felicità l’hanno trovata Ciao

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    • Grazie, Mistral. Sono d’accordissimo sulla felicità come un’invenzione (l’ho dichiarato persino sulla testata di questo blog) e mi terrorizza l’idea che la vita sia una frastagliatissima linea che collega il vuoto con il vuoto. Da qui l’invidia verso l’esistenza degli animali: anche se spesso dolorosa e faticosa, non se ne rendono conto e non vivono l’amarezza della disillusione.

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  3. hanno ribaltato tutto hanno messo il cielodove era la terra hanno infettato il linguaggio fino ad invertirne i significati il mondo è capovolto ma torneranno tempi migliori dove gli ultimi saranno ultimi ed i primi i primi ….. così è stato scritto ….

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