L’altrove della luna

André Kertséz_senza titolo_1979

André Kertész, Senza titolo, 1979

Lievemente sfumata dalla cecità del sole,

tu figura lontana come l’alba

mi vieni incontro con la luce soave del tuo corpo

nell’opaco specchio del tempo

non ancora consumato dalla mia memoria.

Vicino a me il tuo viso appare

nei vetri oscuri della stanza spoglia

dove attendo la tua veste con il fruscio del volo

e il biancore inargentato della luna

ora che la notte è scesa

sulla città e le case

rade finestre accendono – la mia è rimasta buia.

Tra i riverberi miti dei sorrisi

e il rosso delle labbra che spezza il mio silenzio

chiedi l’amore di uno sguardo, una carezza in sogno.

Ma so che sei altrove e il cuore batte stanco

e di pietà per la mia pena.

Ora che sei davvero più lontana

della luna perduta nel buio del suo cielo

e la sospinge il vento, la dilania col suo aspro soffio

in figure astratte di nuvole che mai

avremmo immaginato,

tu mi sei vicina

perché così è la storia di due anime che non sanno

come incontrarsi quando nella notte

incerta ed ingannevole la luna guarda altrove.

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2 pensieri su “L’altrove della luna

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